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Domaine Buisson-Charles a Meursault

Il conteggio delle visite da Buisson-Charles è oramai sfuggito al nostro controllo, dal 2006 anche più volte l’anno è un indirizzo immancabile nel nostro carnet degli appuntamenti. Qui giochiamo in casa, l’accoglienza delle famiglie Buisson ed Essa fin dall’inizio è stata calorosa nei nostri confronti e con il passare degl’anni si è instaurato un vero rapporto d’amicizia che è andato ben oltre il parlar di vini. Abbiamo conosciuto Patrick Essa, la moglie Catherine e il suocero Michel Buisson in occasione della nostra prima apparizione alla Paulée de Meursault dove immediatamente si è creato un particolare feeling. Proprio grazie a loro, anno dopo anno, ci siamo affezionati a questa terra, grazie ai suggerimenti di un grande esperto come Patrick Essa abbiamo via via ampliato ed approfondito le nostre conoscenze sulla Côte d’Or. Una grande passione che oggi si alimenta da sola.

LE PERSONE

Buisson-Charles è una piccola realtà strettamente legata al territorio di Meursault, nata negl’anni ’60 dall’unione delle proprietà delle famiglie Buisson e Charles, nome di famiglia della moglie di Michel Buisson che sin dall’inizio ne ha gestito le sorti. Famiglie imparentate un po’ con tutti in paese in particolari modo con altri produttori di alto profilo. Michel è ancora una persona straordinariamente brillante, un uomo di vigna che ha fatto le prime esperienze a fianco del padre negli anni ’50, sua prima vendemmia fu il 1955. Abbiamo avuto con lui diverse occasione di parlare di quei tempi, degli inizi, di quello che rappresentavano i vini di Meursault in quegl’anni … Un intenso momento che ci ha proiettati in una Borgogna d’altri tempi. Da subito Michel ha dato un’impronta chiara e netta alla sua azienda, puntando su Meursault classici e rigorosi, capaci di esaltarsi solo dopo alcuni anni di affinamento. Dal 2010, dopo il meritato ritiro e con il coinvolgimento della figlia Catherine e del genero Patrick Essa l’azienda ha ulteriormente progredito senza per altro perdere quell’identità cha ha saputo costruirsi nel corso dei decenni passati. Grazie alla sensibilità e alle qualità di Patrick i vini hanno guadagnato in classe, concentrazione e definizione aromatica, la purezza che li contraddistingue li aiuta ad evidenziarne il carattere territoriale. Patrick è convinto che un grande bianco non può mancare di una giusta concentrazione ma deve essere supportato da una vitalità che gli permetta di far evolvere le proprie complessità intrinseche per almeno un ventennio. Basa il suo lavoro su ambiziose scelte che hanno contribuito ad elevare il carattere dei vini specie nella scelta del periodo delle raccolte. Da Buisson-Charles il presente non tarderà molto a dare spazio al futuro, infatti una nuova generazione sta già scalpitando rappresentata dal diciannovenne Louis, figlio di Catherine e Patrick. Louis sta infatti svolgendo il proprio percorso enologico, ha da poco terminato gli studi presso il Lycée viticole de Beaune proseguendolo presso la scuola superiore di Changin in Svizzera romanda.

VINI & TERROIRS

Il domaine si identifica ancor oggi nel territorio di Meursault, infatti il cuore dei suoi 6 ettari di vigna sono situati in terre di grande pregio nei cru di Les Tessons, Les Cras, Les Charmes, Les Bouchères e La Goutte d’Or. Dal 2010 per ampliare la loro offerta si è scelto di acquisire uve o vini rigidamente selezionati anche al di fuori del comune, vini poi allevati nelle cantine del domaine. Anno dopo anno sulle etichette sono apparse le denominazioni di Chassagne-Montrachet 1er cru En Remilly e La Romanée; Puligny-Montrachet 1er cru Le Cailleret; Chablis grand cru Vaudésir, Chablis 1er cru Lys e Corton-Charlemagne.

