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Gevrey-Chambertin: Domaine Rossignol-Trapet

2006, 2007, 2009, 2011, 2013 sono le nostre visite “chez les Rossignol brothers” e, quando non siamo a Gevrey-Chambertin sono loro da noi a Meursault per degustare i vini ticinesi. La stima è reciproca, l’accoglienza nei nostri confronti è sempre calorosa, la simpatia non manca mai e l’atmosfera è frizzante. Ciò si traduce in un’energia positiva che ci mette a nostro agio e che si riflette nella personalità dei loro pinot noir.

Gli assaggi con Nicolas e David sono, volta dopo volta, sempre più esaurienti, non ci sono segreti da nascondere ma solo il piacere di trasmetterci la loro grande passione. Qui non si fa niente per costrizione, ogni attività è spontanea, ogni processo ha un proprio ritmo, quindi perché intervenire per affrettare le cose ?  Una loro filosofia di una semplicità disarmante.

Nicolas & David Rossignol

La famiglia di Nicolas e David Rossignol è originaria di Volnay, nella Côte de Beaune, dove praticava la viticoltura da diverse generazioni. Arrivò a Gevrey-Chambertin solo in un secondo tempo quando, nel 1990, Mado Trapet, la loro mamma, ricevette in eredità la metà del patrimonio viticolo della famiglia Trapet. L’altra metà restò al cugino Jean-Louis Trapet, pure lui produttore a Gevrey.

A Gevrey probabilmente solo Armand Rousseau dispone di un patrimonio simile, quasi tutte le loro vigne si estendono nei pressi di Chambertin, Clos de Bèze, … e gli altri grands crus. Etelois, Cherbaudes, Combotte, Corbeaux, Clos de PrieurPetite Chapelle, hanno la particolarità di confinare direttamente con questa zona. Per lavorarle al meglio dal 1997 furono scelti i metodi della coltura biodinamica, pratica certificata ufficialmente nel 2005 (Demeter). Questa scelta fu ritenuta la migliore per soddisfare il loro lato ecologico e per esaltare ulteriormente il valore di questi grandi territori. Dinamizzare è un’opera in profondità sui suoli. Sono vietati diserbanti e prodotti chimici, sono sfruttati esclusivamente composti naturali che riattivano, con il tempo, la vita microbiologica dei terreni rendendo le viti più resistenti alle malattie. Considerata l’elevatissima vicinanza tra un ceppo e l’altro (densità d’impianto tra i 11’500 ai 12’500 ceppi per ettaro) le radici sono obbligate a svilupparsi in profondità per trovare il nutrimento necessario, apportando un originale carattere minerale nei vini. 

“Ottenuto questo siamo all’80% del lavoro” ci dice David. Quello che in seguito succede in cantina è molto semplice e naturale con fermentazioni alcoliche e malolattiche che si attivano spontaneamente. Le pratiche sono limitate al minimo e si limitano in particolare al controllo dei vini. I rari travasi e batonage danno uno stile di vinificazione in stato riduttivo, un fatto che ben si riscontra nella degustazione dai fusti ma che poi inciderà in maniera determinante sulla longevità del vino. L’affinamento è fatto in modo giudizioso, il tempo d’affinamento varia tra i 14 e i 18 mesi in piccole botti di rovere. La percentuale di legno nuovo raggiunge il 50% solo per le denominazioni più prestigiose.

L’intervista con David Rossignol

VINI & DENOMINAZIONI

Il loro obiettivo ? Semplice, quello di produrre vini autentici che sappiano rappresentare al meglio il territorio di provenienza.

Bourgogne Rouge

Le uve destinate a questo vino provengono da due diverse vigne, una a Couchey, piccolo villaggio situato a 5 km a nord di Gevrey-Chambertin, l’altra, la più estesa a Gevrey. Giovani vigne con un’età media di 15 anni.

Bourgogne Rouge è un vino non troppo impegnativo ma che ben sintetizza la loro filosofia basata sul dinamismo e la precisione aromatica. Si evidenziano sfumature di fragola e frutti di bosco. Le basse rese garantiscono un prodotto di buona materia con una piacevole sensazione tannica come testimoniano le versioni 2006, 2008 e 2012 da noi degustate. 

