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Ticino, l’annata 2012

Lugano 1 settembre 2014. Ecco di nuovo il “Viso del vino” l’annuale rassegna che ci fa conoscere i vini dell’annata 2012 nel Canton Ticino. La manifestazione organizzata da Ticinowine coinvolge, anche quest’anno, la gran parte delle aziende viticole operanti su suolo cantonale.

Nel corso della stagione viticola è sempre difficile, per il produttore, decifrare quale risultato darà il suo lavoro e quale carattere sapranno sviluppare i vini. Da noi oramai in quasi tutte le annate il livello zuccherino necessario viene raggiunto e spesso largamente superato, non sempre però accompagnato dal raggiungimento dalla maturità fenolica che apporta ai vini struttura, colore e qualità tannica. Senza questo difficilmente si producono vini di spessore che sappiano percorrere il tempo con giusta evoluzione. Lo spirito della manifestazione è proprio quello di delineare alcuni tra i lati più importanti dell’annata presentata, un giudizio non assoluto perché gran parte dei vini più reputati sono ancora in attesa dell’imbottigliamento definitivo e quindi imbottigliati appositamente per l’occasione.

In modo generale dalle degustazioni è emersa l’omogeneità e la qualità d’insieme dei prodotti, vini che salvaguardano, al momento, un aspetto floreale che ben rinfresca la fase olfattiva con un frutto che preserva la sua integrità, sminuendo quella sensazione di surmaturazione spesso percepita. Gran parte dei vini testati raggiungono un buon equilibrio, tannini maturi, di grana sottile e ben integrati nella struttura generale. Vini che sanno affermarsi con vigoria e freschezza. Al momento sorprende in taluni, anche tra i più lenti nell’evolversi, una piacevole sensazione di apertura del vino. Il 2012 è un’annata che fa ben sperare e che prospetta un’evoluzione positiva dei vini. Si può azzardare una certa somiglianza con la 2010.

Appunti di degustazione

Ecco a margine qualche nota di degustazione che sintetizza il carattere dei vini anche se la buona omogeneità riscontrata rischia di rendere alcune descrizioni un po’ ripetitive. I vini non citati sono assenti non per una mancanza di qualità ma bensì per la nostra incapacità nel degustare più di un certo numero di vini.

Daniel Huber a Monteggio – Costera Riserva sostituisce il Rebhus con un assemblaggio tra Merlot (80%) Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Petit Verdot e Carminoir. Un vino in stile bordolese che in questo momento rimarca l’affinamento in botte. Ha una struttura decisa ed intensa, è ricco di sensazioni gustative ancora da amalgamare. Un vino cha avrà tutto il tempo per soddisfarci appieno. Montagna Magica sembra, contrariamente alle abitudini, già ben aperto. Fresco nel profilo aromatico e gustativo, è balsamico, tonico e vellutato. Entrambi sono campioni non ancora imbottigliati.

Montagna Magica

Fawino a Mendrisio – Questa dinamica azienda viticola concentra la passione di Simone Favini e Claudio Widmer. I due prediligono la finezza e la piacevolezza come conferma Meride che poggia su una struttura vellutata. Musa (ex Temporive) è un vino che nasconde maggiori complessità, la forma è slanciata e il gusto sapido. Un vino che ha bisogno di respirare. Bravi !

