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Josko Gravner, “i vini in anfora”

Dei vini di Josko Gravner se ne è parlato e se ne parla molto tanto di averli fatti diventare dei vini “culto”, anche se è riduttivo considerare questa persona piena di valori e di convinzioni un fenomeno di tendenza. Gravner ha saputo ritagliarsi in questi ultimi dieci anni uno spazio esclusivo nel mondo del vino italiano e non solo. Non ha scoperto niente di nuovo ma il suo cambio di direzione è stato di stimolo anche per altri produttori nel rispolverare un’idea di vino oramai dimenticata. È stato capace di mettersi un discussione e coraggioso nell’abbandonare un mondo che oramai non lo rappresentava più e che lo stava deludendo. Una scelta fatta come soddisfazione personale e, solo in un secondo tempo, per soddisfare il piacere altrui.

Per spiegare il personaggio va a pennello una delle famose citazioni di Steve Jobs ” A tutti i folli. I solitari. I ribelli. Quelli che non si adattano. Quelli che non ci stanno. Quelli che sembrano sempre fuori luogo. Quelli che vedono le cose in modo differente. Quelli che non si adattano alle regole. Potete essere d’accordo con loro o non essere d’accordo. Li potete glorificare o diffamare. L’unica cosa che non potete fare è ignorarli. Perché cambiano le cose. E mentre qualcuno li considera dei folli, noi li consideriamo dei geni. Perché le persone che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo sono coloro che lo cambiano davvero.”

Josko Gravner (foto rzpr.at)

Tutto questo deriva da una sua profonda insoddisfazione verso il mondo del vino fine anni ’90. In quegl’anni comincia ad approfondire le origini storiche della vitis vinifera interessandosi ai metodi di vinificazione usati nella Repubblica Caucasica della Georgia. Li si producono vini bianchi con lunghissime macerazioni sulle bucce in anfore di terra cotta interrate e questo affascina Gravner. Dopo l’indipendenza dal dominio sovietico fu più facile avere informazioni precise e raggiungere il Caucaso per vedere di persona che la tecnologia non aveva ancora modificato tradizioni millenarie. Degustare questi vini fece vibrare il suo cuore e lo con convinsero che questo era la strada giusta da seguire. Le prime prove in cantina datano fine 2000 ma l’intera produzione iniziò a partire con vendemmia 2001. “L’anfora è un amplificatore sia in positivo che in negativo” quindi le uve che si utilizzano devono essere di alta qualità e aver raggiunto la giusta maturazione, in particolare quella fenolica. Le uve sono ottenute con un forte rispetto del territorio e coltivate senza l’ausilio di prodotti chimici, pratiche seguono un preciso calendario lunare. Anche in cantina solo cose semplici e poco invasive, gli acini sono diraspati e introdotte in grandi anfore senza l’aggiunta di lieviti, dopo le fermentazioni il vino resta a macerare su bucce e lieviti per 7-8 mesi arricchendosi di complessità aromatiche e tattili. Dopo questo periodo il vino è inserito in grandi botti di rovere per circa 4 anni e solo a questo punto imbottigliato e commercializzato.

LA VERTICALE 

Breg Anfora & Ribolla Anfora

La verticale ha per scopo quello di comprendere e approfondire i vini di Gravner cercando di riassumere le sensazioni trasmesse descrivendone la forma, il carattere e le complessità. L’unico modo per farsi una propria opinione sui questi vini.

