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La verticale: Meursault La Goutte d’Or di Buisson-Charles

In coincidenza con la visita di Patrick e Louis Essa venuti in Ticino per presentare agli amici di NonSoloDiVino i vini del Domaine Buisson-Charles ecco un ennesimo regalo nei nostri confronti. La verticale “storica”, di Meursault La Goutte d’Or. Una degustazione finora mai presentata e che testimonia la generosità e l’amicizia delle famiglie Essa e Buisson verso di noi rendendoci orgogliosissimi di questa opportunità. Una degustazione che ha toccato alti risvolti emozionali, non solo per la capacità espressiva dei vini ma in particolare per la capacità di trasportarci a fianco delle persone, che con il loro lavoro hanno contribuito a rendere magica la serata. Una lunga serie di assaggi (17 annate) che ci ha permesso di ripercorrere la storia dell’azienda dagli anni ’60 ad oggi, riportandoci a ritroso nel tempo.

Michel Buisson vinificò per la prima volta queste uve nel 1955, una bottiglia stappata ancora di recente per festeggiare il suo ottantesimo compleanno ha denotato una invidiabile tenuta nel tempo, un vino che ha risvegliato antiche sensazioni. La vigna della famiglia Buisson a quei tempi aveva una densità d’impianto di oltre 13’000 ceppi per ettaro e datava 1884 ma che fu poi sostituita e reimpiantata alla fine degli anni ’60. Il vino prodotto da Michel lasciava trasparire tutta la classicità dei vini di Meursault, che si concedevano con difficoltà ma che con il passare dei decenni sapevano evolversi con continuità. L’arrivo in azienda del genero Patrick Essa ha portato nuove idee e sicuramente la Goutte d’Or ne ha tratto ulteriore giovamento. Niente di stravolgente ma concetti che hanno portato la loro versione al top della denominazione.

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Il fondatore dell’azienda Michel Buisson

Meursault 1er cru La Goutte d’Or non gode certo della stessa rinomanza attribuita a Les Perrières, Les Genevrières o Les Charmes, nomi che solleticano molto gli appassionati dei vini di Meursault. Ridurre però a sole poche denominazioni questo grande territorio dedito allo chardonnay è commettere un grave errore. Anche se mediaticamente ha goduto di maggiore visibilità in questi ultimi anni grazie alla cuvée vinificata da madame Bize-Leroy (Domaine D’Auvenay) rimane un cru tutto da scoprire. È il più a nord dei premier cru di questo settore, localizzato nella fascia collinare che guarda sull’abitato di Meursault, 5 ettari totali ben esposti verso est. Una area selvaggia circondata da muretti e arbusti, sovrastata da una zona boschiva. Ha una forma rettangolare quasi perfetta e vanta condizioni piuttosto omogenee che conferiscono ai vini una precisa identità. La vigna è posizionata su una zona rocciosa e influenzata dalle condizioni climatiche dettate dalla vicina vallata di Auxey da dove discendono fresche correnti. La produzione annua, in condizioni stagionali normali, si aggira attorno alle 60’000 bottiglie. Una denominazione che compare anche sulle etichette di Comtes Lafon, Buisson-Battault, François Mikulski, Arnaud Ente, Pierre Morey, Vincent Bouzereau, Henri Darnat, François Gaunoux, Jean-Michel Gaunoux, …

Patrick Essa e Catherine Essa-Buisson

I nuovi gerenti Patrick Essa e la moglie Catherine “Kate” Buisson 

È in particolare grazie alla Goutte d’Or che in questi ultimi anni l’azienda Buisson-Charles ha saputo issarsi tra i migliori produttori comunali. La loro vigna copre 0.26 ettari situati proprio nel centro dell’appellation. I filari corrono dall’alto al basso perfettamente esposti verso est, beneficiando così dell’insolazione ideale ben al riparo dagli eccessi climatici. In degustazione riassume in modo generale quanto ci si aspetta da un grande territorio e cioè materia, equilibrio, energia e complessità.