Le vigne dell'azienda su Meursault

Le vigne di proprietà sparse a Meursault

I bianchi di proprietà

I loro bianchi stanno scalando gradatamente la gerarchia di quelli di Meursault, dopo averli degustati, anno dopo anno dalle botti o in bottiglia, siamo convinti che si sono già inseriti nel ristretto gruppo dei migliori.

Bourgogne Aligoté “Sous le Chemin”

In Borgogna l’aligoté è un vitigno in genere trascurato, ma chez les Buisson gli vengono riservate attenzioni particolari. È coltivato su 0.44 ettari nella frazione di “Sous le Chemin” a Meursault ad alte densità d’impianto (11’000 ceppi per ettaro), i terreni sono argillo-calcarei, condizioni che ogni anno danno un vino di bella presenza. Di buona struttura è sostenuto da un giusto equilibrio e da una viva tensione, il carattere è gessoso e il finale rimarca ritorni floreali. Un vino che amalgama bene la definizione territoriale al carattere varietale.

Bourgogne Chardonnay “Côte d’Or”

Prodotto a partire dal 2011 proviene dalla parte alta della frazione denominata “Coutures” situata nei pressi di Limozin, non lontano dalla zona 1er cru. A partire dal 2015 questa denominazione è stata ampliata con una parcella in Puligny-Montrachet En Champans. Le vigne hanno un’età di circa 30 anni mentre i vini sono elevati per la metà in pièces di due anni. L’aspirazione è quella di ottenere un piccolo Meursault.

Il 2011 esprime una piacevole tensione, una bella lunghezza e una piacevole salinità. Per contro il 2012 mostra maggiore ricchezza, un buon equilibrio e un finale che rimanda ritorni di agrumi. Per entrambe le annate l’effetto del legno apporta dolcezza senza invadere l’aspetto aromatico. Nel 2013 è il vino che conferma la capacità di Patrick di ottenere il massimo anche dalle vigne meno privilegiate della piana di Meursault. Un anno in cui alcune di queste parcelle sono state toccate dalla grandine che ha contribuito a una leggera presenza di botrytis, che si manifesta nel vino con sfumature esotiche. Si aggiungono profumi floreali e alcune tracce dell’affinamento in legno. È cremoso, più ricco del solito ma non manca di far sentire la propria verve. Anche nel 2014 conferma le ambizioni in lui riposte, non mostra forzature, ha equilibrio e bevibilità non mancando pure di persistenza.

Meursault “Vieilles Vignes”

Un semplice “village” di quelli tosti che hanno bisogno di diversi anni per ben amalgamare i vini provenienti da diverse vigne, la cui età varia tra i 45 e i 90 anni. La superficie destinata a questa denominazione è di circa 2 ettari situati in sei diversi lieux-dits. Vireuils e Meix Chavaux sono situati in zona collinare e apportano al blend freschezza e tensione; Marcausses, Vignes Blanches e Pellans sono situati ai piedi della collina, i loro vini contribuiscono alla struttura, mentre quello prodotto a Les Millerands dà finezza. Un vino che rispetta la tipicità tracciata da Michel Buisson ma che Patrick ha saputo rimodellare a sua immagine con grande maestria e che rappresenta la fetta più importante della produzione dell’azienda.

Le Vieilles Vignes 2014 rispetta l’aspetto floreale e una definita nota di frutta bianca. In bocca svolge una bella grassezza una fresca acidità ed un finale tutto in costruzione dove si evidenziano freschi ritorni fruttati. Nel 2013 anche se gran parte di queste vigne sono state danneggiate dalla grandine le uve rientrate erano di ottima qualità. La struttura è equilibrata, raffinata e densa. L’impatto aromatico è elegante, fresco e di alta qualità. Il finale è preciso, vivo e lungo. Complimenti. Il 2012 all’assaggio mostra la solita difficoltà d’espressione in fase giovanile anche se materia, concentrazione ed acidità fanno presagire a un bel futuro. Un 2011 ricco e intenso, un corpo ben sostenuto da una vena acida che dà freschezza al finale. Dalla bottiglia 2010 sono evidenziate una componente gessosa, una ricca ed equilibrata materia, una bella tensione e un lungo ed elegante finale. Il carattere della vendemmia 2009 è riassunto da un vino piuttosto muscoloso, cremoso e morbido. 2008 e 2007 giocano sulla tensione e sull’energia anche se il volume non manca mostrando pure una rispettosa capacità d’invecchiamento.

