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Verticale: Dézaley Medinette di Louis Bovard

La denominazione Dézaley sfrutta le zone più belle e pregiate della Côte de Lavaux, un’area protetta come patrimonio dell’UNESCO e considerata in assoluto tra le più belle della Svizzera e non solo. Lavaux è compresa tra Montreux e Losanna. Le vigne terrazzate di Dézaley si dividono con quelle di Epesses, Calamain e Saint Saphorin le soleggiate e ripide sponde che scendono a picco sulle acque del Lago Lemano. Sono circa 53 ettari di vigne sostenute da muretti in pietra interamente situai nel comune di Puidoux dove regna lo Chasselas, coltivato sul 90% delle denominazione. L’esposizione a sud e l’effetto dato dalle acque del lago creano un particolare microclima. In queste condizioni Louis Bovard produce Medinette uno dei vini simbolo della denominazione e dell’intera viticoltura elvetica. Louis Bovard dopo gli studi in legge ed economia nel 1983 prende la testa dell’azienda di famiglia con lo spirito di conservare la tradizione ed interagire con il territorio attraverso vari vitigni ma in particolare con lo Chasselas.

Medinette proviene da 4 ettari di vigne terrazzate con pendenze fino al 50% dove le lavorazioni possono essere esclusivamente manuali. Le rocce che compongono il sotto suolo di questa zona si sono formate con l’erosione del massiccio alpino, mentre i suoli sono ricchi di sedimenti argillo-calcarei e di ciottoli. Sono situati ad un’altitudine compresa tra i 380 e i 500 metri; la loro età è di 30 anni. Lo Chasselas Roux coltivato sul 70% della superficie di Louis Bovard è una sotto specie del generico Chasselas molto in uso da queste parti e ritenuto una varietà autoctona. Questo bianco ha elevate ambizioni, fatto per sviluppare ampie complessità con il passare degli anni. Subisce le due fermentazioni (malolattica compresa) in contenitori inox e una maturazione in grandi botti di rovere sui lieviti fini. Il tema dell’etichetta fu creato nel 1905 e rappresenta Bacco, dio delle vigne e del vino, con una bottiglia di Medinette in mano.

Louis-Philippe-Bovard

Louis-Philippe Bovard (foto VinsConfédérés)

La verticale

DEZALEY “MEDINETTE” 2012

L’origine del vino è ben percepibile nella sua espressione. Le rocce di Dézaley danno nitidi e intriganti profumi e intriganti, riconoscono sfumature speziate e fumé. La bocca è ampia, cremosa e fruttata, sempre con un ideale equilibrio. Anche al gusto il deciso carattere minerale afferma la relazione con il territorio.

DEZALEY “MEDINETTE” 2010

Stupisce trovare uno Chasselas così giovane dopo cinque anni e questo ci fa ben sperare per il proseguo della degustazione. Immediatamente si percepiscono note minerali, floreali e aromatiche espresse con tanta freschezza e delicatezza. Bocca di grande eleganza, purezza e tensione. L’equilibrio tra le parti esalta la raffinatezza del vino e la precisione di un finale salino.  Un vino sicuramente da conservare.

DEZALEY “MEDINETTE” 2008

Solo due anni di differenza con il vino precedente ma che diversità d’espressione, si intuiscono complessità più avanzate. Il colore mostra tracce tendenti all’oro. Più profumato rilascia sensazioni fumé, pietra scalfita, fiori e frutta gialla, miele, … L’attacco gustativo è rimarcato dalla grassezza e dalla dolcezza de frutto, ma ha capacità di distendersi in lunghezza con leggerezza ed energia. Chiude con sfumature ferrose e minerali. Piace molto.

A questo punto sorge una domanda, troppo poco evoluto il 2010 o evoluto in maniera precoce il 2008 ? Anche se ripetiamo che ci è piaciuto molto. La risposta sarà data dal seguito della degustazione.

DEZALEY “MEDINETTE” 2006

Un vino di incredibili prospettive. Il colore è lucente e di perfetta tenuta. Ha struttura, eleganza e maturità, l’acidità aiuta a dare vivacità e freschezza. Sul finale mostra un carattere camaleontico e dalle mille sfaccettature, ogni sensazione è presentata in modo armonico e con un timbro agro-dolce. Splendida bottiglia che sicuramente non ci mette fretta.

DEZALEY “MEDINETTE” 2005

Meno espansivo del precedente, qui le sfumature minerali intervengono con intensità rendendolo un po’ monocorde. Al gusto è potente e austero ma sicuramente meno brillante sul finale caratterizzato da ritorni saporiti. Un dubbio si pone, e se questa dimostrazione fosse derivata da una fase di riduzione ? Visto il carattere di Medinette questo non ci sorprenderebbe.

DEZALEY “MEDINETTE” 2002

Un vino molto raffinato con una capacità d’espressione stupefacente. Sia nel colore che nella purezza aromatica. Elegante e sottile dove l’energia fa vibrare il palato. Il finale richiama fini sensazioni di pesca, fiori gialli e gessose. Uno spettacolo.

DEZALEY “MEDINETTE” 2001

Forse il meno piacevole su piano aromatico, dove sfumature torbate, fumé e di gomma bruciata tolgono finezza. Anche al gusto non ci convince pienamente, risulta potente e denso, rilasciando in finale di bocca una sensazione calorica evidente.

DEZALEY “MEDINETTE” 2000

Si veste di una tonalità dorata, i profumi sono complessi e vanno dal malto ai frutti esotici, dal miele agli agrumi. Un vino superbo, tutto in equilibrio e finezza. Un vino di gran classe e di lunga persistenza aromatica che mostra anche grande dinamismo. Gran vino.

DEZALEY “MEDINETTE” 1999

Un vino dal colore inimmaginabile per la sua età non elegantissimo al naso (fumé, caoutchouc …). Si mantiene meglio al gusto, è snello e non di eccessiva struttura ma si mantiene in equilibrio e ben sostenuto dalla freschezza. Sempre buono il finale. Vino che si preserva bene anche se probabilmente frutto di un’annata così, così.

DEZALEY “MEDINETTE” 1998

Tappoooo ! Un vero peccato che ci ha privato di altre emozioni.

DEZALEY “MEDINETTE” 1994

Il grande valore di “Medinette” si riassume in questo ’94. Il colore ci sorprende una volta di più con una limpida tonalità dorata. Naso puro e complesso con sfumature minerali, di caffè, tabacco e una miscela di spezie. Un vino che si comporta alla grande, non di struttura imponente ma delicato, vivo e saporito che lascia in bocca emozionanti sensazioni. Forse non raffinato come le annate più recenti ma sempre in splendida forma.

Conclusione: che dire di questo vino ? Sicuramente che ci ha lasciato esterrefatti e che conferma la capacità di alcuni bianchi svizzeri di evolvere in continuazione per vari decenni. Abbiamo avuto un’ulteriore conferma che lo Chasselas nelle terre di Lavaux sa esprimere l’originale valore del territorio.

HOPP SUISSE !

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Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

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  1. Dézaley Clos des Abbayes 1982 | NonSoloDiVino

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