Savigny-Les-Beaune “Les Bas Liards” 

Les Bas Liards 2009: è un bel pinot “côte Beaune”. Da profumi di frutta nera rinfrescati da sfumature floreali. Ha una struttura dotata di corpo e dinamismo; la chiusura ha una discreta persistenza e una piacevole salinità sono sensazioni evidenziate anche nell’annata 2012.

Beaune “Les Mariages”

Les Mariages si trovano nella parte bassa della collina di Beaune, proprio sotto Les Grèves, vinificato in modo tradizionale subisce maturazioni esclusivamente in botti già usate più volte.

Les Mariages 2012:  è un vino che merita considerazione e qualche anno di affinamento prima di essere apprezzato al meglio. È intensamente profumato, di fine e fresca definizione esalta la parte floreale e fruttata. La bocca rileva un buon potenziale, la sua forma è stretta, viva e brillante. La delicata estrazione dei tannini permette di non coprire una piacevole struttura.

Beaune 1er cru “Les Teurons”

Les Teurons rappresentano, con Les Grèves e Clos des Mouches, uno dei migliori 1ers crus che circondano la città di  Beaune. “Teurons” nel vecchio francese significa una terra rotonda, facile da lavorare. La parcella dell’azienda copre 1.17 ettari ed è situata nella parte più alta della denominazione. Un suolo calcareo, filtrante e ricco di sassi, una zona sempre molto calda e ben protetta dai venti. Caratteristiche che rendono la maturazione veloce e di conseguenza precoce. Questa parcella dà sempre un vino che gioca sulla finezza e, essendo situata in prossimità di Les Cras, imprime una forte nota minerale. Una caratteristica già percepita al naso e confermata da un gusto saporito. Un vino godibile che rappresenta alla perfezione la sua origine.

Les Teurons 2005: l’annata apporta densità, complessità e persistenza. È fine e seduttore, si esprime su fresche note floreali, di mirtillo e ciliegia matura. Les Teurons 2006: anche se di minori complessità poggia su un’ottima struttura giocando sulla fragranza e sul lato fruttato. Les Teurons 2007: evolve sul lato minerale, sullo slancio e sulla persistenza. Les Teurons 2008: anche se l’annata ha imposto difficoltà, il vino ha ben reagito offrendo una bella presenza e un piacevole equilibrio che potrà favorire lo sviluppo di una propria identità. Les Teurons 2009: affascina per l’equilibrio e la capacità di esprimere tannini di qualità. Un vino che ha succo e un’intensa espressione aromatica. Les Teurons 2012: è un’annata da non trascurare, il vino sviluppa una forma sottile e intensa, prende vigore su una bella trama acida.

Gevrey-Chambertin

È dato dall’assemblaggio di varie parcelle disseminate nel comune. En Combe, Clos de Combe, Crais, Justice, Fourneaux, Grandes Raies, Puits-de-la-Barraque formano una superficie di 6.25 ettari. Questo vino costituisce una fetta importante nella produzione aziendale. 

Gevrey-Chambertin 2005: l’omogeneità di questa straordinaria vendemmia gli ha conferito una particolare complessità, la struttura è sostenutea da una bella materia e da una vigoria tannica compatta. Gli aromi si sviluppano su note di amarena, mirtilli, liquirizia, viola ed eleganti spezie orientali. Gevrey-Chambertin 2006è un vino fine per definizione aromatica e per struttura, il suo corpo è di buona eleganza e persistenza, il finale è minerale. Gevrey-Chambertin 2008: esalta la fragranza e la freschezza, sono evidenziate note floreali e una bella espressione del frutto. È scattante e vivace, sono associati tannini delicati, un finale di discreta lunghezza e una bella beva. 

Gevrey-Chambertin “Vieilles Vignes” 

È uno Gevrey village prodotto esclusivamente a partire dalle ultime annate e rappresenta la selezione delle viti più vecchie (40-50 anni) che prima conferivano nella cuvée comunale generica.