Meursault “Les Tessons”

Classificato village Les Tessons sono oramai da considerare un gran territorio tanto che ogni proprietario vinifica separatamente le proprie uve ogni anno. Le pendenze sono orientate verso est e posizionate nella parte centrale della collina. I suoli sono perfettamente drenati e ciottolosi, il sotto-strato è di tipo argillo-calcareo e di colore rossastro in virtù della presenza di detriti ferrosi. La famiglia Buisson è proprietaria di 34 ari di questo territorio sovente considerato a livello di un 1er cru.

È sicuramente uno dei vini di Buisson-Charles che più adoriamo, anche Les Tessons 2014 evidenzia un’alta affidabilità un vino puro, cesellato vivo e persistente. Quelle del 2013 secondo Patrick sono state le migliori uve rientrate dalle vendemmie, gli acini erano perfetti per sanità e maturazione. Questo si riflette in un colore chiaro, quasi trasparente. I profumi sono netti ed esaltano la freschezza. Si riconoscono sfumature floreali, erbe aromatiche, agrumi e frutta bianca. La bocca è vellutata piena di tensione ed energia. Sembra un vino che non voglia disturbare ma neppure lasciarci senza farsi ricordare. L’annata 2012 anche se solare è gestita con grande freschezza, mostra purezza e finezza, con una fase gustativa già ben messa per equilibrio e lunghezza. Un vino cremoso e soave con una precisa definizione minerale. Per contro l’annata 2011 dimostra minor ricchezza e un carattere più snello, pieno d’energia e tensione. Più denso e concentrato il 2009 specie nella maturazione del frutto. Questo si riflette con una struttura rotonda e grassa, anche se non manca di lunghezza, chiudendo su note di frutta bianca e floreali. Il 2008 offre una bella apertura d’aromi rimarcando note di agrumi, pesca e pera. Delicato ed elegante, offre un corpo di buon volume, equilibrio e una bella freschezza che dà lunghezza e persistenza. Il 2007 sintetizza alla perfezione il carattere dell’annata, spiccano con limpidezza sfumature di petali di rosa, limone e pera. Una sensazione di freschezza ben percepibile anche al gusto, si manifesta con brillantezza e energia il tutto racchiuso da delicata concentrazione. Anno dopo anno si manifestano maggiori complessità nel 2006 sono amplificate aromi di pera, albicocca, pepe, nocciola e pietra focaia. Ha tensione e verve, tutto diretto da una fresca acidità. Il finale è di bella personalità. In generale sono vini che invecchiano bene e che sopportano tranquillamente i 10-15 anni a seconda del carattere dell’annata.

Meursault 1er cru “Les Cras”

Les Cras sono l’unico Meursault 1er cru di Buisson-Charles situato nella parte nord del villaggio, si sviluppa nella parte media – alta della collina, compreso tra la strada che porta a Volnay e il settore di Santenots una zona in particolare dedicata al pinot nero. È un valido territorio ai più sconosciuto che prende il nome dalla natura del terreno ricco di sassi e ciottoli. Sui quasi 4 ettari l’azienda dispone di 22 ari di belle vigne che sanno imprimere l’originalità territoriale.

Al naso del 2013 si percepiscono complessità minerali evidenti, frutta bianca matura e la nobiltà del legno. L’attacco è ricco e potente ma si distende in lunghezza con brio e forza. Il finale è tonico e persistente. Les Cras 2012 spinge verso una giusta concentrazione con uno sviluppo in tensione e una chiusura decisamente gessosa. Il 2011 disegna un vino di equilibrata densità, una struttura sostenuta da una fine mineralità e da un finale pieno di vitalità. Il 2010 fin dai primi assaggi mostra un profilo aromatico già ben aperto, è diretto ed incisivo. Les Cras 2009 è un vino che si fa scoprire lentamente e senza alzare la voce. È elegante, equilibrato e cremoso, ha larghezza ma anche l’energia necessaria per sviluppare un gran bel finale. È riscontrata una particolare finezza aromatica. Il 2007 si esprime su una bellissima salinità e un brio inusuale per questi vini. In finale di bocca presenta una lunga persistenza, vivacizzata dall’acidità e toni minerali. L’annata 2006 degustata dalla botte mostra un carattere totalmente diverso, più opulento, denso e saporito. Ridegustato qualche anno dopo si dimostra in forma smagliante con una raffinatezza che ne esalta le complessità. Note di arancia e mandarino, fiori di tiglio, miele di acacia, frutta matura, … In bocca è elegante e cremoso ma sempre ben vivo; la chiusura evidenzia la lunga persistenza, il deciso carattere minerale (molto saporito), la lunga scia di salivazione e la sfumatura tostata.

Meursault 1er cru “Les Charmes”

Con 35 ettari in produzione è il Meursault 1er cru più esteso, in maniera generale è senza dubbio quello che corrisponde maggiormente allo stereotipo dei vini di Meursault, grasso e voluminoso. Vista l’estensione e il carattere poco omogeneo dei vini è suddiviso in tre sotto-zone: Dessus, Milieu, Dessous. Più immediati e morbidi quelli di ”Dessous”, più intensi e concentrati quelli di “Milieu”, mentre più vivi e tesi quelli di “Dessus”. È il più a sud, proprio al confine con Puligny-Montrachet, una zona di debole pendenza, molto soleggiata e sassosa. Buisson-Charles coltiva una parcella di 17 ari situati nella parte alta del vigneto, proprio sotto la Grande Perrières; meno di 1’200 bottiglie sono prodotte annualmente.

Les Charmes 2014 è per noi la migliore annata prodotta in questo ultimo decennio, un vino di forte personalità decisamente minerale, potente ma allo stesso tempo di grande nobiltà ed eleganza, il suo dinamismo lo rende molto persistente e profondo in chiusura. Ha grandissime potenzialità. Nel 2013 l’aspetto minerale è accompagnato da nitide sensazioni di frutta bianca, fiori d’arancio, infusi … L’attacco gustativo è esplosivo, ha una struttura densa ed equilibrata, su tutto il suo percorso si muove con dinamismo e una gran vivacità. Ha slancio e lunghezza. Al suo carattere non sfugge neanche il 2012, un vino opulento ma dotato di personalità e forte progressione con una lunga scia di salivazione sul finale. Anche nel 2011 il vino è solido anche se questo carattere sembra meno evidente che in altre annate. Ci sorprende per l’energia e gioca le proprie carte con grande eleganza. L’equilibrio e la freschezza aromatica danno origine a un vino che ci piace parecchi. Queste sensazioni sono confermate anche dalla degustazione del 2010. Il vino trova fondo, freschezza ed energia, ha grande spessore. Ricordando, per i nostri gusti, un 2008 con un’opulenza un po’ eccessiva il 2009 ci consegna un vino di corpo sostenuto ma che trova brillantezza e freschezza. Ha fondo, un finale equilibrato, lunghezza e decisamente minerale. Un vino che saprà invecchiare molto bene. Questo fatto è testimoniato dal 2002 assaggiato qualche tempo fa. Di colore oro carico di una intensa brillantezza, introduce una nobile e complessa evoluzione aromatica evidenziata da sfumature di miele, resina, mela cotogna, fiori gialli, … La bocca è soave, tonica e viva, gioca sulla finezza. Chiude con un timbro esotico e sfumature speziate.

Meursault 1er cru “La Goutte d’Or”

Da alcuni anni a questa parte la Goutte d’Or con le Bouche-Chères è il loro vino di riferimento, quello che ha portato l’azienda tra le referenze di Meursault. Ogni anno ha saputo progredire fino diventare in assoluto una delle primissime espressioni della denominazione. La Goutte d’Or copre poco più di 5 ettari per una produzione totale di sole 60’000 bottiglie. “I Buisson” lavorano 26 ari situati proprio nel centro del cru, i filari corrono dall’alto al basso perfettamente esposti verso est e beneficiano dell’insolazione ideale mantenendosi protetti dagli eccessi microclimatici. Fu prodotto da Michel la prima volta nell’annata ’55.

La Goutte d’Or è, con Les Tessons e Les Bouche-chères, uno dei nostri preferiti quello che ci ha regalato grandi momenti in una straordinaria verticale nel maggio 2015. Ancora oggi il 2013 si mostra poco incline a mostrarsi. È massiccio, minerale e nasconde grosse potenzialità. Ha concentrazione, un’acidità importante e purezza aromatica. Ce lo godremo con calma nei prossimi anni. Il 2012 è un vino compatto di grande purezza, freschezza e salinità. Al momento la gioventù impedisce un’espressione equilibrata tra le parti ma lascia presagire un grande futuro, una convinzione che deriva dalla straordinaria persistenza gustativa e tattile. Il 2011 è un vino che esce sul finale con una grande spinta, nerbo e lunghezza. Il suo equilibrio è magistrale ed è garantito da una concentrazione non indifferente. L’emblema dei vini di Patrick Essa. Il 2010 si mostra più snello, con un bell’equilibrio e una lunghissima persistenza, a contorno note di gesso e citroné. Dopo un teso 2007, un ricco e concentrato 2008, ecco un complesso 2009. Che personalità ! Al naso non stanca mai: fresco, floreale, con sfumature di frutta bianca, pietra focaia, … La bocca è dinamica, sprizza energia da tutti i pori gocando più sulla lunghezza che sulla larghezza. Ha un grande potenziale. Con curiosità recuperiamo le note di una degustazione dalle botti “ ricco, strutturato e pieno d’energia, diventerà un gran vino ” fu il nostro commento. Bene, non ci eravamo affatto sbagliati. Un’altra grande dimostrazione viene dal 2006, un vino che ci parla al futuro e bisogna interpretarlo per quello che saprà darti nel corso dei prossimi anni una volta raggiunto il perfetto equilibrio. Ha un potenziale enorme che si sviluppa tutto in progressione, è rigoroso e deciso. Ha una ricca materia ma la sua forma è talmente slanciata e che neanche si percepisce. Il finale è lunghissimo e molto persistente con una evidente vivacità a farla da padrone. Come invecchia questo vino ? Dopo una quindicina d’anni il bouquet e sontuoso con ampie complessità, la forte personalità gustativa non cederà facilmente come già dimostrato in molte occasioni.

Meursault 1er cru “Les Bouches-Chères”

Les Bouchères o Bouches-Chères è un vino camaleontico che sa nascondersi in particolare nei primi anni di vita. Si potrebbe definire intellettuale perché ci costringe a riflettere per poterlo comprendere nei particolari e forse non lo capiremo mai fino in fondo. Le vigne sono situate sul prolungamento della Goutte d’Or in direzione sud, colline esposte a levante. È situato su suoli ciottolosi e argillo-calcarei, le inclinazioni sono importanti quindi ben drenate. Dal 1961 Michel Buisson etichetta il vino con l’antico termine di Bouches-Chères già in uso nel XIX secolo, la loro parcella misura 32 ari situati nel sud del vigneto. I ceppi furono impiantati negli anni ’50 e sono tutt’ora in perfetto stato di conservazione, la produzione si aggira attorno alle 2’000 bottiglie annue.

Les Bouche-Chères è un’altro vino a noi conosciuto e approfondito nel corso degli anni, in particolare durante la verticale organizzata da VinsMotion a cui eravamo presenti. L’annata 2013 si mostra già aperto ed espressivo, è intrigante, fresco e minerale, invita all’assaggio. Un vino tutto in lunghezza, sviluppa una dorsale che da profondità a cui attorno ruota una bella struttura. Un vino suadente che ci coinvolge e ci fa vibrare. I 2012 saranno imbottigliati solo a partire dalla primavera 2013 quindi il vino lascia solo tracce di quello che ci può dare. Il naso è floreale, le sensazioni sono fresche mentre la bocca ha volume e grande energia. State in guardia perché non sarà da perdere. Il 2011 è un vino sottile, teso minerale e di buona profondità. Gli aromi sono nitidi, freschi e di alta qualità, al momento rivela in particolare l’aspetto floreale. Il 2010 mostra una bocca piena di vita e spinge con vigore terminando con note saporite. Un 2009 che ti permette di percepirne la precisione e la finezza aromatica assoluta. Profondo, con un affinamento in legno già ben integrato e di nobile fattura. Di bella grassezza e con una tensione che rinfresca e conduce ad un finale molto lungo. Cela, dietro una bella struttura, fascino e complessità; “Noblesse oblige”. Seguendo con più assaggi l’evoluzione del 2007 si può capire come il vino progredisce nel corso degli anni guadagnando in personalità. È deciso e tonico, ha una pregevole struttura e chiude con un finale vibrante e lungo accompagnato da un’accentuata vena minerale. Si può dire che sarà in particolare apprezzato dagli appassionati dei Meursault puri e tesi, capaci di evolvere nel tempo come conferma l’assaggio di un 1999. Per questo vino il tempo non passa mai e simboleggia la grandezza di questo millesimo in bianco. Il suo colore è meno evoluto di annate più recenti, al naso dà una scossa di vivacità e un’intensa mineralità. In bocca si sviluppa con coerenza nello stesso registro, la sua forma è longilinea e cesellata, un lungo percorso accompagnato da una vibrante energia. Un vino al top che non ha certo terminato la sua evoluzione. Con questa prova ci sono più chiare le potenzialità di questo territorio poco conosciuto.

“Le négoce”

Chassagne-Montrachet 1er cru “En Remilly”

En Remilly sovrasta l’area di Montrachet e Chevalier-Montrachet, una vigna di un solo ettaro di superficie impiantata quasi direttamente sulla roccia nei pressi della zona sassosa di Dent de Chien.

Nel 2010 per la prima volta furono messe in vendita 600 bottiglie di questa denominazione, visto il risultato e la qualità di questo 1er cru la produzione fu ripetuta negli anni successivi. Degustato più volte in corso della maturazione in botte il 2011 afferma tutto il suo valore affermando il carattere roccioso del territorio. Si associano note floreali, d’infusione e di erbe aromatiche. L’ingresso in bocca è generoso, con un’equilibrata concentrazione che trova tensione e lunghezza. La chiusura aromatica è molto piacevole, si riconoscono aromi di pera e una fine salinità. En Remilly 2013 già al primo naso mostra un carattere denso con ricordi di frutta bianca matura, agrumi e minerali. La sensazione percepita al naso è confermata dalla degustazione. L’attacco è molto ricco, l’acidità lotta per dare equilibrio e per rilanciare il finale di bocca.

Chassagne-Montrachet 1er cru “La Romanée”

La Romanée testimonia la presenza dei Romani nella zona di Chassagne, un territorio posizionato ad altezze elevate con buone pendenze. È rivolto verso sud-est, su un suolo bruno-calcareo poco profondo. La totalità della sua superficie misura poco più di 4 ettari suddivisa “solamente” tra cinque proprietari.

