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Verticale: Montevetrano di Silvia Imparato

L’azienda Montevetrano di Silvia Imparato è situata nel comune di San Cipriano Picentino a pochi chilometri da Salerno. In passato la tenuta fu una proprietà dei Borboni e acquisita dai “nonni Imparato” negli anni ’40 per essere trasformata ad azienda agricola. A quei tempi si produceva frutta, nocciole, vino ed olio ad uso personale. Le prime sperimentazioni viticole del nuovo corso risalgono al 1985 con gli impianti di Cabernet sauvignon, Merlot e Aglianico. Una nuova sfida che Silvia Imparato accetta con entusiasmo e anticipando di qualche anno il fenomeno dei vitigni tradizionali campani. Nel 1991 sono prodotte le prime rare bottiglie di Montevetrano, vini non commercializzati e formati da un assemblaggio di Cabernet sauvignon (70%) e Aglianico. Il risultato è incoraggiante e va ben oltre le aspettative, così dal 1993 il Montevetrano diventa il solo portabandiera di questo territorio. Sotto l’attenta guida di Riccardo Cottarella il blend composto da Cabernet sauvignon (70%), Merlot (30%) e Aglianico (10%) comincia a ritagliarsi un proprio spazio. Non più una sfida ma un valore sicuro dell’enologia campana. Il complesso aziendale si estende in zona collinare nel Parco Regionale dei Monti Picentini, l’altitudine delle vigne è di poco superiore i 100 metri sul livello del mare; l’esposizione è verso sud-ovest. L’azienda non ha mai perso una sobria identità, ancor oggi la superficie viticola non supera i 6 ettari con una produzione stabilizzata verso le 30’000 bottiglie. Caratteristiche imprescindibili per conservare un’attenta ed elevata qualità dei dettagli.

L’assemblaggio di tipo bordolese è prodotto in modo moderno. I vini sono fermentati e macerarti in tini d’acciaio per circa 20 giorni e in seguito elevati in barrique di rovere francese per un periodo variante tra gli 8 e i 12 mesi. Solo a partire dal 2011 al Montevetrano è stato accostato il Core un Aglianico in purezza che ha aspirazioni è che punta ad ulteriori miglioramenti con il passare degli anni.

LA VERTICALE

2010 – 2009 – 2008

Sono diverse le caratteristiche che accomunano i vini, in particolare una decisa impronta minerale (sensazione ben percepita durante tutta la degustazione) e un’alta qualità aromatica. La veste di questa terna non evidenzia sostanziali differenze, di colore rubino brillante. Montevetrano 2010 si mostra immediatamente invitante con una sottile e fresca nota fruttata, erbe aromatiche (menta) e floreale. Si mantiene vivo e teso su una texture raffinata. Il sito web aziendale non specifica in modo preciso ma sembra che le percentuali del blend di quest’annata siano diverse, Cabernet sauvignon 50%, Aglianico 30% e Merlot 20%. Montevetrano 2009 si contrappone per la solarità. Gia al naso si percepiscono calde e dolci note fruttate, di graffite e affumicate. Un vino che si conferma potente e largo ma che pecca di vivacità in chiusura. La verve e le complessità di Montevetrano 2008 introducono una bellissima bottiglia. Profumato, quasi balsamico, rilascia ricordi speziati, di liquirizia, frutta matura e tabacco. Succoso, si snoda con energia e struttura, mostra un tannino molto elegante ma che lascia una sottile traccia astringente. Il finale si ricorda per un carattere salino. Bellissima bottiglia con molto da dire nel prossimo futuro.

2007 – 2006 – 2005

Una serie dal colore profondo ed intenso, in tutti l’impronta minerale è ben distinta. Montevetrano 2007 emana profumi piuttosto eterei e alcolici la loro qualità in questo caso non ci soddisfa molto. Un vino che manca di corpo non riuscendo ad equilibrare le sensazioni acide, tanniche ed alcoliche. Sembra di percepire molti eccessi e poca armonia. Montevetrano 2006 ci lascia perplessi, con un tannino acerbo e asciutto che lascia in bocca una sensazione di disidratazione e di secchezza che disturba e che conferisce al finale una nota amara poco piacevole. Solo una bottiglia sfortunata ? Poco importa ci rifacciamo velocemente con Montevetrano 2005. Grande bottiglia questa. Ha personalità da vendere, concentrazione, equilibrio e vigore. Lo spessore del vino è evidente sostenuto da tanto dinamismo, da un tannino maturo e da una lunga persistenza. Che complessità.

2004 – 1999 – 1998

Impossibile non notare lo stacco tra il 2004 e i due vini degli anni ’90, sia visivamente che all’olfatto e al gusto. Sono passiti solo 5-6 anni tra il 2004 e gli altri due vini ma sembrerebbe molto di più. Montevetrano 2004 continua sullo stile dei vini fin qui degustati, limpido e concentrato nel colore e minerale al naso. Sorprende per una certa virilità, ha succo, freschezza e vigore tannico. Non sarà mai un gran signore ma piace per l’autenticità. Perde però intensità nel bicchiere con il passare del tempo. Il colore degli ultimi due è per contro torbido e di tonalità molto evoluta. Montevetrano 1999, a parte un naso con un evidente spunto acetico, sembra star meglio in bocca. Un’espressione dove si può ancora trovare qualche lato positivo. Montevetrano 1998 trova ancora una dimensione di piacere. Certo è evoluto ma il sostegno della struttura del vino tiene in equilibrio l’acidità esprimendo una buona tenuta e presenza gustativa. Peccato in questi casi non aver a disposizione un’ulteriore bottiglia per aver maggiori conferme sullo stato evolutivo del vino.

Conclusione: Verticale molto interessante e riuscitissima a conferma del valore di questo “bordolese di Campania”. Gli assaggi hanno saputo affermare un vino sicuramente moderno ma capace anche di imprimere un’impronta territoriale e stagionale.

Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

1 Commento su Verticale: Montevetrano di Silvia Imparato

  1. Grazie Giorgio e Stefano per aver organizzato questa degustazione dalla quale, da neofita, ho imparato parecchie cose.

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  1. Le verticali del Club: Dézaley Medinette di Louis Bovard | NonSoloDiVino

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