Gevrey-Chambertin “Vieilles Vignes” 2007: ci vuole tempo per poterlo decifrare ma lascia una sensazione di pienezza ed equilibrio, dove tutte le componenti sono ben miscelate. L’intensità aromatica è tenue ma si percepisce la succosità e la freschezza del frutto. L’attacco gustativo è voluminoso e ricco di materia. La percezione tannica è intensa, lo sviluppo è sempre accompagnato da una bella aromaticità. Gevrey-Chambertin “Vieilles Vignes” 2009: è un vino con una particolare eleganza olfattiva che ci riporta a note di ciliegia, lampone e mora. In bocca è austero, ma che energia ! La bocca percepisce sensazioni di freschezza e saline. Gevrey-Cambertin “Vieilles Vignes” 2012: degustato in primeurs conferma una ricca concentrazione, i tannini sono ben sostenuti nella struttura e l’acidità aiuta a dare equilibrio.

Gevrey-Chambertin “Aux Etelois”

Etelois è un “lieu-dit” che si estende toccando l’area grand cru di Griotte-Chambertin. La superficie di proprietà dei fratelli Rossignol è 0.4 ettari, da un vino di tale carattere che si è deciso di vinificarlo separatemente. Seguendolo e degustandolo in varie annate ci siamo convinti che questa parcella è in grado di sviluppare importanti complessità e una personalità che l’avvicina a 1er cru di alto livello.

Aux Etelois 2005: da quest’annata, considerata l’eccezionale qualità globale, Nicolas e David si sono convinti a vinificare separatamente le uve. Un vino che fa forza su una personalità seria e austera. Sia l’aspetto visivo che olfattivo si esprimevano il tutta la sua giovinezza; polpa di frutta, liquirizia un tocco fumé. L’attacco è succoso poi via, tanta vivacità ed energia, la lunga dorsale è irrobustita da tannini vigorosi anche se patinati. Una grande riuscita. Aux Etelois 2006: è compatto e lascia trasparire un carattere difficilmente riscontrabile in una denominazione comunale. Ha fondo, tannini di qualità, un’equilibrata acidità e una fine mineralità. Chiude su note fumé, rosa canina e speziate. Aux Etelois 2007: gli aromi sono sui frutti neri, esprime un carattere austero e, benché ancora compresso, la bocca è inondata da freschezza, energia e da grande vitalità. Aux Etelois 2008: ha forza e personalità, la forma che lo slancia; i ritorni gustativi sono di ciliegia e lampone. Aux Etelois 2009: è ricco di materia ma allo stesso tempo profondo e nervoso. Ha una struttura importante dove sono perfettamente inseriti tannini levigati e una viva acidità. Il finale è lungo dove è rivalutata la maturità del frutto. Aux Etelois 2012: anche se è stato possibile produrne una sola pièce si conferma in tutta la sua pienezza, la definizione aromatica è pura e salina. Purtroppo saranno in pochi a gioirne.

La cartina di Gevrey-Chambertin

La cartina dei cru di Rossignol-Trapet

Gevrey-Chambertin 1er cru “Les Cherbaudes”

Les Cherbaudes confinano con la Chapelle, Clos de Bèze e Mazis-Chambertin quindi è situato nel settore più privilegiato del comune. “È il più femminile dei nostri Gevrey, è quello che si esprime meglio già nei primi anni di vita, ma niente gli impedirà di durare parecchi anni.” ci diceva David Rossignol. 

Les Cherbaudes 2006: in effetti conferma questa sensazione di sensualità già al naso, è denso nel frutto, minerale e speziato. L’attacco gustativo è equilibrato e conferma quanto ci aspettavamo dalla fase olfattiva  È vellutato e accarezza il palato grazie a una grana dei tannini molto sottile. Les Cherbaudes 2008: già in palla e godibile in ogni sua forma. Gli aromi sono puliti e definiti, associano note di erbe aromatiche a un frutto succoso. È lineare, tonico e vellutato, il finale si esprime con persistenza e pregevoli ritorni. Evolverà bene. Les Cherbaudes 2009: si esprime in tutta la sua finezza e leggerezza aromatica. Note di bacche selvatiche, frutta rossa, liquirizia, sfumature floreali e fumé. Al gusto conserva il suo status accompagnato da una maggiore densità frutto dell’andamento stagionale. Les Cherbaudes 2012: potremmo definirlo uno Gevrey travestito da Chambolle, questo grazie alla delicatezza e alla freschezza che lascia la bocca a salivare a lungo.