BREG ANFORA 1998 –  2002 – 2003 – 2004 – 2005

Breg è formato da un blend di Chardonnay, Pinot grigio, Sauvignon blanc e Riesling italico, uve che racchiudono il carattere di diverse tipologie di suoli. Il colore dei vini degustati affascinano per la limpidezza e una tonalità tendente all’arancio-rosato. Breg 1998 è antecedente al cambiamento di rotta e quindi prodotto in modo classico. Portando il bicchiere al naso, prima ancora di rotearlo, manda segnali cangianti che si modificano in continuazione, un ventaglio di aromi che passa dalle spezie, agli agrumi, ai fiori di montagna, alla frutta secca e candita. Dà un attacco gustativo di buona struttura modellato da un’intensa acidità che lo rende ancora ben vivo. Una trama che si sviluppa con buona complessità e decisamente salina, una sensazione che resta a lungo al palato. Quindici anni ben portati. Si tratta di un vino che lascia una sensazione che potremmo definire “rustica” una sensazione amplificata dalla degustazione del 2002. Breg Anfora 2002, siamo alla seconda annata dopo la grande svolta. Una cosa ci pare chiara il vino ha guadagnato in precisione e in definizione aromatica, l’annata per contro permette la produzione di un vino armonico ed equilibrato. I profumi sono intensi e freschi, completati da intriganti giochi ossidativi. L’attacco gustativo è fine e cremoso, segue una forte propulsione e una linearità che dà profondità al vino. Un vino senza alcuna sbavatura, grande ! Breg Anfora 2003 si veste do color cognac, al naso è decisamente etereo e caldo. In bocca è avvolgente e voluminoso, l’equilibrio è buono in particolare pensando alle caratteristiche dell’annata. Sembra cedere un po’ presto lasciando spazio ad una sensazione d’astringenza leggermente asciutta e a un finale amaricante probabilmente dovuto a una difficoltosa maturazione fenolica. Importante anche la presenza alcolica. Breg Anfora 2004 torna su uno stile più somigliante al 2002, con minor eleganza ma con maggior forza. Speziato, con sfumature di china e ferruginose, di mela cotogna, frutta matura, miele e di ginestra. Ampio e ricco ma con tanta energia e un dinamismo che conferisce al finale un carattere salino, una viva salivazione e una fine astringenza. Breg Anfora 2005 mostra un lato leggermente balsamico e solare, è terroso ed evidenzia la dolcezza del frutto con sfumature di canditi. L’attacco offre un vino solido accompagnato da un buon equilibrio, da una bella finezza e da una vibrante sensazione di freschezza rafforzata da una piacevole astringenza.

RIBOLLA ANFORA 1999 – 2002 – 2003 – 2004 – 2005

La Ribolla è uno dei vitigni tipici dei Colli Friulani e della vicina Slovenia dove è conosciuto con il nome di Rebula. In genere da vini comuni e consumati in loco ma proprio per la sua tipicità è stato scelto da Gravner per rappresentare uno dei suoi due bianchi. I colori della Ribolla tendono verso un dorato carico. Ribolla 1999 è prodotto nello stile pre-anfora, mostra una forte impronta minerale e tracce derivanti dall’affinamento in legno ancora presenti. La bocca è intensa, sostenuta dalla dolcezza del frutto e da un’acidità spinta che aiuta a dare lunghezza. Sul finale si riscontra una fresca sapidità. Ribolla Anfora 2002, peccato, il tappo ha rovinato tutto ! Per quello che ci è dato a capire ci siamo persi qualche cosa. Ribolla Anfora 2003 sembra supportare meglio del Breg il carattere dell’annata 03, una buona acidità aiuta a supportare una materia concentrata e a sostenere il vino nel suo sviluppo. Il finale è astringente e sapido. Dieci anni ben passati e vedremo come evolverà nel futuro. Ribolla Anfora 2004 manifesta un carattere vegetale con sfumature floreali e foglia di the. Al primo assaggio il vino risulta ricco e ampio con una componente alcolica rilevante, forse anche troppo. Bastano pochi minuti per essere smentiti, il vino si apre per esprimere un bell’equilibrio, una struttura vellutata guadagnando pure in persistenza. Ribolla Anfora 2005 esprime un naso solare su nuances appassite, vedi canditi e uva passa. Si aggiungono spezie e sfumature fumé. Con l’ossigeno volge su una maggiore freschezza dove emergono toni di erbe aromatiche. L’attacco gustativo offre un vino opulento e avvolgente sembra mancare di freschezza evidenziando così una componente alcolica elevata che toglie un po’ di piacevolezza a un finale salino.

Conclusione: non scopriamo nulla nel dirvi che si tratta di vini al di fuori dagli schemi che coinvolgono i partecipanti a una sana discussione dove raramente si raggiungere l’unanimità. Sono vini che meritano di restare nel bicchiere perché modificano in continuazione la loro espressione e sanno contraddirti da un sorso all’altro. Piacciano o no sono vini di forti sensazioni tattili che sanno esprimere con sincerità le caratteristiche dell’annata, sia esse positive che negative, un fatto che ne garantisce l’originalità.

Niente di meglio per celebrare i dieci anni di NonSoloDiVino.

Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

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