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Dézaley Clos des Abbayes 1982

A margine della bellissima degustazione verticale di Dézaley Medinette di Louis Bovard la curiosità ci ha portato oltre, degustando questo Chasselas classe ’82. Sfogliando il catalogo del fornitore per l’organizzazione della verticale ci ha colpito la vasta scelta di vecchi millesimi riferiti alla denominazione Dézaley, una lista che ci ha portato fino agli anni ’80, ’70 e ’60. Sicuri di potere stupire i nostri ospiti la scelta è caduta su un “Clos des Abbayes 1982”, perché non conoscendo la capacità di longevità di questi Chasselas non ci siamo fidati ad andare oltre.

Ma perché proprio il “Clos des Abbayes” ?

In modo particolare perché queste vigne rivestono un’importanza storica fondamentale per Lavaux. Dézaley è la denominazione faro di questa magnifica area viticola vodese riconosciuta come patrimonio mondiale dall’UNESCO. Una zona soleggiata, costituita da terrazze in pietra che sostengono le ripide sponde del lago Lemano tra Montreux e Losanna.

A destra lo stabilimento di Clos des Moines, in basso a sinistra quello di Clos des Abbayes (foto VinsConfédérés)

Clos des Abbayes, fu la prima vigna coltivata da queste parti nacque dal lavoro dei monaci cistercensi dell’abbazia di Montheron che ereditarono queste terre nel 1142 dal vescovo di Losanna. Occupa 4.7 ettari a un tiro di sasso dal vicino Clos des Moines, un’altra zona con le stesse origini monastiche. Nel 1536 i beni della chiesa e con loro il Clos des Abbayes (allora chiamato Dézaley de Montherons) furono acquisite dalla città di Losanna. Tra il 16 e il 18 secolo furono costruite le cantine e gli stabili che ospitavano i vignaioli, rinnovati poi nel 1935. Ancora oggi la città è proprietaria di 33 ettari di vigna suddivisi tra 5 aziende, gestite da capaci vignaioli con lo scopo di preservarne il patrimonio culturale e storico. Aziende che fanno di Losanna il più importante proprietario viticolo pubblico elvetico.

La bottiglia è stata degustata alla cieca in coda alle splendide bottiglie di Medinette, fu annunciato esclusivamente che si trattava di uno Chasselas di Dézaley. L’obiettivo era quello di capire in grandi linee quale fosse la sua età. È stato veramente difficile perché il vino ha tratto in inganno tutti i partecipanti. Il suo splendido colore e la luminosità, la freschezza dei profumi e la vibrante ed equilibrata performance gustativa non hanno permesso di identificare un vino di oltre trent’anni. È bastato osservare i partecipanti per leggere sui loro visi lo stupore. Un momento veramente emozionante.

HOPP SUISSE !

Informazioni su Stefano & Giorgio ()
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

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