Gialdi & Brivio a Mendrisio – Fredy De Martin è l’artefice dei vini delle due aziende, un enologo che dopo oltre una decina d’anni in Ticino ha raggiunto grandi riconoscimenti. Un’esperienza che lo ha portato ad interpretare con ugual bravura sia i territori del Mendrisiotto che quelli dell’alto Ticino. Arzo è un vino di recente costituzione, uno dei pochi prodotti nel sud del Cantone dall’azienda Gialdi. Mostra ricchezza di materia e inondato da un tannino fitto e maturo. Limate alcune asperità ci piacerà ancor di più. Sassi Grossi si conferma come un vino di un solido carattere derivante da quasi trenta vendemmie. Uscito dai confini nazionali ed apprezzato in modo particolare dagli amici in Borgogna. Anche in quest’occasione non manca di rilevare un’impronta minerale, succo, un tannino raffinato, energia e lunghezza. Riflessi d’Epoca, prodotto sotto l’etichetta Brivio Vini, è secondo noi il migliore delle ultime annate. Un vino che soffre molto meno l’affinamento in legno liberando freschi aromi floreali e fruttati. L’attacco gustativo è satinato mentre il suo sviluppo tonico e persistente. Questo carattere è ben percepibile anche nel Platinum, meno opulento e potente che in altre annate, gioca sull’eleganza e l’equilibrio con un fresco finale a distinguerlo.

Mauro Ortelli a Corteglia – Da anni Mauro Ortelli fa le cose per bene, il suo Novi dal Drumpa è sempre gentile, dotato di grande bevibilità, di un tannino leggero e patinato. Mai troppo esagerato nella struttura lascia la bocca con una fresca persistenza.

Novi dal Drumpa

Cantina Monti a Cademario – Malcantone Rosso dei Ronchi, assemblaggio di Merlot (80%), Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Diolinoir, si propone con una ricca avvolgenza, un vino carnoso ben equilibrato da una viva acidità. La struttura è levigata e rilascia un’elegante sensazione aromatica. Canto della Terra, una meraviglia. Potente e raffinato allo stesso tempo, con una persistenza gustativa infinita. Sarà pure un vino moderno ma che classe.

Azienda Mondò a Sementina – Anche quest’anno il Ronco dei Ciliegi di Giorgio Rossi gioca sulla finezza e sulla leggerezza di una struttura fresca e dal tannino sottile. Un vino che risulta nel pieno stile di quest’annata e che piace, non per la sua imponenza, bensì per la sua piacevole bevibilità.

Azienda Pizzorin a Sementina – Giancarlo Pestoni ritarda di parecchio l’imbottigliamento del Pizzorin. Il campione degustato rileva, grazie a sfumature floreali, sensazioni di freschezza. La bocca ha tensione e finezza su una  piacevole persistenza fruttata.

Rovio Vini a Rivio – Gianfranco Chiesa ci stupisce con la semplicità. Merlot Rovio (vinificato esclusivamente in acciaio) è delicato, fresco ed equilibrato senza però mancare di corpo. Sicuramente uno dei migliori in questa categoria. Sullo stesso registro il Rovio Riserva ma con maggiore struttura. complessità e lunghezza. San Giorgio, proviene dall’omonimo monte riconosciuto come patrimonio mondiale dell’Unesco. Un vino che simboleggia al meglio questo territorio evidenziando un carattere slanciato, elegante e salato.

San Matteo a Cagiallo – Con le nuove vinificazioni attribuite a Sacha Pelossi la Riserva del Ronco cambia stile. Più succoso, vigoroso e pieno di vita rispetto alla mano femminile di Nicoletta Cattaneo. Molto buono.

Riserva del Ronco

Sacha Pelossi a Pazzallo – Riva del Tasso mostra forza e vigore, il suo sviluppo è una progressione di sensazioni inglobate in una fresca struttura. Un vino con una bella lunghezza, chiude su persistenti ritorni di frutta rossa, speziati e sapidi. Lamone propone una ricca materia ben equilibrata da una viva tensione. Un tannino fitto e di fine tessitura contribuisce a dare complessità ed incisività alla fase degustativa. Pure in chiusura ci soddisfa appieno. Complimenti per il lavoro svolto.