Gevrey-Chambertin 1er cru “Les Corbeaux”

Les Corbeaux sono stretti a sud da Mazis-Chambertin e a nord con l’abitato di Gevrey, hanno un suolo argilloso e un micro-clima abbastanza freddo.

Les Corbeaux 2006: mostra un frutto di equilibrata maturazione dove si associano sfumature di liquirizia e minerali; l’attacco è morbido e i tannini levigati, si sviluppa con una bellissima progressione di sensazioni e offre un finale gustoso e sapido. Les Corbeaux 2008: è più snello ma allo stesso tempo vibrante. Les Corbeaux 2009: si esprime con freschezza e con una certa timidezza, le note sono di violetta e fumé. L’attacco è sottile poi si apre con una bell’ampiezza e vigore, la grana dei tannini è estremamente sottile. Lascia solo trasparire quanto sarà in grado di offrirci nel tempo. Les Corbeaux 2012: al gusto spicca una definizione fruttata che accompagna complesse sensazioni tattili. Un vino agile e di forte carattere salino. 

Gevrey-Chambertin 1er cru “Les Combottes”

Aux Combotte è il più a sud dei 1er cru e divide i grand cru di Gevrey-Chambertin da quelli di Morey-Saint Denis. Le condizioni climatiche rendono questa zona tra le più precoci del settore sud di Gevrey-Chambertin.

Les Combottes 2006: è un vino solare con una sensazione fruttata densa. Al palato è morbido, setoso ed elegante, già ben equilibrato; il finale è lungo e di piacevole bevibilità. Les Combottes 2008: ha densità ma soprattutto con una bella energia e una piacevole tensione. Les Combottes 2009: è un vino generoso, ha forza, è ricco di sensazioni e pieno di dinamismo. Il finale è saporito. Les Combottes 2012: il colore è luminoso e gli aromi sono freschi. Ancora compresso sprizza energia e dinamismo da tutti i pori, una sensazione che si traduce in una forte salivazione. Salino, mostra un lato più tattile che aromatico.

Gevrey-Chambertin 1er cru “La Petite-Chapelle”

La Petite-Chapelle è un’eccezione per la Borgogna, questo diminutivo non ha una ragione catastale ma fu utilizzato per differenziarlo dalla Grande-Chapelle, meglio conosciuta come Chapelle-Chambertin. Infatti è posizionato immediatamente sotto questo grand cru; le pendenze sono leggere e assicurano un buon drenaggio naturale, il suolo è abbastanza profondo e ricco d’argilla. La parcella di proprietà ha una superficie di 0.52 ettari con ceppi di circa 30 anni di età, relativamente giovani per i parametri della Borgogna.

Petite-Chapelle 2006offre sensazioni calde e dolci di spezie, il frutto è giustamente maturo e denso. L’attacco è ricco di materia ed equilibrato, il finale è elegante e fresco con una persistenza molto lunga. I ritorni sono speziati. Petite-Chapelle 2007: è di buona densità, la sua forma è longilinea e profonda. È senza asperità, equilibrato e sapido. Ci piace parecchio. Petite-Chapelle 2008: è un vino avvolgente e vigoroso ma sempre accompagnato da equilibrio e finezza, chiude con una lunga persistenza e un carattere minerale. Petite-Chapelle 2009: ha una bella vinosità, gli aromi sono decisamente speziati. La bocca trova già una buona armonia, i tannini sono intensi e untuosi. La  forma è tesa, lineare e profonda. Il finale equilibrato e dinamico. Petite-Chapelle 2012: la sensazione è di freschezza dove risaltano aromi di frutti e bacche di bosco. Ha un bel volume, un’intensa astringenza e un finale sapido gessoso. In chiusura riemerge il lato fruttato. 

Gevrey-Chambertin 1er cru “Clos de Prieur”

Clos Prieur era un clos circondato da un muro in pietra secca che apparteneva al priore della potente Abbazia di Bèze situata a circa 50 km a nord di Gevrey-Chambertin. La parcella copre 0.25 ettari ed è attaccata a Mazis-Chambertin, le vigne di 25 anni sono situate su deboli pendenze con impianti ad alta densità (12′500 per ettaro).

