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Fixin: Domaine Philippe Naddef

Da Anne Marie e Philippe Naddef siamo arrivati grazie ai consigli dell’amico Patrick Maclart di Bourgogne WineBlog che ci ha introdotto la prima volta nel novembre 2010. Fu per noi una visita a sorpresa, non sapendo con chi era prevista.

L’appuntamento era fissato a Meursult, la destinazione sconosciuta. Patrick prese la direzione di Volnay, Pommard, Beaune e … via verso la Côte de Nuits. Per tutto il tragitto il gioco fu di scoprire chi avremmo incontrato di li a poco.

Chevillon a Nuits-St. Georges ? Alain Jeanniard a Morey-St. Denis ? Jerôme Galeyrand a St. Philibert ? Heresztyn a Gevrey-Chambertin ? Tutti i nostri tentativi furono sbagliati. Ma passato Gevrey-Chambertin ecco l’illuminazione, Philippe Naddef a Fixin ! “Touché” fu la risposta di Patrick.

Fummo ricevuti con molta cordialità e simpatia da Anna Marie Naddef. Fu immediatamente percepita una sensazione di positività e tranquillità che ci ha permesso di capire al meglio i loro sforzi. Con il passare degli anni le nostre visite si fecero sempre più frequenti tanto da instaurarsi uno speciale rapporto di confidenza. Se Anne Marie è una persona aperta e solare, il marito Philippe Naddef mostra un carattere più timido e riservato. Non ama parlare di sé, più che la comunicazione privilegia il lavoro sul campo, quello che svolge quotidianamente tra le sue vigne di Gevrey, Fixin e Marsannay.

L’azienda è gestita in famiglia, si estende su 6 ettari essenzialmente costituiti da vecchie vigne, oltre il 60% di queste superano i 40 anni d’età. Quasi la totalità della superficie è occupata dal pinot nero ed è suddivisa in 33 parcelle. Philippe Naddef ha iniziato l’attività in proprio nel 1983, partendo dai 2.5 ettari di vigne a Gevrey-Chambertin e provenienti dall’azienda fondata dal nonno. In seguito il patrimonio si è ampliato in direzione di Fixin e Marsannay. In vigna si pratica solo i trattamenti strettamente necessari, nessun erbicida è utilizzato. Il pinot è raccolto manualmente, se necessario, selezionato in vigna, dirraspato totalmente e fermentato in inox. La maturazione è in piccoli fusti e dura dai 16 ai 18 mesi con una proporzione di legno tra il 30 e il 100%, questo solo nel caso di Gevrey-Chambertin Les Cazetiers e Mazis-Chambertin. 

VINI & DENOMINAZIONI

Al primo assaggio i loro vini suscitarono in noi un’evidente sorpresa, mentre le successive degustazioni non lasciarono dubbi e confermarono tutta la qualità e la personalità percepita in quell’occasione. Ci si sbaglia di grosso se si pensa di trovare vini banali o di facile beva. Sono vini, anche quelli della denominazioni meno conosciute, che hanno mordente e una ruvidità tannica che si ammorbidirà esclusivamente con il lento passare del tempo. Quelli di Philippe sono vini classici apprezzati al meglio con l’invecchiamento, come confermato dagli assaggi di Gevrey-Chambertin Vieilles Vignes ’02 e Les Champeaux ’93.

Marsannay

Nasce da più parcelle disseminate nel comune di Couchey, vigne di una quarantina d’anni di età.

Marsannay 2009: si presenta con un’espressione limpida e fragrante, nulla di eccezionale ma di fine aromaticità. In bocca è presente e fresco, ha una bella struttura tannica, intensa e ben integrata. È succoso e ci soddisfa pure nella tenuta. Marsannay 2011: mostra un carattere vivace, un’intensa astringenza e una piacevole componente fruttata. La lunghezza è interessante.

Marsannay “Les Genelières” 

Les Genelières è una piccola vigna situata in zona collinare tra Couchey e Marsannay, è uno dei climat che probabilmente acquisiranno il diritto alla denominazione Marsannay 1er cru.

Les Genelières 2009: i suoi profumi sono nitidi, freschi e privilegiano al momento la fragranza del frutto e le note floreali. L’attacco è morbido, fine ed asciutto, si sviluppa con una bella progressione di sensazioni, tannini intensi e vellutati. Les Genelières 2011: un vino di belle prospettive, la struttura è evidente, l’energia e l’astringenza pure. Termina con ritorni fruttati.