Christian Zündel a Beride – Christian Zündel le ha provate tutte nel decennio scorso, cambiamenti che gli hanno permesso di trovare la sua giusta strada. Oggi ha scelto di adottare metodi che privilegiano la vigna, lavori che seguono i concetti della coltura biodinamica (uno dei rari in Ticino) eseguendo con pochi interventi durante le vinificazioni. Per capirci, ci piace definirlo “il più borgognone dei nostri produttori”. Terraferma è un vino che privilegia il piacere di stappare una buona bottiglia. Fruttato, equilibrato e sapido. Orizzonte per contro possiede bellissime complessità, una texture sottile e grande dinamismo.

Orizzonte

Cantina Settemaggio a Monte Carasso – Anche quest’anno Vindala conferma ogni bene. È forse il vino degustato più chiuso e immaturo ma cela importanti complessità. Il blend tra Merlot (gran parte appassito) e Marselan costituisce oramai il giusto equilibrio tra la concentrazione apportata dal primo e l’intensità tannica e l’acidità che la sostiene del secondo. Un vino che trova la forza per distendersi sul finale.

Cantina Barbengo a Barbengo – Qui gli amici Anna Barbara von der Crone e Paolo Visini stanno svolgendo un gran lavoro. I loro vini dimostrano sempre più carattere all’immagine della finezza e all’equilibrio di Scala, alla dirompente energia e alle complessità di Balin, uno dei nostri Merlot preferiti degli ultimi anni. Il campione dalla botte di Irto mostra per contro tanta forza, ha qualche angolo da smussare ma pure tanta personalità. Un gran bel bere !

Cantina Trapletti a Coldrerio – Enrico Trapletti è un uomo dalle mille risorse e sempre attivo nello sviluppare nuove idee. Nel decennio scorso è stato in Ticino uno dei primi ad introdurre la tecnica della concentrazione delle uve in pianta, in modo da aumentare la percentuale zuccherina negli acini. Questa tecnica è stata seguita da molti viticoltori convinti che fosse il segreto per apportare struttura ai propri vini, senza tener conto che non tutti i vini hanno il carattere per supportare tale aumento alcolico sconfinando in aromi di surmaturazione che tolgono freschezza al vino. Un “creativo” sa sempre aggiornarsi. Quando ha capito questo, Enrico ha saputo modificare il proprio lavoro, da questo momento il Culdrée ha guadagnato in eleganza, equilibrio e classe diventando con il Sassi Grossi uno dei preferiti durante le nostre degustazioni in Borgogna. L’annata 2012 appena degustata risalta questo carattere poggiando su una bella energia e un tannino maturo.

La manifestazione ha pure proposto un comparto viticolo in ulteriore evoluzione, quindi non fermo al Merlot ma alla ricerca di vitigni che diano un valido sostegno. Oltre al Gameret, Diolinoir, Arinarnoa, Marselan, … oggi sono usati sempre più varietà interspecifiche nate da innesti tra diversi vitigni e capaci di ovviare alle difficoltà climatiche delle nostre regioni. Sono uve particolarmente resistenti alle malattie che si adattano bene anche ai metodi non invasivi della coltura biologica.

Non da ultimo bisogna pur dire che qualche assaggio ha lasciato dei dubbi, alcuni vini sono risultati poco piacevoli, altri con già delle note ossidative (ed è un caso che in questi vini il produttore ci confidava di aver voluto abbassare il quantitativo di anidride solforosa …?), in un paio di casi anche con sentori di brettanomiceti (confermatoci anche da chi ne sa più di noi…).

A margine dell’evento, in una sala apposita, è stata data la possibilità di degustare qualche 2011 non presentato nell’edizione precedente. Diversi vini hanno lasciato l’impressione di uno stato evolutivo già avanzato rispetto alle attese, segno di poca predisposizione all’invecchiamento ? Beh dobbiamo sinceramente affermare che un qualche dubbio ce l’abbiamo, saranno in ogni caso vini da “tenere sott’occhio”, e alla luce di questi assaggi anche tutta l’annata 2011. Uno stato che va ulteriormente a favore del 2012 ? Affaire à suivre…!

Informazioni su Stefano & Giorgio ()
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

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