Latest News

Verticale 10 annate: Chianti Badia a Passignano

Le vigne e le cantine che circondano l’Abbazia di Passignano fanno parte delle proprietà della storica azienda fiorentina Antinori. Acquisite nel 1987 coprono una superficie di 56 ettari posti su dolci colline nei pressi di Sambuca Val di Pesa. Una zona ritenuta particolarmente adatta alla coltura del sangiovese. Oggi Antinori è una moderna e vastissima azienda viticola che produce vini in diverse località toscane, pugliesi, piemontesi, … oltre che in diverse zone viticole del mondo.

LA VERTICALE

Non siamo mai stati dei grandi fans dei vini di Antinori ma proporre una verticale di Chianti Classico Badia a Passignano ci è sembrato un degno omaggio al nobile sangiovese. Pure molto interessante è stato studiare i cambiamenti del vino dagli anni ’90 ad oggi. Immediatamente ci ha incuriosito il cambio grafico dell’etichetta avvenuta a partire dal 2001, questo ci ha fatto supporre a dei cambiamenti negli obiettivi. Si è passati dall’originale etichetta realizzata con i procedimenti usati per fabbricare le banconote svizzere, alle più banali in uso oggi.

Chianti Classico Riserva Badia a Passignano: 1990 – 1995 – 1996 – 1998

Badia a Passignano 1990 – Il suo colore è ancora bello vivo, una tonalità granata con riflessi mattonati. Al primo naso si percepiscono note di frutta sotto spirito, sfumature dolci e speziate, terrose, … Arieggiandolo si apre su belle intensità, esce una lipida nota di frutta rossa. La bocca è austera, i tannini sono compatti e ancora evidenti, una viva freschezza risalta una certa rugosità, uno stile sincero e rustico. Badia a Passignano 1995 – L’assemblaggio è quello classico descritto dal Barone Ricasoli, 90% sangiovese, 10% canaiolo, trebbiano e malvasia. L’andamento stagionale è stato abbastanza irregolare con temperature estive basse e piogge frequenti, condizioni che provocando un ritardo di maturazione di una decina di giorni. Il suo colore è più evoluto con riflessi mattonati ben evidenti. Gli aromi sono di difficile definizione, meno intensi e più speziati. La fase gustativa evidenzia una struttura tannica aggressiva accompagnata da una sensazione di secchezza e amarognola. La persistenza è abbastanza corta, con tracce di distillati, un’evidente alcolicità e ritorni leggermente ossidativi. Riassume il delicato andamento stagionale con una limitata maturità fenolica. Badia a Passignano 1996 – L’annata è stata un po’ contraddittoria e si è dovuto provvedere a severe selezioni. Il colore è intenso e limpido, non mostra effetti evolutivi. Al naso è intenso e fresco, gli aromi sono speziati, frutti di bosco e liquirizia. L’attacco gustativo da una sensazione di generosità, con l’assegnazione sembra prendere dinamicità anche se la bocca rimane leggermente asciutta e astringente. Badia a Passignano 1998 – La stagione è iniziata in anticipo e le vendemmie sono state eseguite con una settimana d’anticipo. I profumi ci riconducono a dolci sensazioni di frutta candita, tabacco e cuoio. L’attacco è morbido e di buon volume, i tannini sono compatti e intensi. Il finale lascia una sensazione evolutiva e pizzicante.

Fino a questo punto della degustazione il vino ha difeso una propria identità, una classicità che ha riassunto fedelmente l’andamento stagionale. Nel bene o nel male è uscita una pura originalità.

Chianti Classico Riserva Badia a Passignano: 1999 – 2000 – 2001 – 2004 – 2007 – 2008

A partire dall’annata ’99 il vino ha rilevato cambiamenti non indifferenti. Probabilmente, l’aumento delle tecnologie e una diversa concezione del vino si sono tradotte in un’aumento della concentrazione e della maturazione. Immediatamente si è fatto più scuro e viscoso, i profumi più intensi e densi, sensazioni confermate dalla fase degustativa dove si rilevava un aumento della parte alcolica. Via via i nostri commenti si sono fatti più brevi e di difficile descrizione. Le annate sempre più simili e con un’evidente standardizzazione.

Badia a Passignano 1999 – Il colore è intenso, al naso emergono profumi maturi, di frutta nera e speziati. La bocca è carnosa e di buona vivacità, i tannini sono intensi e rinfrescati dall’acidità. Chiude con ritorni fumé. Badia a Passignano 2000 – È scurissimo e impenetrabile. I profumi sono balsamici e piuttosto stucchevoli. La bocca è stanca, di breve durata e con un’accentuata sensazione astringente.  Badia a Passignano 2001 – I suoi aromi non sono di alta qualità, la sensazione è pungente e benché ricco in alcol di poca personalità. Badia a Passignano 2005 – Evidenzia l’elevazione in legno e la ricerca di una maturità spinta, un vino pieno e generoso ma con poca brillantezza. Badia a Passignano 2007 – Il colore è brillante, i profumi sono freschi e speziati. La bocca è voluminosa, forse anche grazie a qualche grammo di zucchero residuo, un fattore che il vino paga sul finale con una sensazione calorica evidente. Badia a Passignano 2008 – È nello stile delle annate precedenti.

Conclusione: La questione è, cosa vogliamo da un vino. Che sia fedele specchio dell’annata o che rappresenti lo stile di una precisa etichetta qualunque sia l’andamento stagionale ? La risposta la lasciamo ad ognuno di voi.

La verticale è stata molto interessante perché ha svelato come in vino può cambiare carattere in funzione delle scelte aziendali. Degustando queste dieci annate abbiamo trovato una stacco netto tra il vino prodotto fino alla fine degli anni ’90 rispetto a quelli successivi. Fino a quel momento rispettava i canoni del Chianti vecchio stampo, rustico ma sicuramente originale. Con l’avvento di noti winemaker il vino ha modificato il proprio stile percorrendo una direzione sempre più internazionale a scapito di quella territoriale. Scelte che hanno portato Badia a Passignano ad assomigliare ad altri vini dello stesso gruppo o produtti in altre parti del mondo. Decisioni, anche se criticabili ai nostri occhi, che hanno permesso ad Antinori di diventare una multinazionale del vino con oltre 150 milioni di euro di fatturato e 22 milioni di bottiglie prodotte. 

Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: