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Tradizioni Bourguignons: La Paulée de Meursault

Cita l’antico inno borgognone ” Au sein d’une vigne J’ai reçu le jour Ma mère était digne De tout mon amour De puis ma naissance Elle m’a nourri. Par reconnaissance Mon cœur la chérit

Joyeux enfant de la Bourgogne Je n’ai jamais eu de guignon Quand je vois rougir ma trogne Je suis fier d’être bourguignon !

Je suis fier, je suis fier Je suis fier d’être bourguignon, gnon !

Toujours la bouteille A côté de moi Buvant sous ma treille Plus heureux qu’un roi Jamais je n’embrouille Car chaque matin Je me débarbouille Dans un verre de vin … “

È con questo spirito misto d’orgoglio regionale e tradizione che il terzo fine settimana di novembre si celebrano le “Trois Glorieuses“, manifestazioni che ruotano attorno al banchetto della Confrérie des Chevaliers du Tastevin a Clos Vougeot, la Vente des vins des Hospices de Beaune e per ultimo la Paulée de Meursault. Le origini della Paulée risalgono al 1923. In quell’anno Jules Lafon, sindaco e proprietario a Meursault, decise di ristabilire un’antica tradizione già in uso ai monaci dell’Abbazia di Cîteaux negli anni antecedenti la Rivoluzione Francese. L’occasione fu quella di festeggiare la chiusura delle vendemmie riunendo presso le cantine di Clos de La Barre, 35 suoi dipendenti. Negli anni successivi altri produttori si aggiunsero ai festeggiamenti, fu così necessario trovare sale più adeguate. Nel 1926 un numero sempre maggiore di persone si riunì per il banchetto presso le sale dell’hôtel du Chevreuil a Meursault. A partire dalla 50° edizione l’organizzazione si trasferì a Château de Meursault e gestita direttamente dal locale Municipio. Oggi, circa 700 persone hanno la fortuna di partecipare a questa esclusiva manifestazione. La gran parte di loro sono rappresentanti di aziende locali che hanno il diritto a pochi posti, in genere poi ad appannaggio di amici e conoscenti.

Il video degli amici di Bourgogne Live ci aiuta a comprendere l’ambiente in cui si svolge la Paulée

È QUI LA FESTA ?

Il terzo lunedì di novembre dalle 12.30 tutto è pronto per ricevere i numerosi ospiti che parteciperanno al raduno, alla spicciolata ecco arrivare produttori, ospiti e rappresentanti delle varie associazioni viticole della Côte d’Or. Ecco sfilare in passerella con i loro gioielli sotto braccio i rappresentanti delle delle famiglie “murisaltien” che più hanno contribuito a mantenere vivo lo spirito della manifestazione, da Dominique Lafon, Jean-Marc Roulot, Martin Prieur, Michel Buisson, François Jabard, Pierre Morey, François Coche-Dury, François Germain, François Buisson, Jean-Baptiste Bouzereau, Charles Ballot, Terry Matrot …. Sono fiancheggiati da altri produttori venuti in visita da tutta la Côte d’Or tra cui alcune delle stelle più luminose.

Anche se nell’ultimo ventennio qualche cosa è cambiato nello spirito della manifestazione, quello che però non si è mai perso è lo spirito di condivisione e di amicizia. La nostra prima apparizione fu nel novembre 2006 grazie alla perseveranza di Giorgio che si diede da fare per allacciare i contatti necessari. Ricordiamo ancora il segnaposto che indicava “grouppe Buloncelli, deux places”. Da allora abbiamo festeggiato la Paulée in altre cinque occasioni, l’ultima nel novembre 2014. Il banchetto è allestito nelle sale del castello, lunghe tavolate contraddistinte dai nomi dei crus di Meursault: Goutte d’Or, Charmes, Pierrières, Tesson, … Il pomeriggio scorre via veloce tra presentazioni, inni e canti. Dopo la parte ufficiale che coincide con l’assegnazione di un premio letterario la festa impazza. La parte gastronomica è raffinata e curata malgrado il gran numero di partecipanti. Ad accompagnare le prime portate spopolano ai bianchi della Côte des Blancs, Meursault in particolare. Il ritmo è frenetico e impegnativo da seguire, i vini sono serviti direttamente da produttori che nei giorni precedenti hanno selezionato con attenzione le bottiglie da condividere. Per accompagnare le carni e i formaggi è la volta dei pinots di Pommard e Volnay o provenienti dai comuni della Côte de Nuits. Anno dopo anno è sempre meno evidenziata la presenza di vini di altre regioni europee, anche se quelli del Ticino si fanno notare. 

PIÙ DI 50, FORSE 100 …

Non stiamo dando i numeri, ma la quantità di vini che si possono assaggiare in questa occasione !

Le tavolate sono sommerse di bottiglie di capienza normale, magnum o jeroboam. Il banchetto segue tempi abbastanza lenti così si ha tutto il tempo di vagare tra le tavolate alla ricerca di qualche raro flacone. Fare un noioso elenco tra quanto assaggiato in queste edizioni non è nostra intenzione però alcuni ricordi riemergono in modo fragoroso come l’incredibile personalità e capacità di evolvere nel tempo dei vini di Thierry Matrot (Blagny la Pièce sous le Bois 1992 forse il miglior rosso dell’edizione 2013). Il Montrachet 1990 di Olivier Leflaive. I Pommard Les Rugiens ’48 e Pommard ’38 entrambe condivise con noi da François Buisson. I vecchi Meursault Blagny e Les Genevrières di François e Antoine Jobard. La rigidità e l’austerità dei vini di Coche-Dury. …

All’uscita del castello si è fatto buio ma la serata non è ancora terminata, la gente si riversa in alcune cantine che aprono a turno i battenti per farci assaggiare i vini dell’ultima annata dalle botti. Questo ci ha portato, anno dopo anno, in quelle di Sébastien Magnien, Jean-Marc Roulot, Vincent Girardin, François Jobard, François Buisson, Chavy-Chouet, Remi Jobard …

La Paulée de Meursault sarà sempre per noi un pomeriggio di amicizia e condivisione a cui difficilmente rinunceremo

La la la la la la la lero, la-la, la-la; la la la ….

Buona Borgogna a tutti

Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

1 Commento su Tradizioni Bourguignons: La Paulée de Meursault

  1. Beh…che dire….fantastico!!!La condivisione, lo stare assieme a gente appassionata va’ oltre ogni altra considerazione……

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