Clos de Prieur 2006: necessità di ossigenazione per sviluppare note di liquirizia e piccoli frutti di bosco. Ha una bella densità ben bilanciata da una viva acidità, una spiccata mineralità conferisce al finale grande eleganza. Un vino di grande potenziale. Clos de Prieur 2008: è corpulento ma associato a tanta freschezza, i tannini sono intensi e di ottima finezza. Clos de Prieur 2009: al primo naso si percepiscono note fumé e di torrefazione, poi avanti … con un bel frutto, accenni floreali e di liquirizia. L’attacco è piuttosto muscoloso, trova ampiezza, tannini vellutati ed energia per un brillante finale. Clos de Prieur 2012: anche in quest’annata non sfugge all’abituale ricchezza associata a tanto dinamismo. Una garanzia ad ogni condizione.

Chapelle-Chambertin

Chappelle-Chambertin trae il proprio nome dall’esistenza su questo terreno di una cappella. Costruita la prima volta nel 1155 dai monaci di Bèze, fu più volte ricostruita nel corso dei secoli e distrutta definitivamente dopo la Rivoluzione Francese. L’esposizione è perfettamente verso est, le pendenze sono deboli ma sufficienti per ottenere un drenaggio ideale. Si tratta di due parcelle, una nella frazione di En La Chapelle (0.40 ettari) e l’altra in quella di Gémeaux (0.14 ettari). L’età media delle vigne è di 50 anni.

Chapelle-Chambertin 2006: al naso ha un forte impatto aromatico e una bella maturità: amarena, fiori, frutti di bosco, grani di caffè, … La bocca è voluminosa ed avvolgente, setosa e calda, il tutto gestito da una bella freschezza. Il finale è importante dove prevale una vivace mineralità. Chapelle-Chambertin 2007: fonda sulla solidità il proprio carattere. Ha concentrazione, tannini di qualità e un’acidità che spinge con forza e decisione. Un’orchestra che deve ancora assimilare i propri solisti. Chapelle-Chambertin 2008: gli aromi sono maturi e densi a cui si associano note fumé e minerali. È concentrato, fresco e molto persistente. Ha tutti gli attributi per divenire un vino di categoria superiore. Chapelle-Chambertin 2009: è un vino in pieno sviluppo, austero e riservato. Ci trasmette sensazioni fumé e speziate. Ha spessore ma pure tanto dinamismo. Un vino che scopriremo man mano con lo scorrere dei decenni. “La forza di un grand cru”. Chapelle-Chambertin 2012: ha un’enorme materia su cui costruire un bel futuro

Latricières-Chambertin

Latricières-Chambertin è il più prolungamento di Chambertin verso Morey-St.-Denis. L’etimologia del termine latino “tricae” indica questo luogo di poco valere, dove la propria terra non è fertile. Infatti il suolo che sostiene queste vigne è poco profondo e magro, condizioni che si potevano adattare esclusivamente viticoltura. I suoi 7 ettari totali sono suddivisi tra 9 proprietari che dispongono di appezzamenti che non superano 1.5 ettari. Le vigne dei fratelli Rossignol hanno un’età media di 55 anni, 0.70 ettari che furono impiantati tra il 1934 e il 1957. È sotto l’influsso di correnti fredde che ritardano la maturazione delle uve. Sono le ultime vendemmie che rientrano in cantina da Nicolas e David.

