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NonSoloDiVino e le rarità bordolesi

Mai come quest’anno abbiamo avuto la fortuna di potere assaggiare bottiglie rare e datate, vini che per la maggioranza superavano i cinquant’anni di età, apprezzando le loro sfaccettature ma comprendendo pure i rischi di questo tipo di degustazione. Incognite dovute all’instabile evoluzione di questi nettari, alla loro conservazione, all’effetto del tappo, al valore dell’annata e alla capacità di evolversi nel tempo.

Per queste ragioni abbiamo voluto titolare questa ultima serata del 2015 “Rarità & Avventura”. Il nostro intento era quello addentrarci nell’affascinante mondo dei vini “invecchiati”, un tema ai più sconosciuto in particolare per la poca pazienza nel sapere attendere il momento più propizio, perdendo così gran parte del piacere datoci da queste bottiglie. I nostri timori nell’organizzazione della serata erano vari per questo ci siamo documentati a lungo su quali vini e su quali annate presentare. Abbiamo chiesto la collaborazione di professionisti del settore in grado di fornire i vini correttamente conservati durante questi decenni e di consigliarci le procedure e i tempi d’apertura di ogni singola bottiglia. Persone a cui abbiamo accordato la nostra fiducia.

LA DEGUSTAZIONE

  • Château Beychevelle 1953 – St Julien

Preparazione: La bottiglia è stata stappata una quindicina di minuti prima dell’assaggio con difficoltà nell’estrazione del tappo. Prima della mescita il vino ha subito una veloce decantazione al fine di separare eventuali sedimenti.

Il suo colore ci affascina è luminoso e piuttosto scarico nell’intensità, la sua tonalità è mattonata con riflessi aranciati. Al naso si presenta subito ben aperto e intrigante, un bouquet composto da fiori e frutta secca e accompagnato da sfumature di sottobosco, tabacco biondo, cuoio e minerali. Sensazioni che non cedono neanche con il passare dei minuti, anzi, prendendo aria il vino si libera  con un’eleganza incredibile. In bocca esalta l’armonia, aleggia con grazia facendo leva su un tannino sottile. La sua energia ci lascia di stucco e ci conduce verso un finale strepitoso per complessità e freschezza. Una bottiglia magistrale.

  • Domaine de Chevalier 1955 – Pessac-Léognan

Preparazione: La bottiglia è stata stappata una quindicina di minuti prima dell’assaggio con difficoltà nell’estrazione del tappo. Prima della mescita ha subito una veloce decantazione al fine di separare eventuali sedimenti. Il vino presentava un livello piuttosto basso nella bottiglia fatto che ha fatto sorgere dubbi sulla sua evoluzione, timori però svaniti immediatamente al momento dell’assaggio.

Presenta un colore diverso dal vino precedente con una carica cromatica più intensa e una tonalità che non evidenzia i 60 anni di età. La freschezza dei profumi e una certa riluttanza ad esprimersi potrebbe far pensare a un vino ben più giovane della realtà. La bocca è rigorosa e potente, per nulla marcata dal tempo, il tannino sebbene ancora rilevante è levigato, la struttura è ben rinfrescata, lineare e dinamica, in persistenza non fa alcuna concessione. I ritorni gustativi sono di liquirizia e fumé. Magistrale, sopratutto perché non sembra aver dato ancora tutto.

Château Léoville Las Cases 1964 – St. Julien

Preparazione: La bottiglia è stata stappata un’ora prima dell’assaggio senza difficoltà nell’estrazione del tappo. Prima della mescita il vino ha subito una veloce decantazione al fine di separare eventuali sedimenti.

Già all’apertura della bottiglia riscontriamo tracce di tappo una sensazione non eccessiva che ci consiglia di guardare oltre. Una scelta che ci premia perché anche se tradito dal sughero il vino mostra sostanza, materia, freschezza e buona lunghezza ribellandosi all’annata ritenuta poco valida. Una vera sfortuna aver pescato questa bottiglia.

  • Chateau Lafite-Rothschild 1967 – Pauillac

Preparazione: La bottiglia è stata stappata un’ora prima dell’assaggio con molte difficoltà nell’estrazione del tappo. Prima della mescita il vino ha subito una veloce decantazione al fine di separare eventuali sedimenti.

Il suo colore non prospetta nulla di buono, è poco trasparente e anche sul profilo aromatico non invita, risultando spento mentre in bocca è rilevata un’acidità poco sostenuta dalla struttura. Rappresenta il vino più debole della degustazione ma a sua discolpa bisogna pur considerarne l’elevata età.

  • Château Figeac 1970 – St. Emilion

Preparazione: La bottiglia è stata stappata un’ora prima dell’assaggio senza alcuna difficoltà nell’estrazione del tappo. Prima della mescita il vino ha subito una veloce decantazione al fine di separare eventuali sedimenti.

Il “giovincello” della compagnia si mostra di colore intenso e di buona concentrazione. I profumi sono fini con intense note di frutta nera e sfumature speziate e di cuoio. La bocca ha volume, un tannino ancora leggermente astringente, una buona freschezza e una lunga persistenza. Veramente buono ma paga dazio a confronto con dei “veri” fuoriclasse.

  • Château La Lagune 1961 – Haut Médoc

Preparazione: La bottiglia è stata stappata un’ora prima dell’assaggio senza difficoltà nell’estrazione del tappo. Prima della mescita il vino ha subito una veloce decantazione al fine di separare eventuali sedimenti.

Il 1961 a Bordeaux è un’annata da ricordare caratterizzata da piccoli rendimenti naturali che hanno reso i vini di grande struttura. La Lagune ’61 si mostra in tutta la sua forte personalità rendendoci quasi impossibile trasmettervi quanto vissuto in quel momento. Il colore è piuttosto scarico, mattonato con riflessi ambrati. Ci offre aromi mentolati con sfumature di frutta nera, erbe aromatiche, umus e la dolcezza delle spezie. La bocca è strepitosa e di grande classe. Lineare e tutta in tensione poggia su una tessitura pregiata e sottile nella grana, la chiusura lascia sensazioni di ampie complessità. Un vino da “mille e una notte” capace di durare, se ben conservato, altri decenni.

  • Château Canon La Gaffellière 1961 – St. Emilion

Preparazione: La bottiglia è stata stappata un’ora prima dell’assaggio senza difficoltà nell’estrazione del tappo. Prima della mescita il vino ha subito una veloce decantazione al fine di separare eventuali sedimenti.

Un vino coerente in ogni fase degustativa, ha una tonalità intensa e un’evidente viscosità sensazioni confermate da un frutto quasi surmaturo. È balsamico e speziato ma stà virando lentamente verso una leggera ossidazione. In bocca ha un volume ricco che non facilita la beva e il suo sviluppo nella seconda parte della bocca rendendolo meno persistente e più grossolano nella qualità. Manca di razza a confronto con La Lagune ma se lo avessimo bevuto da solo probabilmente avrebbe acquistato maggior valore anche in relazione ai suoi 54 anni.

Conclusione

Che dire ancora ?

È stato un incontro che rimarrà per sempre nella memoria dei partecipanti e che solo vivendolo è stato possibile afferrare ogni singola sfumatura trasmessa dai vini. Chissà se un giorno sarà ripetibile !

Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

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