Vaud, vera terra di Chasselas

Oramai ci siamo posti l’obiettivo di diventare uno degli ambasciatori dei vini svizzeri, nazione che produce una varietà di vini di grande originalità. Altri lo fanno in lingua francese o tedesca ma nessuno con continuità in quella italiana. Questa è l’occasione di parlarvi del Canton Vaud, delle sue zone viticole e dello Chasselas, la varietà che lo caratterizza maggiormente.

Il vigneto di Vaud riveste una parte importante nel panorama produttivo nazionale. Le sue vigne occupano in particolare le rive del Lago Lemano inserendosi in uno scenario d’incomarabile bellezza, tanto da essere riconosciuto come uno dei luoghi difesi dall’UNESCO.  Una zona che vanta antiche tradizioni che risalgono al Medio Evo e sviluppate dalle popolazioni Cistercensi presenti in zona. È il regno dello Chasselas che associato a buoni vini rossi dà origine a 26 denominazioni ad origine controllata a cui si aggiungono due zone definite Grands Crus, Dézaley e Calamin. Gli Chasselas di Vaud rappresentano i 2/3 della produzione cantonale si distinguono in generale per dei bianchi fini, freschi e fruttati. In modo più specifico possiamo asserire che questo vitigno nei giusti luoghi e nelle giuste mani diventa un’arma importante per raccogliere ed esprimere le diverse sfumature territoriali, una capacità che rileva una vera impronta minerale.

“Le pays de Vaud” si divide in quattro regioni ben distinte: La Côte si estende nella parte ovest del bacino lemanico, le denominazioni più conosciute sono quelle di Féchy e Mont-sur-Rolle, circondate ai lati da Vinzel e Aubonne. È l’area viticola di maggiore estensione, si sviluppa su più di 2’000 ettari godendo dei benefici termici e climatici apportati dal lago e dalla protezione delle alture jurassiane che impediscono ai venti da nord di soffiare sulla regione. Da Founex a Morges sono molteplici la complessità territoriali che si riflettono di conseguenza nei diversi Chasselas.

Lavaux è situata tra Losanna e Vevey-Montreux. Ingloba alcuni gioielli in particolare le spettacolari vigne di Dézaley, Calamain, Chardonne, Epesses e St.-Saphorin. I suoi 760 ettari si affacciano su declivi talvolta vertiginosi o su terrazze sostenute da muri in pietra bianca. Una zona di tale bellezza che nel 2007 è stata riconosciuta come patrimonio mondiale dell’UNESCO.  Le perle di questa zona sono Dézaley e Calamin autorizzate, visto lo spessore dei vini, alla denominazione Grands Crus. Dézaley è costituita da 54 ettari di ripidissime terrazze che occupano l’intera fascia collinare e si fondono con le acque del Lemano. I muri  in pietra secca furono costruiti manualmente e permettono di accumulare il calore dei raggi solari riflessi dalle acque. I luoghi testimoniano la presenza in epoca medioevale dei monaci Cistercensi che diedero origine alla viticoltura in questa zona. L’interazione tra le terre argillo-calcaree, le condizioni climatiche e lo Chasselas ci offrono vini esclusivamente bianchi, ricchi nella struttura e minerali, con profumi che ricordano la pietra, il miele e note floreali. I vini di Calamin si producono proprio a “côté”. Si tratta di una minuscola denominazione che occupa solo 15 ettari di vigne. Un fazzoletto di terra di 500 metri di lunghezza per 300 metri di larghezza che tocca le acque del Lemano, da cui si gode un panorama sulle Alpi della Savoia. Il suolo decisamente argilloso, la perfetta esposizione verso sud e il calore restituito dai muri in sasso danno Chasselas vigili e potenti che rilevano sfumature di caramello, gesso e con una piacevole nota amarognola in finale di bocca.

Ad est, dopo Chillon, il Lemano cede il passo per cominciare a risalire il Rodano in direzione del Basso Vallese, qui iniziano le vigne dello Chablais. Sono quasi 600 ettari che si situano tra Villeneuve e Bex sulle colline che anticipano le Prealpi. I suoli sono molto sassosi e calcarei conferendo una mineralità rimarchevole ai vini che evidenziano un’inconfondibile sapore di pietra focaia. Fattore principale è il foehn, un vento caldo che soffia da sud e che riscalda gli acini in autunno permettendo di ottenere bianchi potenti e robusti. Anche in questa zona l’attore principale è lo Chasselas che dà vini prestigiosi nelle “appellations” di Yvorne e Aigle. I primi sono vini decisi e vigorosi, mentre i secondi sono più delicati, floreali e fruttati. Non ci si dimentica che questa varietà dà ottimi risultati anche in quelle di Villeneuve, Ollon e Bex.

