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Vallese: Marie-Thérèse Chappaz

Marie-Thérèse Chappaz, sensibilità e talento al servizio del territorio

Discutendo con Marie-Thérèse Chappaz trasparisce la passione e l’entusiasmo per il suo lavoro e per la sua terra. Una passione che in quest’ultimo decennio l’ha resa una delle icone della nostra viticoltura. Un lavoro meticoloso, quasi maniacale sopratutto in vigna, un rispetto che si riflette nell’originalità dei vini. È riconosciuta internazionalmente per le sue strepitose selezioni Grain Noble, vini botrizzati che sanno rivaleggiare con i miglior vini dolci al mondo. Questo però toglie luce ad una gamma ricca di “chicche” prodotte in piccole quantità da vitigni che rappresentano al meglio l’ampio patrimonio ampeleografico vallesano.

La sua famiglia non ha tradizioni viticole. Si appassiona quando a 17 anni riceve in regalo, dal papa avvocato di professione, una piccola vigna occupata dal pinot noir. Questa prima esperienza la entusiasma e la convince su quale strada percorrere. Segue la scuola di viticoltura ed enologia di Changin conseguendo il diploma, ed esercitando poi esperienze presso la stazione sperimentale d’agronomia della stessa scuola federale. Nel 1987 riprende da Maurice Troillet, suo prozio, “Cave La Liaudisaz” situata a Fully. Un ettaro e mezzo di vigne terrazzate a Claive che comprendevano ceppi di marsanne e petite arvine di oltre 35 anni. Marie-Thé, come viene simpaticamente chiamata, ha il merito nel corso dei decenni di sviluppare l’azienda portandola fino agli attuali 10 ettari situati nei comuni di Fully, Martigny, Charrat, Leytron, Saillon e Chamoson. Su ripidissime terre sono lavorate con grande rispetto, sensibilità e secondo i canoni della coltura biodynamica varietà tradizionali come lo chasselas, petite arvine, marsanne, pinot gris, gamay, pinot noir, syrah, cornalin e humagne rouge e qualche varietà internazionale. I sistemi di vinificazione sono tradizionali, nel rispetto delle annate e delle uve vendemmiate. In poche parole, senza modificare il corso della natura e contro una sempre più diffusa standardizzazione.

Le ripidissime vigne di Fully nei pressi di Martigny (foto VinsConfédérés)

I vini di Marie Thérèse Chappaz

Sono tre le versioni di Chasselas. Fendant de Fully (Coteaux de Plamont) nasce su terre granitiche ad un’altitudine di 650 metri. Preserva, con note floreali, la freschezza e l’eleganza. Di buon corpo, dà una piacevole sensazione “pétillante”, una vivacità che si distingue in una buona persistenza finale. Fendant Président Troillet (Domaine des Claives) proviene da pendenze molto ripide e calde poste a un’altitudine di 550 metri. Evolve su note minerali, sensazioni solari che passano dalla frutta matura a quelle floreali. Un vino sostenuto da una maggiore densità e da una lunga persistenza aromatica. Fendant de La Liaudisaz rappresenta un assemblaggio di diversi territori, si ricerca l’equilibrio e la piacevolezza. Di buona materia ha un carattere decisamente più fruttato, termina su una fine sensazione amarognola e ammandorlata. Sono vini per nulla banali che ricordano la tradizione vallesana.

Due le versioni di Petite Arvine. Petite Arvine Grain Blanc (Coteaux de La Louye e Planche Billon) prende forma da due territori di carattere diverso. Un vino dai profumi intensi che ricordano il pompelmo, rabarbaro, glicine … sensazioni varietali piuttosto classiche. La bocca è densa e, grazie a qualche grammo di zucchero residuo, rotonda. Trova un bell’equilibrio e vivacità, il finale ha lunghezza e qualità aromatica, emergono ritorni salati. Petite Arvine Grain Blanc (Domaine des Claives). Altro territorio un altro vino. Qui le vecchie vigne poggiano su suoli di gneiss in colline tra le più calde e soleggiate del Vallese. Il vino è meno varietale, ha un forte accento minerale condizionato dal territorio. Il suo corpo è voluminoso, complesso e lungo, un vino fatto per invecchiare.

Grain Cinq (Domaine des Claives) unisce alla perfezione il valore di cinque varietà, da qui il suo nome. Marsanne blanche, petite arvine, païen, pinot blanc e sylvaner sono coltivate sulle stesse terre puntando a una maggiore impronta territoriale. Un’idea cara al produttore alsaziano Marcel Deiss. Al naso ha una splendida espressione aromatica, un vino puro, preciso ed equilibrato con un accento sapido e finemente balsamico.