La verticale

La degustazione, rigorosamente voluta alla cieca da Patrick ha spaziato su 17 vini prodotti dagli anni ’60 ad oggi che ci permettessero di percorrere e individuare le tre fasi fondamentali che hanno caratterizzato la storia dell’azienda. La prima, per oltre 40 anni, sotto la guida di Michel Buisson. La seconda, dal 2005 al 2010, con la collaborazione tra i due e la terza, dopo il ritiro di Michel, con Patrick in solitaria. Nessun ordine di degustazione era stato previsto lasciando libera interpretazione alle bottiglie presentate coperte.

  1. Il bicchiere rilascia limpide sensazioni di grassezza e concentrazione sostenute da note di frutta bianca e rinfrescate da altre floreali e minerali. La tessitura è magistrale tutta in progressione, un’incisività e un’energia che ci portano lontani nella persistenza gustativa. Qualcuno ipotizza un 2009.  Meursault Goutte d’Or 2011. Perché aprire la degustazione con un 2011 ? Semplice, perché questa rappresenta la prima annata prodotta in solitaria da Patrick.
  2. Il suo colore è di una luccicante tonalità dorata. Al primo naso emergono sfumature di idrocarburi e polvere da sparo. Mancando un po’ di corpo risalta una nota calorica leggermente squilibrata. Il vino si muove con una buona fluidità e una discreta persistenza.  Meursault Goutte d’Or 2000.
  3. Si veste di un colore scarico e luminoso segno della giovanissima età. Gioventù ben percepibile pure al naso dove emergono intense e freschissime sfumature minerali, floreali e fruttate. Un vino sublime per equilibrio, armonia ed energia. La chiusura è di grande distinzione, la definizione aromatica di estrema purezza. Figuriamoci come sarà tra qualche anno. Meursault Goutte d’Or 2013.
  4. L’occhio evidenzia un limpido colore dorato di buona consistenza. I profumi sono burrosi e di nocciola un po’ nel classico stereotipo dei vini di Meursault anni 90. Si presenta con dei limiti strutturali con un’acidità che domina un finale non molto persistente. Meursault La Goutte d’Or 1996.
  5. Peccato una bottiglia sfortunata sicuramente dovuto all’influsso negativo dato dal tappo che ha reso il vino poco espressivo e con limiti d’equilibrio. Meursault La Goutte d’Or 1999. Una vera sfortuna perché del 1999 si parla un gran bene.
  6. Il colore di questo bicchiere ed i suoi profumi mostrano chiaramente un vino di almeno una decina d’anni di età. Un vino ben preservato, ampio e voluminoso ma ravvivato da un’energica freschezza che rilascia una piacevole scia di salivazione. Sorprende infatti scoprirne l’annata a conferma dell’inattendibilità di certi preconcetti. Meursault La Goutte d’Or 2003.
  7. Sicuramente non passa inosservato, magari non elegantissimo al primo approccio ma che con il passare del tempo si apre su belle complessità. Pietra focaia, frutta e fiori gialli. Un vino di grande personalità, denso e teso allo stesso tempo, un equilibrio che ci accompagna durante tutto il suo sviluppo e ne caratterizza pure la lunga chiusura. Un vino che fa scalpore e che sicuramente percorrerà altri decenni. Meursault La Goutte d’Or 2008. Bello pensare di averne qualche bottiglia in cantina.
  8. “Una delle migliori vendemmie mai eseguite dove abbiamo raccolto acini perfetti” questa l’introduzione di Patrick. I profumi sono coinvolgenti, decisamente su toni minerali. Un vino di grande volume e generosità dove si percepisce una sfumatura tannica data dall’uso del 50% di legno nuovo. Ha grande lunghezza e incisività, chiude su ritorni salini. Un vino di incredibile complessità. Meursault La Goutte d’Or 2005.
  9. Si ritorna su una piccola annata difficile da interpretare dove il vino non trova i giusti equilibri evidenziando una nota calorica non sostenuta al meglio. Meursault La Goutte d’Or 2001.