Il vino prodotto in questa zona è raffinato, non devi ricercare la potenza ma bensì apprezzarne l’eleganza. L’assaggio del 2011 ci mostra un vino immediatamente aperto su intensi aromi, è evidenziata la fresca dolcezza del frutto e l’effetto minerale. È cremoso ed elegante, si sviluppa in lunghezza, il finale ne rimarca la maturità con ritorni di frutta gialla, una fine nota tostata e salina. Di questa denominazione è prodotta una sola botte. Un 2013 che ci ha lasciato a bocca aperta e che testimonia il valore di questo territorio e l’abilità di Patrick. Il vino è raffinato e curato nei minimi particolari, i suoi profumi sono limpidi di frutta bianca, floreali, erbe aromatiche e salini, spinti da un’inebriante freschezza. Il percorso gustativo è rafforzato dalla qualità del frutto, la sua forma è lineare e slanciata. Ha profondità ed è molto lungo nella persistenza. Che classe ! Altro “Coup de coeur”. La “Romanée” 2014 ha una struttura raffinata, tutta in eleganza e fresca, vedremo come si comporterà in futuro anche se di primo impatto non mostra la stessa personalità dell’annata precedente. Anche il 2015 appena degustato in corso di vinificazione rimarca volume, eleganza ed equilibrio.

Puligny-Montrachet 1er cru “Le Cailleret”

Puligny-Montrachet “Le Cailleret” vanta grande rinomanza in particolare grazie all’azienda Chartron che fino agli anni ’90 figurava come unico proprietario del Clos du Cailleret momento in cui furono vendute alcune parcelle ai domaine Michel Bouzereau, Des Lambrays, Boyer-Martenot e De Montille. Queste terre miscelano argilla rossa, calcare e ciottoli in profondità. Un vino che è entrato a far parte della produzione dell’azienda esclusivamente dalla vendemmia 2013. È prodotto dalla vigna più vecchia della denominazione situata nella parte sud chiamata Les Demoiselles che rappresenta l’ideale prolungamento verso nord del Montrachet fatto che da solo testimonia il valore di questo territorio.

Il 2013 è un vino che affascina per la sua qualità e la definizione aromatica, è ricco e strutturato, una generosità ben equilibrata da una bella vena acida che da freschezza al finale in cui si riconoscono sfumature gessose. Nel 2014 si percepiscono sensazioni mentolate, uno splendido volume e un dinamismo vibrante; splendido. Anche se degustato ancora nell’anno della vendemmia il 2015 conferma questo carattere, un vino piuttosto massiccio che rilascia una piacevole sensazione di salivazione. Vendemmia dopo vendemmia Patrick sta sempre più interpretando questo territorio seguendo le proprie idee.

Chablis Grand Cru “Vaudésir” 

Amante dei vini di Chablis, Patrick ha voluto confrontarsi con le vinificazioni delle uve provenienti dalla parte settentrionale della Borgogna appoggiandosi sul lavoro di un validissimo produttore locale al quale vengono acquistati i mosti. Questa nuova collaborazione è iniziata a partire dal 2012 e ha portato alla produzione di 900 bottiglie.

Vaudésir 2012 mantiene l’originalità di Chablis, afferma tutta la sua mineralità con sfumature olfattive di pietra focaia. La bocca non manca di concentrazione ma poi si fa sottile e tesa con una vibrante acidità a far salivare il finale di bocca. Ritornano sensazioni saline e gessose. Il 2013 evidenzia un carattere iodato, una bella maturità del frutto ed una struttura elegante ed equilibrata. Un vino che ci chiede pazienza. Il 2014 si fa più profumato, floreale, speziato e fresco. Piace in particolare per l’equilibrio, la tensione e la minerali. Anche il 2015 in corso di vinificazione si conferma per equilibrio, eleganza e forza.

Chablis 1er cru Les Lys

È l’ultima sfida affrontata da Patrick Essa, un’ammissione di stima verso il territorio di Chablis. 2014 e 2015 sono le prime esperienze con questa denominazione il vino è sottile, elegante, di grande beva e con un profilo aromatico di fine definizione. Siamo sicuri che con maggiore esperienza nei prossimi anni il vino acquisirà maggiore personalità.

Corton-Charlemagne Grand Cru

Come tutti sanno la montagna di Corton si divide tra i comuni di Pernand-Vergellesses, Aloxe Corton e Ladoix-Serrigny, un’area autorizzata alla produzione di Grands Crus bianchi e rossi. Questa denominazione è entrata a far parte dei vini del domaine solo a partire dell’annata 2011. I mosti per produrre un centinaio di bottiglie magnum e poco meno di 400 bottiglie provengono dal comune di Aloxe-Corton e più precisamente dalla zona di Le Charlemagne area reputata tra le più pregiate.

