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Wine & Dine al Motto del Gallo con i vini dell’azienda Buisson-Charles

Ogni incontro rappresenta per noi l’occasione per parlarvi delle nostre passioni. Farvi conoscere i nostri amici e le persone meritevoli, quelle che sanno darci forti emozioni. Presentarvi buoni vini in grado di lasciarci particolari ricordi. Su queste basi abbiamo voluto far conoscere per la prima volta in Ticino i vini dell’azienda Buisson-Charles di Meursault. Il luogo prescelto, il Motto del Gallo a Taverne. La serata ha avuto un ottimo successo grazie all’indispensabile collaborazione e alla cortesia del patron Pireo Tenca, dello chef Matteo Cereghini e dello staff di servizio capitanato dal sommelier Corrado Parolini che hanno assecondato ogni nostro desiderio.

Raccontare delle persone che formano il Domaine Buisson-Charles suscita in noi grande piacere perché con Michel Buisson, Catherine e Patrick Essa ci lega un solido rapporto di amicizia. Fin da subito ci hanno concesso la loro confidenza, ci hanno spalancato le porte della Borgogna contribuendo così in modo determinante alla nostra conoscenza di queste magiche terre.

L’oramai decennale frequentazione ci ha fatto conoscere un famiglia totalmente dedita alla viticoltura, una storia iniziata alla fine degli anni ’50 e tuttora in continua evoluzione. Michel Buisson ha sempre prodotto bianchi classici, un’interpretazione strettamente legata al territorio e a quello che i vini di Meursault rappresentavano verso la fine del secolo scorso. Con il progressivo coinvolgimento di Patrick Essa e il successivo ritiro di Michel i loro vini si sono inseriti nell’elite comunale. Vendemmia dopo vendemmia hanno guadagnato in precisione e classe senza peraltro perdere quel carattere acquisito nel corso degli anni. Patrick oltre essere un capace vinificatore e un’espertissimo degustatore, è in assoluto uno dei migliori conoscitori del territorio “bourguignon”. Ogni suo scritto su Degustateurs Pro è dettagliato e comprende le sfumature dei diversi cru, le note di degustazione e i consigli sui vari produttori. Una vera enciclopedia che ci aiuta ancora nella nostra evoluzione.

Di loro abbiamo iniziato a scrivere nel 2006, sicuramente i primi a parlarne frequentemente in lingua italiana. Visto il grado d’eccellenza raggiunto oggi dai vini ne andiamo fieri, giudizi mai influenzati dall’amicizia. Per presentare al meglio la gamma dei vini, anche se non possibile rappresentarla completamente, abbiamo deciso di abbinare due vini per piatto in modo da potere testare un maggiore numero di vini.

  • Aperitivo e piccoli assaggi di benvenuto

Con gli stuzzichini è stato proposto un Bourgogne Aligoté 2010, un vino spesso trascurato in Borgogna e aggiunto alla crema di cassis nel kir. Immaginiamoci la qualità di questi vini. Se a Meursault diversi produttori estirpano le vigne a  favore dello chardonnay altri dedicano tempo e impegno all’ Aligoté, tra questi Buisson-Charles. Il loro vino è fragrante, decisamente floreale, fresco e di fine sapidità. Un vino molto piacevole e di indubbio valore.

Tartare di tonno e boulgour in guacamole, crudità di gambero rosso e insalatina di ali di razza

  • Tartare di tonno e boulgour in guacamole, crudità di gambero rosso e insalatina di ali di razza

Un bellissimo piatto estivo, fine e delicato dove si esaltano profumi e gusti marini. L’accostamento è toccato a Meursault Vieilles Vignes 2011Meursault Les Tessons 2011. Les Vieilles Vignes sono un classico Meursault frutto dell’assemblaggio di diverse parcelle sparse in area comunale. Un vino sempre strutturato e di buona concentrazione che necessita di alcuni anni per miscelare i diversi vini, fatto ben percettibile anche in questa giovane versione. Les Tessons rappresenta forse la migliora vigna in area comunale, situata sul prolungamento di quella 1er cru. Questo 2011 è una “goduria”, che classe, che precisione e che complessità, sensazioni che non vogliono più lasciare il bicchiere. Un vino “hors norme” per la denominazione che le compete.

Risotto mantecato al lemongras con capesante e scampetto del Sudafrica

  • Risotto mantecato al lemongras con capesante e scampetto del Sudafrica

I gusti dei piatti si fanno via via più decisi e importanti, quelli dei vini pure. Per contrastarli sono stati scelti due vini importanti che si stanno distinguendo sempre più: Meursault Les Bouches-Chères 2009Meursault La Goutte d’Or 2009. Entrambi sono vini di grande spessore che rilevano il carattere del territorio nel pieno rispetto dell’annata. Les Bouches-Chèeres sviluppano dinamismo ed eleganza in questo momento è già ben espressivo. Un vino con un portamento da top model. La Goutte d’Or mostra invece i muscoli e tanta energia, ancora imballato dimostra un potenziale enorme. Coppia magica !

Petto d’anatra al Pinot Nero, cipollotto in agrodolce e souffé di patate

  • Petto d’anatra al Pinot Nero, cipollotto in agrodolce e soufflé di patate

Un piatto delicato e dai sapori gustosi. Anche se le vigne a disposizione dell’azienda sono meno favorevoli ai vini rossi le ambizioni sono piuttosto elevate. Le vinificazioni atte ad impreziosire i vini. Pommard En Chiveau 2009 è un vino che a noi piace, in particolare per l’originalità verso il territorio che lo genera. Un vino un po’ ruvido e decisamente mascolino. Volnay Les Santenots 2005 ci dimostra quanto è ancora difficile degustare oggi i 2005. Pur se ritenuto Volnay (anche se le vigne di Santenots si trovano su Meursault) un comune che genera vini vellutati, questo si esprime ancora con una certa riservatezza e austerità. Una migliore espressività che uscirà solamente nei prossimi anni.

Tortino al rabarbaro, il suo gelato e zabaione al Muscat de Rivesaltes

  • Tortino al rabarbaro, il suo gelato e zabaione al Muscat de Rivesaltes

Si chiude con le sottili dolcezze di questa preparazione esaltata dagli intensi profumi di un Muscat de Rivesaltes prodotto da Arnaud de Villeneuve.

Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

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