Latest News

Vosne-Romanée: Comte Liger-Belair

Fin dal primo momento il rapporto con Louis-Michel Liger-Belair ha preso una piega molto favorevole, fu contattato nel 2007 senza grandi speranze di essere ricevuti ma la sua risposta fu immediata e positiva. Siamo stati ospitati a Château de Vosne-Romanée da un personaggio orgoglioso e consapevole di dover dare continuità ad una tradizione famigliare secolare . Nella hall del castello sovrastata dal ritratto del generale Louis Liger-Belair ci informa sulle nobili origini della famiglia. L’allora generale di Napoleone acquistò nel 1815 questa storica dimora iniziando ad acquisire vigne nei comuni di Vosne-Romanée e Nuits-Saint Georges. La superficie raggiunse all’inizio del secolo scorso la bellezza di 60 ettari tra cui si annoveravano i monopoli di La Romanée, La Tâche e La Grande Rue. Sfortunatamente le generazioni successive portarono allo sfascio di questo incredibile patrimonio viticolo, le parcelle più pregiate furono messe all’asta e acquisite da diverse aziende tra cui il Domaine de la Romanée-Conti. Rimasero solo circa 1.5 ettari dati in affitto ad alcuni produttori di Vosne.

Comte Liger-Belair

“Qui visse e morì il Conte Louis Liger-Belair (1772 – 1835) generale dell’armata di Napoleone I e Gran Ufficiale della Legione d’Onore, … proprietario del Castello di Vosne e di la Romanée”

La missione di Louis-Michel Liger-Belair fu chiara fin dagli inizi, rivelando già in giovane età l’intenzione di volersi riappropriare delle vigne rimaste con lo scopo di restituire loro il proprio splendore. Dopo la laurea in ingegneria agricola ed enologica, nei primi anni del 2000 tutto ciò si avvera e fonda l’azienda Comte Liger-Belair. La via fu quella di rispecchiare la forza e la personalità del territorio. Per raggiungere questi obiettivi furono indispensabili i consigli di Henry Jayer che lui considera come padre adottivo, suggerimenti fondamentali al momento delle vendemmie o delle vinificazioni. Ci ricordava con commozione il giorno della sua morte, il 20 settembre 2006, proprio il giorno dell’inizio delle vendemmie nella Côte d’Or. 

Nel 2002 con poco più di 3 ettari di superficie si prende il rischio di produrre 5 denominazioni di cui due Vosne-Romanée village, la Colombière e il Clos du Château, lotti separati da un una stradina. Il risultato ? due vini diversi.

“ Tutto questo perché ? Perché in un mondo in cui la standardizzazione ha il sopravvento è necessario porre in risalto le singole caratteristiche delle nostre terre. Eresie diranno in molti, logico, penso io …”  Un concetto perfettamente rappresentato da questi due vini.

” Qui ad ogni muretto o ad ogni stradina il suolo cambia caratteristica geologica influenzando il carattere del vino, quindi abbiamo l’obbligo di rispettare questi fattori “  Questa è la Borgogna. 

Nel 2006 la superficie in produzione si allarga con l’affitto di alcune parcelle su Echezeaux, Vosne-Romanée e Nuits-Saints Georges vigne in grado di dare lustro alla sua nuova azienda. Un patrimonio ritornato di primo piano con il recupero della Romanée situata nell’area grand fru di Vosne-Romanée.

VINI & DENOMINAZIONI

La forte convinzione è che la qualità dei vini passa soprattutto attraverso il lavoro in vigna. Le ambizioni sono alte e a tutti i vini sono destinate le stesse attenzioni. I rendimenti sono al di sotto di quanto richiesto dalla denominazione e l’affinamento in legno avviene in pièces esclusivamente nuove, questo indipendentemente dal livello dell’appellation. Questa scelta poco usuale in Borgogna fa si che i suoi vini siano spesso discussi, in particolare da chi non li conosce. A chi li vuole definire “moderni” ricordiamo che il maestro Henry Jayer già negli anni 60/70 favoriva questo tipo di affinamento. Ma bisogna pur dire che la struttura, la personalità e la purezza aromatica di questi vini sono in grado di contenere alla perfezione questo fattore. L’altra decisa convinzione è che se un vino non è in grado di rappresentare un buon equilibrio all’uscita della cantina difficilmente lo saprà esprimere in seguito. Oggi sono 12 le denominazioni prodotte su una superficie di quasi 9 ettari, la lavorazione dei terreni è affidata a metodi biodinamici  e spesso arati con l’uso del cavallo.