Fixin

Questo vino è prodotto da circa un ettaro di vigne situato nei comuni di Fixin e Fixey, alcune delle quali di ottima qualità.

Fixin 2007: sprizza energia, rimarca la purezza del frutto, sfumature floreali, minerali, speziate e fumé. In bocca conferma un attacco diretto e deciso, agilità e freschezzaChiude strutturato e complesso con ritorni speziati. A bicchiere vuoto è confermata la nitida freschezza del frutto. Fixin 2008: al primo naso è selvaggio si accodano note di frutta rossa, piccole bacche di bosco e fumé. È molto deciso e nervoso, l’elevata acidità risalta la rugosità dei tannini. Sul finale ritornano aromi di frutti rossi e di pepe. Fixin 2009: al naso i toni sono discreti ma lasciano presagire una bella maturazione. È pieno, teso e completo, una struttura che poggia su tannini sottili, la chiusura è persistente ed equilibrata. Fixin 2011: riassume il duro lavoro fatto per ovviare ad un’annata un po’ così così. La vibrante acidità smagrisce il corpo del vino, i tannini sono smussati e rinfrescati. Si delinea longilineo e con una persistenza abbastanza lunga. Fixin 1999: rappresenta la capacità di una denominazione comunale non di primissimo piano di durare nel tempo. Debutta in forma ridotta ma con il passare del tempo si apre con un frutto ancora ben presente (frutta nera e gelatina di fragole) e un largo ventaglio di sfumature speziate. In bocca ha ancora nerbo e una bella presenza, la percezione tannica è tuttora evidente e un po’ ruvida, il che ci fa pensare che difficilmente l’ammorbidirà completamente con il tempo. Un vino che rappresenta con sincerità il proprio carattere.

Gevrey-Chambertin “Vieilles Vignes”

È costituito da quattro diverse parcelle con un’età media di 45 anni. Viene maturato per 16-18 mesi in fusti con una percentuale di rovere nuovo del 60% a testimoniarne l’ambizione.

Vieilles Vignes 2007:  al naso è profondo, emana intense note di frutta nera, liquirizia, minerali e speziate. In bocca è fruttato, intenso e ricco in tannini. Ha una spina dorsale che dà tensione e lunghezza, è persistente e sapido. Vieilles Vignes 2008conferma quanto di buono percepito nell’annata precedente, dimostra un buon equilibrio tra la maturità del frutto e l’affinamento in legno. Al naso sono percepite note di mora, ciliegia, lamponi e bacche selvatiche. In bocca è molto interessante, è avvolgente, croccante, intenso e dinamico. Vieilles Vignes 2009: al classico spettro aromatico si aggiungono succo e struttura, vivacizzate da una bella componente acida. Chiude su una traccia aromatica e minerale. Vieilles Vignes 2011: a conferma del difficile andamento della stagione è il dato relativo alla produzione che non supera i 25 hl. per ettaro, difficoltà che non hanno impedito di fare le cose per bene. Le scelte sono state rigorose e ambiziose, il risultato evidenzia una buona densità, tensione e una piacevole lunghezza. “Vieilles Vignes” 2002: è il regalo fattoci da Anne Marie e Philippe, è dinamico nello sviluppo, sostenuto da una grana tannica sottile e smussata, il finale si apre su persistenti complessità. Veramente un ottimo risultato.

Gevrey-Chambertin 1er cru Les Champeaux

Les Champeaux si trovano all’estremità nord di Gevrey, proprio al confine con Brochon. Si tratta di una piccola parcella di mezzo ettaro, vigne di 45 anni esposte verso nord-est con pendenze abbastanza rilevanti. Qui prende forma forse il più elegante 1er cru di Gevrey-Chambertin.