Altre zone viticole sono raggruppate al nord del cantone nelle zone situate ai bordi del Lago di Neuchâtel. Le denominazioni sono quelle di Bonvillars, Côtes de l’Orbe e Vully.

Le nostre degustazioni

Massy Vins – Clos du Boux a Epesses

Epesses Clos du Boux 2012 : un vino di qualità che offre una bocca ampia e strutturata, grassezza si ma in aggiunta anche tanta freschezza. Chiude con una buona persistenza su leggere note speziate, minerali e floreali. Il finale si distingue per le piacevoli sfumature amarognole.

Dézaley Chemin de Fer 2012 : il colore mostra tonalità intense tendenti all’oro. Offre una forte impronta minerale, è cremoso, strutturato e pieno d’energia. Chiude con una pregevole qualità aromatica su ritorni saporiti. Monto buono e con un buon potenziale evolutivo.

Dézaley Chemin de Fer 2004 : conferma quanto descritto in precedenza, soprattutto sul piano dell’evoluzione e della capacità d’invecchiare bene. Si veste di color oro ancora luccicante. È complesso, emana un bouquet maturo, speziato e minerale. La sua struttura riesce ancora a sostenere il vino fino ad un lungo finale. Bellissima dimostrazione.

Pierre-Luc Leyvraz – Chexbres

St-Saphorin Les Blassinges 2012 : Limpido e nitido nella sua espressione aromatica dove emerge la freschezza e una vena minerale. La bocca è di buona struttura ed equilibrio. Si beve con grande facilità e piacere. Ci piace per la finezza aromatica.

Domaine Pierre Monachon – Rivaz

St-Saphorin Les Manchettes 2012 : raccolto in una vigna di 0.6 ettari, esposta verso sud ad altezze di 480 metri, genera un vino di forte carattere minerale. Un vino di bellissime complessità ed equilibrio. Ha struttura, tensione, lunghezza e qualità aromatica. Bellissimo.

St-Saphorin Les Plantaz 2012 : lo stile dell’azienda è chiaro e privilegia la finezza e la precisione. Generato da una selezione di Chasselas nella frazione di Les Plantaz presenta note floreali e di erbe aromatiche. La sua struttura è evidente, cremosa e in perfetto equilibrio. La lunga persistenza, viva e fresca.

Dézaley Les Côte Dessus 2012 : il naso è classico, ancora trattenuto, ma lascia intendere quanto fondo c’è dietro. Un vino di classe, di grande equilibrio e profondità che avrà molto da svelare nei prossimi anni.

Domaine Mermetus Henri & Vincent Chollet – Aran-Villette

Villette Vase no 10 2012 : gli aromi sono abbastanza espansivi, su note di mandorla e frutta bianca. La bocca è generosa e grassa, poggia su una trama cremosa, fine e saporita, ci sembra che manchi un po’ di freschezza per andare oltre.

Villette Dame Claire 2012 : di carattere floreale, trova un bell’equilibrio grazie a una viva tensione e a un finale di grande piacevolezza.

Domaine Louis Bovard – Cully

St-Saphorin l’Archevesque 2012 : al naso è fine ed elegante, i profumi sono di frutta bianca e agrumi. La bocca prende volume, forza e lunghezza con note minerali e saline, caratteristiche dei migliori St-Saphorin. Merita qualche anno d’attesa.

Calamin Ilex 2012 : le vinificazioni in fusti di rovere apportano complessità e densità. Attenzione, non quelle stucchevoli note boisé ma bensì delle fini sfumature speziate che contribuiscono a formare uno Chasselas in contro tendenza. Gli aromi maturi, minerali e un corpo equilibrato rendono il vino un piacere per il palato.

Dézaley Médinette 2012 : l’origine del vino è ben percepibile nella sua espressione. Le rocce di Dézaley danno un naso limpido e intrigante dove si riconoscono sfumature speziate e fumé. La bocca è ampia, cremosa e fruttata, sempre con un ideale equilibrio. Anche al gusto il deciso carattere minerale afferma la relazione con il territorio.