Vosne-Romanée

È l’unico assemblaggio prodotto da Louis-Michel originato da una decina di parcelle situate nella parte più alta del comune. La superficie totale è di 0.63 ettari dove si trovano vigne di età variante tra i 40 e i 60 anni. Iniziare gli assaggi dei Vosne-Romanée da questo village rappresenta una bell’esperienza e introduce nel modo migliore a questo grande territorio. Il 2006 mostra una struttura segnata da un buon equilibrio, i tannini sono sottili e sviluppa una bella profondità. Un vino che invoglia ad essere consumato. Il 2012 degustato in corso di vinificazione evidenzia una nobile riduzione e un carattere minerale. L’attacco sviluppa eleganza e buon corpo, la struttura tannica è sottile e compatta, li accompagna una bella vivacità e un finale minerale. 

Vosne-Romanée “La Colombière”

La Colombière è una frazione a catasto situata nella pianura di Vosne-Romanée, copre una superficie di 0.78 ettari con ceppi di età compresa tra i 60 e gli 80 anni. Qui i suoli sono principalmente di tipo argilloso con leggere tracce di calcareo specie nell’ovest della parcella. Queste vigne danno vini di immediata espressione aromatica, finezza e freschezza. 2006, 2008 e 2012 ci seducono per l’equilibrio e la finezza, una struttura che si allunga su una delicata estrazione tannica. Nitida la definizione fruttata e sapida.

Vosne-Romanée “Clos du Château”

Clos du Château si trova nella zona pianeggiante di Vosne proprio al limite con le abitazioni. Ha un suolo di tipo calcareo dovuto allo strato di detriti scesi dalle vicine colline. In profondità si trova la stessa marna rosa caratteristica nella Romanée-Saint Vivant, una roccia dura e compatta poco permeabile. Queste terre tra 1850 e il 1970 facevano parte del parco del Castello di Vosne-Romanée dove ha sede il Domaine. Confina ad ovest con la Colombière, divisi esclusivamente da una stradina ma originando un vino completamente diverso. La sua superficie è di 0.83 ettari con ceppi di soli 35 anni, vigne considerate relativamente giovani per i parametri della Borgogna. Rispetto al La Colombière è meno immediato e presenta una forte componente floreale ben percepibile in ogni annata. La sua struttura è sottile e più diretta tenuta in tensione da una vena acida e minerale. Un vino disarmante nell’espressione territoriale. Con una decina d’anni sulle spalle il timbro aromatico emana complesse sfumature terrose, sottobosco, tabacco, foglia di té, petali di rosa appassita, frutta nera, … Al gusto riassume, con una espressione tannica soave, l’eleganza di Vosne. Col passare dei minuti trova ampiezza, la struttura e l’acidità si fondono con equilibrio in una bella persistenza aromatica. Le annate degustate: 20012006, 2008 e 2012

Nuits-Saint Georges “Les Lavieres”

Questo lieu-dit village è situato nella parte nord del comune al limite con Vosne-Romanée, la proprietà del”azienda copre solo 0.13 ettari con ceppi di oltre 75 anni che riescono a garantire esclusivamente circa 430 bottiglie. Il 2006 mostra un carattere “selvaggio”, ha ottima densità ma anche, grazie a una pregevole freschezza, tanta tensione. Lungo il finale con una bella salinità. Il 2008 rafforza queste sensazioni aromatiche con una bella eleganza, emergono note di fragoline di bosco e sfumature floreali. Ha vigore tannico, equilibrio, energia e persistenza sul finale. Il 2012 di recente assaggio vira su note di erbe aromatiche di montagna. Ha concentrazione, tannini setosi e un lungo sviluppo.

Nuits-Saint Georges 1er cru “Clos des Grands Vignes”

Questi 2 ettari sono l’ultima acquisizione di Comte Liger-Belair, furono acquistati nel luglio 2012 da Château de Puligny-Montrachet. Vigne che danno diritto alle denominazioni chardonnay e pinot. Il 2012 coincide con la prima vendemmia sotto la nuova etichetta anche se le uve e i terreni in questo millesimo non furono coltivati direttamente da Louis-Michel. Lo chardonnay dà risultati importanti e di sopraffina qualità e precisione aromatica. Al gusto risulta strutturato, con un’evidente concentrazione e un bell’allungo; i ritorni gustativi sono in continua evoluzione. Il pinot 2012 di queste stesse terre si mostra già pulito al naso, evidenzia un frutto rosso limpido e bacche selvatiche di bosco, piacevole anche la parte speziata. Evolve su tannini sottili e di nobile estrazione anche se il finale è ancora da costruire.