  10. Questo è un vino dove si intravvede la sapiente mano di Patrick. Naso intenso, ricco e minerale. Bocca generosa e opulenta ma regolata da una bella tensione che ne modella la forma e la lunghezza. Meursault La Goutte d’Or 2012.
  11. Il colore dorato ma sostenuto da una bella lucentezza fa pensare ad un vino con qualche decennio alle spalle. Una bella tenuta che si manifesta con eleganza e finezza. Una meraviglia ! Meursault Goutte d’Or 1989.
  12. Un vino che si avvicina ai concetti di Patrick. Intenso, fresco e preciso nei profumi dove viene rimarcata una decisa componente gessosa. Concentrato all’attacco gustativo e poi via affilato, nervoso e lungo nel finale. Vino di grande purezza. Meursault La Goutte d’Or 2010.
  13. Vino con un’aria “sauvage” un bouquet che evolve su note di frutta secca, caffè, tabacco e una fine mineralità. Mostra personalità e capacità di ben invecchiare, ha una struttura equilibrata e di grande “charme”, ha vivacità e freschezza che conferiscono eleganza al finale. Gran bel vino. Meursault La Goutte d’Or 1990.
  14. “Un’annata sfortunata con una gelata primaverile il 22 di aprile che ha bloccato la fioritura costringendoci a una piccola raccolta”. Si capisce che il vino ha qualche decennio alle spalle ma non mostra particolari segni ossidativi rendendosi ancora apprezzabile. Meursault La Goutte d’Or 1998. Scoperta l’annata un vino che ci sorprende visto i problemi riscontrati ad inizio stagione.
  15. Si presenta con fini profumi terziari, sfumature di caffè, sottobosco, muschio, funghi, … la struttura del vino tiene ancora in equilibrio le diverse componenti evidenziando eleganti complessità aromatiche. Si sente che ha i suoi anni ma quando scopriamo l’annata, un sussulto. Meursault La Goutte d’Or 1969.
  16. Si ritorna su un’annata molto più recente, infatti sia il colore che i profumi danno questa chiara sensazione. Preciso e pulito nei aromi, evidenzia un deciso carattere floreale. L’attacco gustativo è, come spessissimo succede, di grande nobiltà, concentrazione e volume. Ha fondo, eleganza e tensione. Sublime. Meursault La Goutte d’Or 2009.
  17. Di solito la chiusura di una degustazione spetta al vino più importante o quello che lo dovrebbe essere. Questa bottiglia ci spiega Patrick ha dovuto essere riacquistata perché ormai esaurita. Meursault La Goutte d’Or 1964. Un vino che dimostra una ventina d’anni in meno rispetto all’effettiva età. Stupendamente vivo, equilibrato e concentrato. Poggia su una trama cremosa e morbida, sempre in perfetta armonia. Un vino che fa palpitare il cuore e che ci riconduce al duro lavoro fatto per regalarci questo genere di emozioni mezzo secolo più tardi. Un vino che ci  commuove!

Alla degustazione hanno partecipato una decina di amici comuni, alcuni, conoscitori dei vini dell’azienda, altri, meno esperti ma che hanno goduto in egual misura delle stesse sensazioni. Tra i primi figurava Alex Nussbaumer titolare di VinsMotions ,azienda che per prima ha introdotto i vini di Buisson-Charles in Svizzera, ecco un suo breve commento.

C’est déjà passé quelque semaine, mais nous pensons toujours à la mémorable verticale du Goutte d’Or du début mai. C’était vraiment un moment très émouvant tous ces grandes bouteilles à goutter avec des amis conviviales. Et chaque bouteille a son histoire. Un 1964 fait de vignes du 1884, incroyable et inoubliable ! C’était un très grand moment et un privilège à participer a cette soirée.

Alex et Veronika

Il ricordo di Alex ci trova pienamente d’accordo, una serata a parlare di Goutte d’Or, di persone, di Meursault e di passioni, senza per questo tralasciare anche dei puri momenti di gioiosa compartecipazione. Una degustazione che rimarrà per sempre nella nostra memoria e nel nostro cuore. Merci les amis !

La galleria fotografica

Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

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