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Gevrey-Chambertin Tour: la degustazione

Di Gevrey-Chambertin e dei suoi angoli nascosti abbiamo parlato dettagliatamente nel nostro articolo titolato Gevrey-Chambertin Tour, ora per le dovute verifiche non ci resta che passare alla degustazione dei vini. La loro scelta è stata impegnativa, l’obiettivo primario quello di toccare le zone più rappresentative, di conoscere il maggior numero di produttori e di confrontare le diverse annate. La sequenza dei vini è stata decisa esclusivamente per la posizione geografica dei vari cru, scelta che ci ha aiutato nello svolgimento della serata.

La degustazione

Gevrey-Chambertin “Vieilles Vignes” 2007 – Domaine Philippe Naddef

Una classica cuvée “village” proveniente dall’unione di quattro diverse vigne sparse nel comune, la somma delle loro superfici raggiunge i 0.7 ettari. L’età media dei ceppi è di 45 anni. Al primo naso mostra una bella espressione fruttata, è speziato e accompagnato da una sfumatura minerale. Puro negli aromi. Un vino incisivo con una bella tessitura, una fresca acidità lo accompagna nel suo sviluppo. È ancora astringente, un carattere che ci riconduce allo stile di Philippe Naddef. Chiude con una bella lunghezza, una fresca salivazione, un frutto presente e una brillante sapidità. Sensazioni che restano vive nella memoria fin al termine della degustazione.

  • Il primo tragitto percorre il fianco destro della Combe de Lavaux, nella zona denominata Côte de St. Jacques. È prevista una discesa dalla vallata in direzione di Brochon passando attraverso Le Poissenot, Lavaux-St. Jacques, Clos St. Jacques, Les Cazetiers, e La Combe aux Moines.

Gevrey-Chambertin 1er cru “Le Poissenot” 2006 – Domaine Geantet Pansiot

Prende il nome dal termine “poisson” ( pesce) perché in questa zona esisteva un pozzo. Siamo a 360 metri d’altitudine, tra le vigne più elevate della Combe de Lavaux, di Gevrey-Chambertin e dell’intera Côte d’Or. Il fianco della vallata guarda verso sud compensando parzialmente gli inconvenienti derivanti l’altitudine. I terreni sono marmo-calcarei e molto ciottolosi. Già nel bicchiere mostra una certa fluidità e un colore rubino piuttosto scarico. Con un po’ di ossigenazione emergono profumi di frutti rossi, bacche selvatiche, erbe di montagna, liquirizia e un accento calcareo. Si mostra con una certa rigidità, denota un frutto maturo a cui sfugge un’evidente nota alcolica. Si distende su tannini compatti e ancora un po’ duri. Chiude con un carattere decisamente calcareo e saporito derivante dall’originalità territoriale. Un vino austero e confermare la zona di provenienza.

Gevrey-Chambertin 1er cru “Lavaux-St. Jacques” 2008 – Domaine Denis Mortet

Nella parte superiore di questo cru le terre sono povere, ciottolose e poco profonde, la roccia è ricoperta solo da una ventina di centimetri di terra. Per contro la parte più bassa vanta leggere pendenze e terreni più profondi. La vicinanza alla vallata porta forti escursioni notturne e una perfetta insolazione diurna. I 9.53 ettari fanno di Lavaux St.Jacques il più vasto 1er cru di questa zona di Gevrey, con 1.2 ettari Mortet è il proprietario importante. Ok, sarà pur frutto di un’annata così così, ma onestamente ci aspettavamo molto di più. In particolare per la reputazione del produttore, le persone che ne scrivono un gran bene, il prezzo elevato e per alcuni assaggi avuti in precedenza. Una bottiglia che ha mostrato un corpo scarno, poco equilibrio e tannini piuttosto acerbi. Un vino in fase di chiusura ? Possibile. L’opinione generale è che, anche con maggior tempo alle spalle, questa bottiglia avrebbe avuto pochi margini di miglioramento. Ci auguriamo di essere smentiti assaggiandolo di nuovo nei prossimi anni.

