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Focus su … Montrachet

Montrachet è senza dubbio il più rinomato vigneto al mondo, già nel XVIII secolo Thomas Jefferson, allora presidente degli Stati Uniti, lo definì uno dei più grandi vini e acquistò 12 ceppi per reimpiantarli in Virginia. Dall’epoca gallo-romana si parla di ”Mons rachicenis” una piccola collina incolta. Nel XIII secolo apparve per la prima volta la definizione di Mont Rachat o Mont Chauve zona rocciosa sulla quale si era formato un sottile strato vegetale, dove solo la coltura della vite poteva dare risultati meravigliosi. In quel periodo furono i monaci dell’abbazia di Mazyère, vicino Beaune, che introdussero la viticoltura in questo appezzamento capace di produrre un secolo più tardi il migliore vino bianco della Borgogna e in seguito dell’intera Francia. Si divide in parti quasi uguali tra i comuni di Puligny-Montrachet (4 ettari) e Chassagne-Montrachet (3.9 ettari), è frazionato in oltre una trentina di parcelle di cui solo due sono superiori all’ettaro. È situato in media collina compreso tra la Rue des Grands Crus e le vigne di Chevalier-Montrachet, ad un’altezza compresa tra i 255 e i 270 metri. Le pendenze non superano il 10%. A Chassagne le vigne sono rivolte leggermente verso sud, mentre quelle di Puligny sono perfettamente esposte a est e guardano sul villaggio. I suoli che ricoprono la roccia calcarea sono molto poveri, costituiti da un sottile strato bruno-calcareo ben drenato.

È frazionato in una trentina di parcelle di cui solo due sono superiori all’ettaro. La più estesa (2.06 ettari) è situata nella parte più a nord, nel comune di Puligny ed è di proprietà dei Marchesi di Laguiche da cui il domaine Joseph Drouhin elabora un’eccellente versione. Qui tutte le parcelle si sviluppano verticalmente e spaziano su tutta l’altezza della collina, sono strisce di vigne che discendono da ovest a est. In questa parte, solo Ramonet e Bouchard sono proprietari vinificatori, le altre famiglie proprietarie cedono le terre in affitto. Su Chassagne-Montrachet le parcelle sono più numerose e posizionate in modo più disordinato. Il domaine Thénard dispone di due parcelle piuttosto estese, il loro totale raggiunge 1.8 ettari. La prima di esse occupa tutta l’altezza della collina mentre la seconda, la più grande, taglia in orizzontale la parte superiore della collina. L’azienda di Jacques Prieur di Meursault è proprietaria di due vigne per una superficie di circa 0.6 ettari. Una confina con le terre di Thénard, l’altra nella parte più alta della denominazione proprio sotto “le Dent du Chien”. A sud, nella parte più bassa della collina, quella che guarda sulla stradina, si situano qualche parcella d’incredibile valore. Da qui nascono le straordinarie versioni di Romanée-Conti, Domaine Leflaive, Comtes Lafond e Jean-Marc Blain. Dall’area superiore, quella situata sotto la zona rocciosa del Dent du Chien traggono i loro vini Marc Colin e Guy Amiot.

I vini di Chassagne sono più opulenti che quelli di Puligny dove guadagnano in eleganza. Da qualsiasi parcella provengano presentano un’elegante mineralità ed opulenza, ricchi in struttura ed equilibrati nell’acidità. È un vino in grado di sopportare lunghissimi invecchiamenti come dimostrato da una degustazione di un Montrachet del 1865 avvenuta a Beaune nell’ottobre 2004.

Superficie: 7.90 ha
Comuni: Puligny e Chassagne-Montrachet
Vino: chardonnay 100%
Bottiglie prodotte: 46'000
Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

1 Commento su Focus su … Montrachet

  1. jolanta gadeikyte // 6 ottobre 2014 alle 23:34 // Rispondi

    Sono andata gli per 5 anni con Grand maestro Marco Bottura!Grazie a lui che oggi bevo queste eccellenze!Per me sono i migliori bianchi al mondo ! Non c’è storia per gli altri !

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