Les Champeaux 2007: è vino che sintetizza l’armonia, profondità e complessità. Ha struttura ed equilibrio, la grana dei tannini è vellutata e accarezza il palato. Molto lungo nella persistenza evoca un retro gusto di ciliegia nera e spezie dolci. Les Champeaux 2009la parte aromatica è fine e complessa, sensazioni che anticipano un vino strutturato ed equilibrato. Ha grassezza, una bella tensione ed un’estrazione fatta a regola d’arte con tannini compatti e vellutati. Chiude con persistenti ritorni di mora, ciliegia, liquirizia e spezie. Les Champeaux 2011: è un vino che si sviluppa con forza ed energia anche se, al momento, la sensazione astringente si pone in evidenza. Les Champeaux 2013: l’assaggio dalla botte conferma una buona stabilizzazione del colore, la materia è ricca e la massa tannica compatta e intensa. Vedremo che succede. Les Champeaux 1993: questo regalo ci fa capire come si esprimono i vini di Philippe Naddef dopo una ventina d’anni. Una volta smussata l’irruenza giovanile si apre svelandoci ogni segreto procurandoci un turbinio di sensazioni.

Gevrey-Chambertin 1er cru Les Cazetiers

Si pronuncia “le castier”. Lo “Chambertin del poveri”, come è spesso definito, è situato all’imbocco della vallata di Lavaut e confina con Clos St. Jacques, il più rinnomato 1er cru di questa zona. Si tratta di un’unica parcella con ceppi di oltre 50 d’anni d’età, è esposta verso est e posizionata su un terreno roccioso ricoperto da detriti discesi dalla vallata. Il vino affina in fusti totalmente nuovi e non subisce alcun travaso.

È un vino che se degustato in gioventù fatica a rivelarsi, è dotato di rigore e di una struttura tannica decisa e intensa. Un Gevrey di spessore che merita almeno 7-8 anni di affinamento. Les Cazetiers 2007: la sua introduzione non è molto espansiva, lentamente lascia trasparire note di ciliegia nera, minerali, umus e fumé. La bocca è potente, vigorosa e allo stesso tempo sottile; ha slancio e una gran bella lunghezza. Ritorna con note di gesso. Les Cazetiers 2008: rilevano un ottimo potenziale, la sua struttura racchiude le componenti necessarie per dare, con il tempo, un vino d’altissimo livello. Ha volume e maturità, qualità dei tannini e un’acidità che darà brillantezza per tanti anni.  La scia finale dura a lungo, rimarcata da note di frutta nera, liquirizia e speziate. Les Cazetiers 2009: è un vino compatto, solido e denso con una nitida definizione aromatica. Gioca sulla freschezza, prendendo volume e acquisendo intensità e forza al contatto con l’ossigeno. È brillante e chiude con lunga persistenza ed energia. Les Cazetiers 2011: arieggiandolo emergono sottili complessità. Presenta una struttura dove si fondono buona materia e tannini di qualità, il finale è inondato da freschezza e dinamismo.

Mazis-Chambertin

Mazis è uno dei 9 grand cru di Gevrey-Chambertin, i suoi 9 ettari si estendono tra Chambertin-Clos de Bèze e l’abitato. Probabilmente al suo interno esistevano delle case, infatti nel dialetto locale il termine “masure” designa una casa in rovina. La parcella di Philippe Naddef copre 0.42 ettari con vigne di 60 anni. 

Mazis-Chambertin 2007: è denso e si sviluppa con intensità, decisione e senza alcuna asperità. Termina profondo e con una persistenza da grand cru.  Il finale di bocca è rimarcato da note di frutta nera, liquirizia, fumé e speziato. Ha un enorme potenziale. Mazis-Chambertin 2008ha qualità aromatica, eleganza e la forza di un vino fuori dal comune. Mazis-Chambertin 2009: poco importa se queste vigne non sono tra le più conosciute, la versione di Naddef è “hors ligne”. Sintetizza tutto quanto si richiede a un vino di questi livelli, vale a dire concentrazione, succo, texture sottilissima, forza, eleganza, lunghezza, … Il tutto avvolto dall’alone di mistero di chi non vuole concedersi facilmente. Grande vino ! Mazis-Chambertin 2011: troppo presto chinarsi oggi su questo vino, anche se ci lascia intendere quello che succederà negli anni a venire. La bocca è intensa e vigorosa, una bellissima concentrazione è sostenuta da tanta vivacità e freschezza. La sensazione astringente copre al momento lo sviluppo del finale, ma niente paura.

Galleria fotografica

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Domaine Philippe Naddef
30, Route des Grands Cru
21220 Fixin
Tel. +33 (0)3 80 51 45 99

Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

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