Nuits-St. Georges 1er cru “Les Cras”

È localizzato nel settore nord di Nuits-Saint Georges, idealmente posizionato in media collina. Il suolo (0.37 ettari) è povero e di tipo argillo-calcareo, è occupato da ceppi di 75 anni di età. Viene allevato in una sola botte da 350 litri di capienza. Il 2006 evoca un frutto profondo accostato a sfumature orientali, minerali e di liquirizia. Acquisisce potenza e personalità con l’ossigenazione, ha una grande struttura tannica, tutto nel rispetto di un buon equilibrio; il finale è magistrale per lunghezza e complessità. Les Cras 2008 danno un vino pieno d’energia, ricco potente e minerale. La gamma aromatica è intensa e di bella definizione, le sfumature sono in particolare fumé. Il 2012 necessita di aria e tempo, la sua forma è lineare, tesa è la definizione calcarea.

Vosne-Romanée 1er cru “Les Petits Monts”

È una piccola vigna situata nella parte alta di Vosne-Romanée, confina con Les Richebourgs e con Cros-Parantoux una vigna resa celebre da Henry Jayer. È caratterizzato da un suolo povero con uno strato arabile di soli 20 centimetri che coprono la roccia. Pochi acri occupati da ceppi di oltre 50 anni, dove la produzione annua non supera le 600 bottiglie (circa due pièce in produzione). Il 2006 è vino da zone fredde tutto in tensione alla ricerca della profondità, la qualità dei tannini è suadente. Un vino di personale finezza. Sono sensazioni confermate anche nell’annata 2008 dove risalta pure una raffinata espressione aromatica. Il suo carattere emerge anche nel 2012, in aggiunta una bella spinta e una complessa lunghezza. Un vino che Sto arrivando! trova equilibrio in ogni annata. 

Vosne-Romanée 1er cru “Aux Brulées”

“Le vin du patron”, così lo definisce Louis-Michel, 290 magnum non commercializzate che restano nelle cantine del castello per eventi privati. La parcella copre solo 11 acri ed è situata a nord di Richebourg, un suolo molto povero occupato da ceppi di almeno 50 anni. Gli aromi del 2006 sono precisi, fruttati e delicatamente speziati, ha grande energia e potenza. La trama tannica è abbondante ma ben integrata nella struttura, il finale è vivacizzato da una bella mineralità. Per il 2008 qualche cambiamento nella vinificazione con l’uso del 25% di vendemmie intere. Il vino si fa più floreale e con note di piccole bacche selvatiche. Al gusto è vibrante, saporito e si sviluppa in agilità. Il carattere di forte mineralità del territorio emerge anche nell’annata 2012. Si sviluppa con energia, tensione e un buon equilibrio tra materia e acidità.

Vosne-Romanée 1er cru “Les Chaumes”

Les Chaumes confinano a sud-est con settore Grand Cru di Vosne e più precisamente con la Tâche che nella prima metà del XX secolo era un monopolio dei Liger-Belair, prima dell’acquisto da parte del domaine della Romanée-Conti. La parcella è di soli 0.11 ettari, lavorati con vigne di oltre 60 anni. Il 2006 genera un vino delicato, diretto e con una silhouette slanciata anche se manca forse un po’ di personalità per essere un 1er cru di spessore. Per contro il 2008 mostra maggiore solidità e complessità. Ha un carattere selvaggio, ha personalità e si sviluppa con un volume equilibrato e vellutato. Con l’aiuto del 15% di vendemmie intere il 2012 si avvantaggia ulteriormente. È speziato e con un nobile carattere vegetale, in bocca ha energia, concentrazione, presenza e lunghezza. Una delizia.

Vosne-Romanée 1er cru “Les Suchots”

Il vino prende origine da una parcella situata nella parte bassa del vigneto comunale e confina, a sud, con Romanée-Saint Vivant. La superficie è sempre molto ridotta, coprendo solo 0.22 ettari con ceppi di oltre 50 anni. Nel 2006 il vino miscela un frutto dolce a una presenza minerale evidente. L’attacco è ricco, supportato da una forte spinta dei tannini che danno una bella profondità. Il 2008 mostra un frutto croccante, è vigoroso e generoso, miscela una struttura tannica di grana sottile a una bella energia. Il finale è scoppiettante e di grande qualità aromatica. La vendemmia 2012 ha visto una produzione molto ridotta, al naso è serio e austero, la bocca mostra gran vigore, intensità e un’astringenza ancora da domare.

