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#Focus…: La Syrah del Vallese

Alcuni anni fa avevamo proposto una serata di confronto sulle Syrah del Rodano, in particolare tra quelle di Cornas, Côte-Rôtie e vallesane. In quell’occasione i vini svizzeri si sono difesi alla grande mostrando una vera personalità. Gli anni successivi sono serviti a trovare conferme sulla loro progressione qualitativa. In questa occasione tocca agli appassionati del “Club” toccare con mano il livello raggiunto.

Si sprecano le leggende sulla Syrah. Si pensava che i romani l’avessero introdotta dalla città di Siracusa o che il vitigno fu portato dai crociati di ritorno dalle guerre sante dalla città di Shiraz in Persia. Più recentemente nuove ricerche sul DNA ci riconducono ad un incrocio tra la Mondeuse blanche e noir, la Durezza o il Viognier. Dunque si pensa che sia nato proprio sui pendii della Côte-Rôtie nel primo secolo dopo Cristo. Raggiunge la giusta maturazione tra il 10 di settembre e la prima metà d’ottobre a seconda delle zone e delle annate, ama situazioni climatiche calde ed asciutte. In Vallese, la Syrah è arrivata molto più tardi, fu introdotta da Henri Wuilloud nel 1926 dove ha conosciuto un rapido e continuo sviluppo. Sui pendii della sponda destra del Rodano che portano da Leuk a Martigny trova le condizioni climatiche necessarie per svilupparsi alla perfezione. Di maturazione tardiva ama infatti colline ben soleggiate dove i propri acini possono maturare lentamente. Si esprime magnificamente nel territorio di Chamoson dove le migliori espressioni possono fregiarsi della denominazione Grand Cru. Ancora oggi la sua coltivazione è ridotta, non supera infatti i 150 ettari.

La degustazione

Per poter capire il carattere delle annate la selezione dei vini è stata divisa tra 2011 e 2012, comprendendo quasi tutti i produttori più rappresentativi. I vini sono stati degustati rigorosamente coperti per non farsi influenzare dalle etichette.

Le Syrah 2011

  1. Una bottiglia che non soddisfa pienamente anche se il vino mostra una sottile e meticolosa estrazione. Gli aromi sono di lampone, fragola, floreali e speziati. S’intravvede la sensibilità di un produttore che probabilmente abbiamo riconosciuto anche se sul finale il vino perde perde consistenza. Lascia qualche dubbio sull’effetto del tappo. Domaine des Muses – Syrah Riserve 2011 (fr. 42.00)
  2. Immediatamente mostra complessità non indifferenti anche se svela il proprio carattere lentamente e solo con il passare del tempo. In bocca è dinamico ed equilibrato, poggia su una bella struttura dove interviene un tannino sottile e maturo. Anche il finale mantiene una bellissima caratura. Non perde mai la propria identità neanche con il passare della serata. Philippe Darioli – Syrah 2011 (fr. 36.00).
  3. Questa bottiglia non lascia piacevoli ricordi, con una sensazione di riduzione che non vuole lasciare il bicchiere (solo riduzione ?). Anche al gusto sembra scivolare via senza particolari sussulti, lo squilibrio tra le componenti è evidente. Thierry Constantin – Syrah L’Odalisque 2011 (27.00). Conoscendo la maestria di Thierry ci rifiutiamo di accettare questo risultato. La fortuna di poter stappare una seconda bottiglia ci riporta a ben altri livelli, sono evidenziati una fresca definizione aromatica, una struttura succosa, equilibrata e un tannino levigato. Buona la seconda !
  4. Al primo naso rimarca la dolcezza del frutto e fini sfumature derivanti l’affinamento in legno. Poi gli aromi si fanno più limpidi, frutti di bosco, erbe aromatiche e speziati. Al gusto è tonico, di buon equilibrio e con un piacevole allungo. Cede leggermente in chiusura. Benôit Dorsaz – Syrah Quintessence 2011 (fr. 36.00).
  5. L’ultimo sorso della serie 2011 è un vino ambizioso, ricco e denso già nei profumi. La bocca è carnosa, generosa e sferica. La struttura racchiude un tannino compatto e intenso, allo stesso tempo sottile. Ha equilibrio e un finale lungo con ritorni di qualità, speziati e fruttati. Un’eccellenza che testimonia il grande legame della Syrah con questa parte del Rodano. Histoire d’Enfer – Syrah Enfer de la Patience 2011 (fr. 56.00).

Le Syrah 2012

  1. Immediatamente ci siamo accorti di avere nel bicchiere un vino fuori categoria che sa mostrare anche in gioventù tutta la propria classe. Limpido, fresco complesso nei profumi. Un vino che si libera con grazia e un’armonia sostenuta da una viva energia. Lunghissima la persistenza aromatica. Quasi scontato il riconoscimento. Simon Maye – Syrah de Chamoson Vieilles Vignes 2012 (fr. 47.00).
  2. I suoi profumi faticano a svilupparsi ma fanno intendere struttura e densità. La bocca è austera e massiccia. Anche se contratto e con poca voglia di lasciarsi andare lascia intendere complessità da svelare nel tempo. Denis Mercier – Syrah 2012 (fr. 60.00)
  3. Un assaggio tutto in evoluzione, dapprima compatto e astringente, quasi rude. Con il passare del tempo evolve con vigore e forza mostrando una forte personalità, ma … tempo al tempo. Cornulus – Syrah Chamaray Antica 2012 (52.00).
  4. Un vino che fa dell’eleganza il suo spirito, sia sul piano aromatico che gustativo. I profumi sono fumé, speziati e di frutti selvatici. Ha spessore, è equilibrato e la grana del tannino sottile, è tenuto vivo da una bella tensione e una lunga persistenza. Molto buono. Christophe Abbet – Syrah 2012 (fr. 29.00)
  5. Anche questo vino conferma l’interazione tra la Syrah ed il territorio vallesano. Si distingue per un’intensa espressione aromatica. L’attacco gustativo è carnoso e sferico, è tenuto in equilibrio da un tannino maturo e da una piacevole freschezza. Completo anche in chiusura dove si nota una piacevole salinità. Piaciuto molto ai partecipanti. Maurice Zufferey – Syrah Maison Rouge 2012 (fr. 26.00).
  6. Ecco la nota dolente della degustazione un vino poco invitante e grossolano sul piano aromatico, tanto da non meritare ulteriori commenti. Speriamo solo che sia una bottiglia storta ! Didier Joris – Syrah Osami 2012 (fr. 46.00).
  7. Se ci fosse bisogno ecco un’altra conferma sulla validità di questi vini. Forse il più speziato, è equilibrato, pieno di tensione e vellutato. Chiude molto persistente su ritorni salini. Molto buono. Claudy Clavien – Syrah Encre de Terre 2012 (fr. 38.00).

Conclusione

La degustazione ha confermato quanto di buono è stato fatto in Vallese con questo vitigno. In generale i vini degustati hanno soddisfatto le nostre aspettative, sul gradino più alto del podio sicuramente è stato occupato da Simon Maye con le Vieilles Vignes di Chamoson, ma a contorno una nutrita schiera di bottiglie. Due parole sulle annate. Interpretando la performance dei vini intendiamo un 2012 più omogeneo e strutturato mentre i 2011 sembrano soffrire un andamento discontinuo dove non tutti hanno saputo elevarsi su alti standard.

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Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

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