Gevrey-Chambertin 1er cru “Clos St. Jacques” 2006 – Domaine Louis Jadot

Si vocifera che questa vigna circondata da mura parimetrali in sassi avrebbe meritato ben più del titolo di 1er cru, ma al momento della classificazione negli anni ’30 fu deciso di concentrare la zona Grand Cru nell’area dei Chambertin. I terreni sono di carattere marmo-calcarei, ciottolosi ed esposti verso levante. Situato all’uscita della vallata vanta un complesso e variato micro clima. L’assaggio conferma un vino di particolari potenzialità. Al naso è ancora chiuso ma s’intravede una decisa vena minerale. La bocca è complessa, strutturata e vibrante. I tannini si fanno sentire dando vigore e incisività al percorso del vino. Bellissima anche l’evoluzione del vino nel bicchiere nel corso della degustazione. Un vino d’eccellenza.

Gevrey-Chambertin 1er cru “Les Cazetiers” 2006 – Domaine Louis Jadot

I poco più di 10 ettari di Les Cazetiers confinano con le mura di Clos St. Jacques e La Combe des Moines. La parte bassa lambisce le case della vecchia Gevrey mentre quella alta tocca il bosco superiore. Basta uscire dalle mura del Clos per scoprire un vino diverso, benché sia dello stesso produttore e della stessa annata. Al naso alterna note mature, frutta sotto spirito, bacche selvatiche, la dolcezza del legno, … Ha un buon volume, ricco nella parte alcolica, con tannini ancora astringenti. Manca dell’esplosività e della complessità riconosciute a questo territorio di grande valore.

Gevrey-Chambertin 1er “La Combe Aux Moines” 2006 – Domaine Faivelay

Si racconta che durante il periodo di costruzione del castello di Gevrey-Chambertin i monaci dell’abbazia di Cluny dopo una giornata di lavoro si raccoglievano in preghiera su queste terre. La parcella di proprietà della famiglia Faivelay è situata nella parte più alta della denominazione proprio al confine com Les Cazetiers (sud-ovest dell’appellation). La superficie di proprietà occupa circa un quarto della denominazione, 1.20 ettari dei 4.77 totali, vigne impiantate in diverse occasioni tra il 1933 3 il 1988. L’esposizione è verso est ed i suoli sono composti da argille frammiste a fossili. Un Gevrey-Chambertin quasi sconosciuto che si esprime su note muschiate e minerali, un vino più floreale che fruttato. Non lascia sensazioni importanti salvo una sensazione sapida importante. I tannini sono piuttosto astringenti non supportati da altre sensazioni e dalla struttura del vino. Una bottiglia sfortunata ? Forse, comunque ci lasca perplessi.

  • Il secondo percorso si snoda nel settore a sud dell’abitato, quello denominato Côte des Chambertin. È una delle zone più famose al mondo perché vede la concentrazione di 8 Grand Cru. Sarebbe, però, un grave errore non considerare che a confine di questa zona si situano diversi 1er cru di affermata personalità che si avvantaggiano della loro vicinanza.

Gevrey-Chambertin 1er cru “Les Cherbaudes” 2009 – Domaine Lucien Boillot

Confina direttamente con Chapelle-Chambertin, sono 2.19 ettari totali di cui circa 0.4 di proprietà dell’azienda Lucien Boillot, l’età delle loro vigne sfiora i 100 anni. Si dice che Les Cherbaudes dia origine al vino più elegante del comune più simile a un Chambolle che a un Gevrey. Il vino degustato testimonia quanto detto, è di grande eleganza e precisione olfattiva. L’annata 2009 certamente accentua questa sensazione di piacevolezza e di finezza. È ben strutturato si distribuisce con equilibrio, i tannini sono patinati, è succulento e molto persistente. Una meraviglia !

Gevrey-Chambertin 1er cru “Petite Chapelle” 2009 – Domaine Rossignol-Trapet

È sul prolungamento verso est di Chapelle-Chambertin, misura circa 4 ettari. La parcella dei fratelli David e Nicolas Rossignol si situa nella parte nord della denominazione dove le pendenze sono leggere, il suolo abbastanza profondo, ben drenate e ricco d’argilla. I ceppi hanno circa 30 anni di vita. Una meravigliosa bottiglia, succosa, pura, distinta e piena di dinamismo. “Quelle bouteille ! Chapeau les amis”.

Mazis-Chambertin 2007 – Domaine Faivelay

Due le parcelle che formano questa cuvée, entrambe situate nella zona di Les Mazis-Hauts, proprio a contatto con la stradina che lo separa da Les Mazis-Bas. La somma delle due vigne raggiunge 1.2 ettari dei totali 9.10, furono impiantate tra il 1937 e il 1974. Abbiamo assaggiato dei Mazis di ben altro spessore vedi quelli di Harmand-Geoffroy e Philippe Naddef. Questa bottiglia, benché ne dicano alcune recensioni, poco aveva in comune con una denominazione Grand Cru, un vino senza alcuna personalità e questo ci lascia dubbiosi conoscendo la nomea della famiglia Faivelay. Speriamo solo in una bottiglia sfortunata.

Latricières-Chambertin 2007 – Domaine Drouhin-Laroze

Suddiviso tra 9 proprietari la parcella dell’azienda Drouhin-Laroze è minuscola, copre solo 0.67 dei 7 ettari totali. I suoli sono argillo-calcarei e le vigne impiantate tra il 1959 e il 1984. Bastano pochi commenti per descrivere questa bottiglia “Che delusione ….”

Chambertin-Clos de Bèze 2002 – Domaine Bart

Domaine Bart di Marsannay dispone poco meno di mezzo ettaro dei 15 complessivi, vigne di circa 65 anni di età. Anche questa bottiglia purtroppo non ci lascia soddisfatti, il vino sembra poco pulito al naso e al momento poco presente ed equilibrato in bocca. Peccato perché ci eravamo illusi di bere una grande bottiglia. L’annata 2002 è di quelle che si ricordano ed il produttore, benché nel 2002 senza grande esperienza, è stato visitato personalmente e da noi ritenuto di alto profilo. Poco importa avremo altre occasioni di testarlo.

Conclusione: la serata ha dato sfogo al nostro entusiasmo riuscendo a coinvolgere al meglio i partecipanti. Benché poco fortunati nella scelta delle bottiglie Grand Cru, altre hanno entusiasmato anche se non così reputate. A posteriori validissima è stata la dimostrazione della “mise en bouche”. Le “Vieilles Vignes” di Naddef hanno saputo evidenziare la qualità dell’area comunale. Personalità, forza e un preciso carattere sono uscite dalle uve di Clos St. Jacques, Cherbaudes e Petite Chappelle, rivelatisi bottiglie da urlo.

Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

2 Commenti su Gevrey-Chambertin Tour: la degustazione

  1. Ho partecipato con piacere ed entusiasmo a questa straordinaria degustazione di approfondimento di una delle zone vitivinicole più interessanti per il Pinot Nero.
    Con 11 bottiglie abbiamo seguito un percorso preciso partendo da un Village, passando in rassegna tutta la côte dei Premier Cru fino a toccare infine un paio di Grand Cru.
    Non capita spesso di partecipare a degustazioni così dettagliate, precise, accurate, descrittive e minuziose. Anzi non capita mai!
    Per fortuna ci sono gli ‘appassionati’ e gli ‘innamorati del vino’ che prediligono l’aspetto di ricerca e di sperimentazione della degustazione, più che l’aspetto commerciale, come succede in molte altre sedi.
    Grazie, Vittoria

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  1. Gevrey-Chambertin: Domaine Lucien Boillot | NonSoloDiVino

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