Dal basso, Romanée-Conti, Romanée e Reignot

Dal basso, La Romanée-Conti, La Romanée e Les Reignots

Vosne-Romanée 1er cru “Aux Reignots”

Aux Reignots sovrastano la Romanée-Conti e la Romanée, separate esclusivamente da un muro in pietra. La parcella copre quasi la metà della superficie dell’intera denominazione e, sviluppandosi dall’alto al basso comprende tutte le diversità geologiche. Più dei 2/3 comprendono vigne che variano dai 40 agli 80 anni di età. Ha caratteristiche completamente diverse dei 1ers crus situati ai piedi della collina, avendo le radici a contatto con la roccia esprime coerentemente una vigorosa mineralità. Il 2006 è un vino muscoloso e atletico, miscela forza ed eleganza, il tutto racchiuso in un’esplosione finale. Un 2008 marcato dal territorio, con note di pietra focaia e fumé. È generoso e succoso, ha vigore e profondità, il finale è equilibrato, di lunga pesistenza dove emergono frutti e sapidità. Il 2012 mostra un disegno contro corrente più sottile ma di lunghissima persistenza con una continua evoluzione di ritorni gustativi.

Les Echézeaux 

Les Echézeaux sono, dopo Clos Vougeot, il più esteso Grand Cru della Côte de Nuits, frutto, negli anni ’30, dal raggruppamento di vari 1ers crus. Presenta caratteristiche poco omogenee dando in genere vini sopravalutati per la loro classificazione. Quella di Liger-Belair è una cuvée proveniente da 2 diversi lotti (Crouts o Vigne Blanche e Champs Traversins), l’età media delle vigne è di 65 anni. Sensuale, elegante, … gli aggettivi in questo senso si sprecano. In ogni annata, benché possa modificarsi nel peso della struttura mai perderà queste caratteristiche suadenti. Mai imponente e muscoloso, è dotato di tannini patinati e di una bella elasticità che lascia una lunghissima scia di freschezza dove è evidenziata la purezza della parte fruttata. Annate degustate 200620082012.

La Romanée

Non facciamo confusione, stiamo parlando della Romanée, niente a che vedere con la Romanée-Conti, anche se questo fazzoletto di terra tocca a est il conosciutissimo monopolio del DRC. Fu Louis Liger-Belair, nel 1826, che raggruppò sei piccole parcelle contigue definendole con l’attuale nome. Per lungo tempo fu confuso con il confinante anche se queste due parcelle nel corso della storia hanno avuto destini ben diversi. La vicinanza non impedisce di distinguere varie diversità territoriali, caratteristiche che si riflettono nei vini. Sovrastando la Romanée-Conti è situato su pendenze maggiori (12%), l’altezza più elevata raggiunge i 280 metri. I suoli sono abbastanza simili, meno argillosi e più sassosi in superficie, per limitare i rischi d’erosione le vigne sono state piantate perpendicolarmente alle pendenze. I suoi 0.85 ettari rappresentano la denominazione francese meno estesa. È un monopolio da sempre di proprietà della famiglia Liger-Belair, che fino alla costituzione di Comte Liger-Belair fu dato in affitto alla Maison Bouchard et Fils di Beaune che ne provvedeva alla vinificazione e alla commercializzazione, mentre la lavorazione fu ad appannaggio della famiglia Forey di Vosne-Romanée. È probabilmente il vino di maggiori emozioni che abbiamo assaggiato in Borgogna. Visto l’elevatissimo prezzo dobbiamo accontentarci di assaggiarlo in primeur dalle botti, ma questo non ci ha impedito di apprezzarne l’eccezionale qualità. Quando lo assaggi riempie ogni spazio del nostro palato ci dà una sensazione di sfericità e tridimensionalità, la concentrazione non manca mai ma sempre regolata in modo armonioso da una grande energia che rende la bocca di eccezionale distinzione. Il finale è di grandissime complessità e di lunghissima persistenza. Come potremmo farne a meno ? 

La galleria fotografica

Ogni diritto riservato a ©NonSoloDiVino

Domaine du Comte Liger-Belair
Château de Vosne-Romanée
21700 Vosne-Romanée
Tel: +33(0) 380 62 13 70
Email: contact@liger-belair.fr

Informazioni su Stefano & Giorgio ()
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

1 Trackback / Pingback

  1. Echezeaux Grand Cru 2011 Liger-Belair | L’ A r c a n t e

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: