Montevertine e Le Pergole Torte, la verticale

8 settembre 2014, una data da ricordare per NonSoloDiVino. L’appuntamento è con Montevertine e il suo alfiere Le Pergole Torte, vini capaci di ritagliarsi una fetta di storia della viticoltura italiana. A presentarci l’azienda, il territorio e le persone che qui hanno fatto la storia lasciamo volentieri la parola a Martino Manetti oggi anima di quest’azienda chiantigiana.

“Montevertine è nata come azienda nel 1967, quando mio babbo Sergio comprò la proprietà (30 ettari circa di terreni e una casa colonica) dal vescovado di Fiesole, che aveva appunto messo all’ asta il podere insieme ad altri sparsi per il Chianti. Non c’erano ne’ vigne ne’ cantine a quel tempo. Mio padre. fino a quel tempo industriale siderurgico a Poggibonsi, impiantò il primo vigneto e iniziò i lavori per la costruzione di annessi agricoli, diventati poi cantine e stalle per i cavalli. Fu cruciale l’ amicizia con Giulio Gambelli, che mise la sua esperienza di enologo al servizio della causa, così come la presenza di Bruno Bini, il mezzadro della proprietà che restò al fianco di Manetti per aiutarlo nel suo nuovo lavoro. Sono state queste tre persone, oggi purtroppo scomparse, che hanno creato Montevertine, dando fin dall’inizio una precisa impronta ai vini prodotti. L’intento è stato quello di produrre un vino testimone della storia di un territorio, con la voglia di migliorare sempre, restando però fedeli al Sangiovese.

I primi anni furono di sperimentazione, ma già alla fine degli anni ’70 il nome di Montevertine inizia a comparire su tutte le riviste specializzate come uno dei migliori esempi di Chianti Classico. Nel 1977 avviene la svolta: nasce il Pergole Torte, primo esempio di sangiovese vinificato in purezza prodotto nella zona. Il vino viene paradossalmente bocciato dal consorzio del chianti classico, in quanto non rispetta i parametri di produzione non comprendendo anche le altre uve previste nel disciplinare dell’epoca. Ciò spinge Sergio a prendere la decisione di uscire dal consorzio, rinunciando al marchio del Gallo Nero sulle proprie bottiglie. I vini di Montevertine da questo momento saranno tutti denominati “Vino da tavola”. Questa strada verrà in futuro seguita anche da altri produttori e ciò darà origine al fenomeno dei vini cosiddetti “Supertuscans” dalla stampa estera. Lo sviluppo di Montevertine intanto continua, nei primi anni 80 vengono impiantate altre vigne e il successo dei vini, sempre rigorosamente a base sangiovese, accresce di anno in anno. Sergio Manetti scompare nel novembre del 2000. Da quel momento mi occupo in prima persona dell’azienda, sviluppando ulteriormente la superficie portandola fino agli attuali 18 ettari. L’impostazione tradizionale dei vini prodotti a base esclusivamente di vitigni autoctoni rimane la stessa. Fino alla sua scomparsa, nel gennaio 2012, Giulio Gambelli segue attivamente le operazioni poi sostituito da Paolo Salvi e dal suo staff. Oggi produciamo tre vini: Le Pergole Torte, 100% sangiovese. Il Montevertine e il Pian del Ciampolo, entrambi, 90% sangiovese, 5% canaiolo e 5% colorino. La produzione media è di circa 80.000 bottiglie, la vinificazione è estremamente tradizionale, con uso di vasche di cemento vetrificato per la fermentazione alcolica e malolattica e di fusti di rovere di Allier e Slavonia per l’ invecchiamento dei vini. La conduzione delle vigne a partire dall’annata 2009 è di tipo biologico.”

La verticale di Montevertine

“Presentato secondo la nostra filosofia come un vino a Indicazione Geografica Tipica, è in realtà un Chianti Classico veramente tradizionale. Nasce dall’assemblaggio di Sangioveto, Canaiolo e Colorino, affinato per circa 24 mesi in botti di rovere di Slavonia.”

1° serie: Montevertine 1999 – 2001 – 2004 – 2010

Montevertine 1999

” Questa è stata una delle più eleganti e “borgognone”, se mi passate il termine, mai prodotte a Montevertine e ancora oggi il vino mostra per intero queste caratteristiche ” questo l’avviso di Martino Manetti sull’annata. All’occhio il vino mostra una tonalità granata opaca con riflessi che tendono all’arancio. Al primo naso emana sfumature terrose, di sottobosco e ferrose. Il contatto con l’aria riporta in primo piano complesse note speziate, bacche di bosco e liquirizia che si dispongono su un fondo minerale. L’attacco gustativo è incisivo e vivace. Sul centro bocca si afferma una limpida nota fruttata che si unisce a un tannino ancora ben presente e che, pensiamo, contraddistinguerà il vino anche in futuro. Lo sviluppo è sottile e slanciato una viva salivazione inonda la bocca e la parte finale dove ritornano aromi fruttati, mentolati e sapidi. Si distingue in modo particolare per questa sua “verve”. Bellissima bottiglia.

Montevertine 2001

Anche in questo caso il colore è di tonalità granato abbastanza velato. Il naso riconduce a sfumature di muschio, terra bagnata, bacche nere, kirsch e speziate. La bocca mostra un attacco più largo e denso del precedente ma si spegne nel suo percorso lasciando una sensazione di astringenza non ben sostenuta dalla materia. Il vino ci abbandona un po’ presto con una sensazione calorica evidente.

Montevertine 2004

Il colore lascia poche tracce d’evoluzione segno che il vino si sta ben preservando. L’olfatto lascia una sensazione di succosità, un frutto fresco si fa avanti tra note minerali, mentolate e speziate. La bocca dà vigore, la materia è ricca dove si inserisce un tannino fitto ma ancora astringente. Un vino che nasconde ancora gran parte del suo carattere e che deve ancora aprirsi al meglio. La struttura è complessa e costruita attorno a un rigida dorsale. Lunga la persistenza. Aveva ragione Martino nel commento all’annata ” I 2004 a Montevertine saranno sicuramente vini di grande longevità “.

Montevertine 2010 

È il colore più limpido fin qui riscontrato. Il vino è profumato, quasi balsamico. Evidenzia una sensazione di dolcezza dovuta ad un frutto maturo e a sfumature speziate che ricordano il caramello. È carnoso e denso, la texture poggia su un tannino sottile, equilibrio e una bella freschezza; la chiusura è elegante e di bella lunghezza.

La verticale di Le Pergole Torte

” Le Pergole Torte rappresentano il vino più importante della nostra azienda, raccoglie le migliori uve Sangioveto provenienti dalle viene dalle vigne più vecchie. La prima di queste fu impiantata nel 1968 e chiamata appunto Pergole Torte. La prima vendemmia risale al ’76, imbottigliato e commercializzato nel 1977. Dopo le vinificazioni il vino matura per circa 18 mesi in botti di rovere di Slavonia e in seguito per circa 6 mesi in barriques di Allier. “

2° serie: Le Pergole Torte 1992 – 1993 – 1998 – 2000

Le Pergole Torte 1992

” La ’92 è stata un’ annata sfortunata dal punto di vista metereologico, la vendemmia fu interrotta da piogge che andarono avanti per due settimane, rovinando più di metà raccolto. La produzione di Pergole fu quindi minima, anche se di buon livello, non comunque paragonabile alle migliori di quel decennio. ”  È il massimo poter contraddire l’idea su un’annata, in particolare se sottovalutata. Già all’occhio ti stupisce; 22 anni, ma siamo sicuri ? Tonalità e vivacità da campione. Il bouquet è ampio e in continua evoluzione, via via  si susseguono nuance terrose e ferrose, muschio, frutta rossa (!) e nera, liquirizia, tabacco, pepe, cuoio, … L’attacco gustativo è elegante ed equilibrato, la parte centrale della bocca è vivacizzata da una bella energia, da un tannino raffinato e da un frutto rinfrescante. Anche in chiusura nessun cedimento e molto da raccontarci. Magnifico !

Le Pergole Torte 1993

” La ’93 è stata un’ annata piuttosto fredda, i vini hanno impiegato tantissimo tempo ad aprirsi e tuttura gli ultimi assaggi che abbiamo fatto ci hanno mostrato un vino ancora piuttosto duro. ”  Ecco un’altro vino che afferma i magnifici anni ’90 nel Chianti, gli anni che hanno costruito il mito di Le Pergole Torte. Sembra che proprio nelle annate più complicate questo vino riesca a trovare la forza di reagire e smentire chi si è permesso di sminuirlo. Anche in questo caso il colore ci fa ben sperare per il proseguo dell’assaggio. I profumi sono nitidi, un equilibrio che ci affascina. Mostra succo, una bella struttura dove è racchiuso un tannino piuttosto intenso ma non invasivo. Di buona persistenza e qualità gustativa la fase finale.

Le Pergole Torte 1998

Il suo colore è scuro e velato. Dal profilo aromatico emergono sfumature balsamiche, mentolate, ferrose e frutta nera ad alta maturazione. Arieggiato si ripulisce ulteriormente lasciando spazio a note speziate. Gioca sulla progressione e sul vigore dello sviluppo anche se il tannino è ancora un po’ ruvido.

Le Pergole Torte 2000

Onestamente abbiamo capito ben poco di questo vino che gustativamente sembra senza un filo conduttore. Una bottiglia sfortunata o solo il meno in palla questa sera ? Un quesito da risolvere, si accettano consigli.

3° serie: Le Pergole Torte 2009 – 2008 – 2006 – 2001 

Le Pergole Torte 2001 (magnum)

È l’anno del cambiamento, quello dove Martino Manetti succede, dopo la scomparsa, al papà Sergio. L’annata è stata caratterizzata da una grandinata che ha ridotto la produzione ma il buon lavoro svolto in seguito non ha impedito di ottenere un vino di spessore. Bisogna considerare che l’assaggio in magnum rallenta l’evoluzione e l’espressione del vino. Infatti al primo naso si percepiscono lievi sensazioni di riduzione che poi lasciano spazio a più fresche note di frutta rossa, spezie e quella nuance ferrosa che ci riconduce ai ’90. Il vino è intrigante e ricco di sensazioni, magari ancora da armonizzare completamente, ma che non lasciano mai la bocca. Un vino da “dimenticare” in cantina. Un debutto con il botto.

Le Pergole Torte 2006

” I 2006 saranno sicuramente vini di grande longevità “ questa è l’idea di Martino sull’annata. Al naso è stupendo, equilibrato negli aromi, sottile, fresco e minerale. Anche se giovane il vino non perde quella sensazione di piacevolezza e freschezza. è carnoso e pieno di vita. La massa tannica è importante, la qualità è sottile segno di grande sensibilità nell’estrazione. Tensione, equilibrio e sapidità allungano ancor più la persistenza. Una meraviglia ma lasciamogli tempo, se lo merita.

Le Pergole Torte 2008

Una piccola delusione. In questo momento è un vino che non conferma la personalità e la distinzione riscontrata fino ad ora. Naso balsamico, con sfumature di china, frutta nera e una sensazione di dolcezza che lo avvolge. La struttura è ricca e intensa, la dolcezza del frutto e la sua intensa maturazione tolgono brillantezza allo sviluppo del vino.

Pergole Torte 2009 

Presenta una tonalità rubino accompagnata da una bella vivacità. I profumi sono intensi e nitidi, si susseguono note fumé, viola, lampone e spezie. In bocca è ricca e densa, marcata da una maturazione poche volte riscontrata durante la verticale. Il tannino è sottile, il finale ancora da costruire, vedremo che succederà nei prossimi anni.

Conclusione

Le due verticali sono state entusiasmanti e hanno affermato tutto il valore di Montevertine e Le Pergole Torte. Montevertine ha suscitato grande piacere per il rispetto della tradizione. Anche se non denominato come Chianti ha saputo ricordarci i tratti che ci piacciono di questi vini, ovvero il rispetto della tradizione, del lavoro e della terra. Di verticali su Le Pergole Torte il web è ben fornito e oggi comprendiamo il perché. Una notorietà costruita con idee chiare e un duro lavoro tra gli anni ’80 e ’90. Una visione che riflettere le condizioni dell’annata e del territorio che lo genera. Un vino in grado di stupire, in particolare quando è sminuito dalle guide e dai loro guru. Un carattere che ci affascina per le grandi complessità aromatiche e tattili. Solo un dubbio. Nelle ultime due annate degustate sembra scostarsi dalla linea tracciata. Sul piano aromatico mostra aromi meno classici con una maturazione del frutto più spinta e una spinta acida meno incisiva che lo limita nella profondità. Ci chiediamo se queste due annate abbiano al capacita di percorrere i prossimi decenni con lo stesso spirito delle altre. Il quesito è, solo questioni meteorologiche, vini troppo giovani (anche se spesso questo è una scusa per ritardare un giudizio) o … ?

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