Ermitage Grain d’Or (Domaine des Claives), ” C’est mon plus beau terroir “. Qui la marsanne blanche è vendemmiata da ceppi di oltre 80 anni situati nel comune di Fully e posizionate su ripide terrazze granitiche accessibili esclusivamente con una monorotaia. Terre che godono di un microclima di tipo mediterraneo. Per Marie Thérèse Chappaz sono le più belle e le più faticose da coltivare dove per potersi riparare dal sole sono state costruite delle “cabotte” in legno. Un vino geniale, di grande classe e profondità. Che complessità ! Speziato, torbato, con accenni di tartufo, sottobosco, fumé, albicocca matura, … Un vino secco, ampio e potente che grazie al lavoro in vigna e alla sua forte personalità sa trovare un perfetto equilibrio.  Ha profondità e una lunghissima persistenza. Chiude saporito. Un vino che fa impallidire alcuni rossi degustati successivamente.

Dôle de La Liaudisaz unisce il gamay al pinot noir. La Dôle è un vino che riveste una larga diffusione nella produzione vallesana. È piacevole, di beva immediata, presenta con fermezza una fresca fragranza composta da bacche nere, sfumature floreali e speziate. Al gusto presenta tannini delicati, freschezza e una presenza aromatica fruttata intensa.

Grain Pinot è frutto di vecchie vigne lavorate su terreni calcarei nelle frazioni di Les Combes a Chamoson e Les Esserts-Champ Dury a Charrat. Merita qualche anno di affinamento prima di essere gustato pienamente. Fine, vellutato e agile al gusto con un finale completo e di elegante definizione aromatica. La chiusura è di buona complessità dove ritornano sensazioni di bacche selvatiche, prugna, liquirizia, violetta e un saggio boisé.

Grain Cornalin. Il cornalin è considerato un tesoro del patrimonio ampelografico vallesano. Di maturità molto tardiva è una varietà delicata ed esigente. Le uve per questo vino provengono da vigne di Leytron (frazione Champs-Long) e Saillon (frazione Champs des Pierres). Il suo colore è rubino di intensa tonalità. I profumi sono di ciliegia nera e frutti di bosco con una sfumatura di torrefazione. Di corpo sostenuto, mostra tannini intensi, di fine tessitura e ben rinfrescati. Il finale è preciso e persistente.

Grain noir. Del merlot, cabernet sauvignon e cabernet franc nelle mani di Marie-Thérèse Chappaz dà un vino vinificato con maestria. Di forma affusolata, ha buon equilibrio, una tessitura sottile e vellutata. Anche sul finale sa distinguersi per precisione e persistenza. Un blend di grande qualità che logicamente manca della consueta identità vallesana.

Grain Syrah conferma tutta la qualità raggiunta da questa varietà nella regione vallesana, definita anche Alto Rodano. Strutturato e complesso, poggia su un’elegante struttura tannica e un’equilibrata materia. La lunga persistenza evidenzia ritorni speziati e di frutti selvatici di bosco.

Grain Noble ConfidenCiel, nobili liquorosi

Marie-Thérèse Chappaz può essere considerata uno dei pionieri della Charte Grain Noble ConfidenCiel, gruppo che difende e promuove i grandi vini liquorosi vallesani. Indipendentemente dal valore generale dell’annata i suoi Marsanne e Petite Arvine Grain Noble sanno rivelarsi tra i migliori vini dolci del mondo.

Grain Noble Marsanne Blanche. Un gioiellino. Non avrà la densità e la classe della Petite Arvine ma raggiunge pur sempre l’eccellenza. Ha una personalità che ci colpisce per una certa originalità, emana sensazioni acidule che si alternano a quelle dolci. Ci piace per l’equilibrio tra le varie componenti, la freschezza e la lunghezza.

Grain Noble Petite Arvine è il vino che ha portato i liquorosi elvetici tra i migliori al mondo e portato Marie-Thérèse Chappaz tra i migliori produttori. Il vino riassume la perfetta interazione tra la botrytis, la petite arvine ed il territorio di Fully. Questo vino proviene da 1 ettaro di vigna posta nella frazione di Claives. I filari sono rivolti verso sud a 550 metri d’altitudine, sono ceppi piantati ad altissima densità (tra 10’000 e 14’000 per ettaro) negli anni ’60. Il vino è vinificato e allevato barrique di rovere nuovo per 28 mesi. Tre le annate recentemente degustate. La dolcezza (quasi sciropposo), la potenza e l’opulenza dell’annata 2003. L’eleganza, l’equilibrio e la purezza aromatica della annata 2004. La classe, la complessità e l’armonia dell’annata 2010. Un vino di tale personalità che riesce a non rendere eccessivi i suoi 300 g/l. di zuccheri residui. Degustandolo si è trasportati in vigna, ti fa capire l’impegno e la serietà applicata da Marie-Thérese sulle ripidissime terrazze di Fully. Vendemmie talmente ricche che solo pochissimi sanno gestire alla perfezione tale ben di dio. Il vino é opulento e di grande avvolgenza ma che, per la tipologia, trova un grande equilibrio e una sublime armonia. Ha potenza ma pure tanta eleganza, purezza aromatica e complessità che ruotano attorno alla nobiltà della botrytis.

Complimenti Marie-Thérèse, per la serietà e le passioni che ci fai rivivere.

HOPP SUISSE !

Informazioni su Stefano & Giorgio (359 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

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