Latricières-Chambertin 2004: un vino seducente che in questa annata esprime ancora con più coerenza la propria eleganza. La struttura tannica è sottile e associata ad un volume ben equilibrato da una bella freschezza. Il finale è lungo con ritorni speziati e minerali. L’annata fa perdere al vino un po’ di mordente per una denominazione grand cru. Latricières-Chambertin 2006: è di buona immediatezza, il naso è elegante e perfettamente maturo, con ricordi di rosa canina, ciliegie selvatiche, caffè e una distinta sfumatura minerale. L’entrata in bocca è già equilibrata e armoniosa, caratteristiche che evolveranno nell’arco dei prossimi 10-15 anni. Il finale è persistente ed elegante. Latricières-Chambertin 2008: si esprime con fini profumi di liquirizia, floreali, minerali e speziati. Più snello delle annate precedenti ma gli si riconosce la consueta eleganza e freschezza. Latricières-Chambertin 2009: sa riassume con rigore il loro stile, un vino di giusta concentrazione, elegante e vellutato che rappresenta con grande dinamismo una sicura personalità. Latricières-Chambertin 2012anche se in fase di elevazione emerge per la qualità e la precisione aromatica, sviluppa una lunghissima sensazione tattile, una lunga salivazione e una fresca salinità.

Chambertin

Chambertin copre 12.9 ettari di vigna che furono, nel V secolo, “il campo di un certo Bertin”. Le potenti abbazie di Langres, Cluny e i signori della zona si sono divisi per secoli questo nobile territorio. È compreso tra la zona boschiva che occupa la parte superiore della collina e la Rue des Grands Crus, l’altezza è compresa tra i 270 e i 280 metri. La sua superficie è divisa tra 21 produttori e frazionata in minuscole parcelle, di cui la più grande (1.95 ettari) è di proprietà di Armand Rousseau. Rossignol-Trapet ha la grande fortuna di possedere delle parcelle che coprono tutta la sua altezza, la superficie è di 1.6 ettari con ceppi già impiantati nel 1920.

Chambertin 2004: non sarà un mostro di concentrazione e potenza, ma è sicuramente un mostro d’armonia. Una sintesi tra equilibrio, volume, acidità e una giudiziosa estrazione tannica. Il vino trova lunghezza e sfogo in un elegante finale. Un risultato permesso esclusivamente grazie a un duro lavoro in vigna e alla severa scelta delle uve. Per il millesimo in questione una grande riuscita. Chambertin 2005: non fate l’errore di stapparla prima di 10-15 anni e probabilmente anche a quel punto sarà troppo presto. Un grande seduttore che trasmette l’enorme potenziale di cui dispone. Il frutto è preciso, la trama molto delicata, le complessità intriganti, la lunghezza interminabile, … Indescrivibile. Chambertin 2006: la forza e l’eleganza di questo vino è sublime anche se, oggi, ancora reticente a mostrarsi completamente. L’ossigenazione evidenzia profumi floreali, di mora e mirtilli, la componente apportata dalla botte è perfettamente integrata. In bocca è sontuoso, l’attacco ha grande energia, freschezza ed eleganza, l’unione di queste sensazioni dà un finale di incredibile purezza. Dopo la strepitosa vendemmia 2005 una grande conferma. Chambertin 2008: non avrà le complessità e le potenzialità delle annate precedenti ma il risultato è sempre di “haut niveau”. Ci piace per la struttura elegante, la tensione la lunga scia di sensazioni. Chambertin 2009: Che dire ? Scontato affermare che quest’annata darà un vino superbo che si avvicinerà allo straordinario 2005, anche se forse non ne raggiungerà le complessità. Racchiude tutto ciò che deve avere grande pinot, cioè concentrazione, profondità, eleganza e brillantezza. Chambertin 2012: il naso è di grande purezza, gli aromi sono compatti e lasciano presagire quanto potrà dare in futuro. Ha struttura e una grande vivacità in bocca, tanta energia che fa presagire, anche in questo caso, a un gran vino.

Conclusione

I vini di Nicolas e David hanno raggiunto un livello invidiabile indipendentemente sia l’andamento dell’annata, infatti i loro vini sembrano subire meno di altri l’effetto stagionale. L’annata 2012 anche se obiettivamente difficoltosa ha confermato tutto il loro valore e premierà le loro scelte. I vini trovano una bella concentrazione, magistrale estrazione tannica, grande energia e dinamismo, fattori oramai divenuti tratti identificativi.

I vini sono distribuiti in Svizzera da VinsMotions

Galleria fotografica

Ogni diritto riservato a ©NonSoloDiVino

Domaine ROSSIGNOL-TRAPET
4 rue de la Petite Issue
21220 Gevrey-Chambertin
Telefono: +33 (0)3 80 51 87 26

I vini
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Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

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