Domaine La Colombe Raymond Paccot – Féchy 

Fechy Les Brez 2011 : si esprime su toni delicati, una fragranza avvolta da una viva freschezza. È sottile e teso, chiude lasciando ricordi minerali; saprà rilevarsi pienamente solo dopo 3-4 anni di affinamento.

Féchy Les Brez 2007 : profumato, con note di citronella e pesca a esaltarne la dolcezza. È gessoso e fresco. Ha una bella tenuta gustativa, la struttura sfoggia freschezza, energia e vivacità. Chiude con precisione su note saline.

Monte-sur-Rolle Petit Clos 2010 : è più fruttato ed ampio ma sempre con quella “verve” finale che sa esaltarne la mineralità. Un vino d’apprezzare sia in gioventù sul frutto che dopo un lungo invecchiamento (5-7 anni).

Terroir du Crosex Grillé – Aigle 

Cuvée des Immortels 2012 : di colore brillante e tenue offre profumi fruttati e salini. In bocca è brioso, di equilibrata struttura e grassezza dona un finale lungo e una persistenza di fresca piacevolezza.

Cuvée des Immortels 2011 : avvolge il palato con un bel volume, evolve con freschezza e persistenza su note di agrumi, floreali e minerali.

Cuvée des Immortels 2008 : un vino che ci ammalia per la finezza e la purezza, note di agrumi, di fiori di tiglio e minerali ne compongono il bagaglio aromatico.  Al gusto è elegante e raffinato, un equilibrio dato da struttura e tensione, lo sviluppo evolve sullo stesso registro. Splendido.

Domaine de la Pierre Latin – Yvorne

L’Yvorne 2012 : sensazioni d’inebriante gioventù invadono il bicchiere, si riconoscono freschi profumi di tiglio e frutta bianca. È strutturato, longilineo e si sviluppa con freschezza e una bella mineralità. Il finale è fruttato e salino.

L’Yvorne 20111 : evolve su una fine ed intensa mineralità un vino pieno di vita e forza, brilla per freschezza.

Château de la Maison Blanche – Yvorne

Yvorne Château Maison Blanche 2012 : è un vino giovane, ancora imballato che mostra tanta esuberanza e poca saggezza. Ha un potenziale enorme, è puro, fresco, pieno di dinamismo, nerbo e mineralità. Sarà un vino per il futuro.

Yvorne Château Maison Blanche 2011 : risulta un vino elegante, sottile ed incisivo, mette in risalto sfumature di tiglio e frutta bianca associate ad una forte impronta di pietra focaia. Crescerà con il passare del tempo.

Yvorne Château Château Blanche 2009 : si apre su note fumé, di albicocca, miele, mandorla, …. Al gusto è ampio ma conserva una bella freschezza che ne garantisce l’energia e la piacevolezza.

Yvorne Château Maison Blanche 2007 : al naso è compatto e al momento difficile da codificare, la sensazione più marcata è legata alla mineralità espressa con forti note di pietra scalfita e zolfo. In bocca è ampio e grasso, marcato da una buona freschezza. Sembra essere un po’ contratto e non lunghissimo ma pensiamo sia solo un peccato di gioventù.

Yvorne Château Maison Blanche 2003 : ha la capacità di sfidare il temposi esprime con una tonalità dorata ancora brillante. Gli aromi sono maturi e riconducono a complesse sfumature di miele, mela cotogna, pesca gialla e fiori secchi. L’attacco gustativo è ampio ed equilibrato, l’acidità non manca e rinfresca un elegante finale salino.

Domaine Henri Cruchon – Echichens

La Côte Champanel 2012 : i metodi biodynamici applicati conferiscono al vino quella purezza, quell’energia e quel dinamismo che questi metodi, quando ci sono le giuste condizioni, sanno esaltare. Un gran Chasselas decisamente territoriale.

La Côte Mont de Vaux 2012 : evidenzia una complessa personalità. Eleganza, densità e forza si uniscono per darci un vino stupendo che grazie a una rigida spina dorsale prende vigore e lunghezza. Una meraviglia.

Conclusione: sono vini di forte impronta territoriale che invitiamo a conoscere.

HOPP SUISSE !

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