Già al primo assaggio del 2011 avevamo notato un vino che giocava sulla pienezza, la finezza e la piacevolezza. Ben vinificato mancava però di quelle complessità obbligatoriamente richieste a un grand cru. Dopo l’assenza del 2012 causata dalla forte grandinata che ha toccato la montagna ritorna nel 2013. Mostra un lato misterioso, è decisamente minerale, generoso e denso. L’acidità caratteristica del millesimo aiuta a dare equilibrio alla struttura e a conferire vivacità ed energia alla seconda parte della bocca. Ha una bellissima lunghezza dove ritornano sfumature di caramello e frutta bianca; piacevole anche la fresca sensazione di salivazione. Anche la versione 2014 conferma un lato brillante, c’è grassezza ma anche tanto brio e lunghezza, si distingue anche sulla purezza aromatica.

I Pinot noir del domaine

Con il maggiore coinvolgimento di Patrick in questi ultimi anni pure i rossi hanno avuto una grande progressione qualitativa alzando l’asticella delle aspettative. I maggiori miglioramenti si sono verificati nelle concentrazioni, nella purezza e nella definizione aromatica ma soprattutto nella personalità dei vini garantita da un’uso sempre maggiore di vendemmie intere (uve non dirraspate). Le denominazioni non sono di primissimo piano ma Bourgogne Pinot Noir, En Chiveau e Les Santenots sanno affermare la loro provenienza e la propria ambizione.

Bourgogne Pinot Noir “Hautes Coutures”

Il loro Bourgogne nasce da tre parcelle distinte con vigne di oltre 55 anni di età media. Queste parcelle sono situate nella piana di Meursault nelle frazioni di Magny (26 ari), Hautes Coutures o Grandes Coutures (45 ari) e Petites Coutures (10 ari). Il vino è prodotto con gli identici standard qualitativi di un 1er cru con rese ben al di sotto da quelle richieste. Dagli ultimi anni è regolarmente vinificato con una proporzione del 30% di vendemmie intere. Un vino di tale carattere che gli permette di ben invecchiare per almeno una decina d’anni. A partire dall’annata 2012 questo vino ha il diritto di riportare in etichetta il nome del dipartimento d’origine “La Côte d’Or”.

La versione 2011 punta sulla morbidezza e la piacevolezza. Nell’annata in questione ha subito importanti selezioni che hanno permesso di raggiungere una buona concentrazione. Grazie al concorso del 30% di vendemmie intere si è avvantaggiato della dolcezza del frutto, di tannini di qualità e di una viva freschezza. Un Buorgogne che non lascia per nulla indifferenti. Il 2009 ha goduto dell’omogeneità di una grande annata. Per una semplice denominazione regionale è una meraviglia, forse una delle migliori da noi assaggiate. È pieno e succoso, ha un’equilibrata materia, tannini arrotondati e un frutto sul finale che ne determina la piacevolezza. Bourgogne 2007 é di discreta struttura, la materia è buona e il vino dà un’immediata piacevolezza. Un vino di bella soddisfazione, anche in rapporto al suo prezzo.

Pommard “En Chiveau”

Pommard En Chiveau di Buisson-Charles è una piccola vigna pressoché sconosciuta situata nella parte superiore dell’area “village” (sopra i 1ers crus di Pommard), alla confluenza della Grande Combe. Poggia su terreni ferruginosi e freddi a maturazione lenta. Per descrivere questo vino ci piace ricordare il commento di una amico appassionato della Borgogna “ … un vino ribelle, estroso, a tratti ingenuo, che sa farsi notare.”

En Chiveau 2011 esprime aromi di piccoli frutti di bosco, sfumature di erbe aromatiche e una fresca vena minerale. Non sarà mai un vino muscoloso ma incisivo e vibrante che si apprezza per la sua originalità. Un 2010 intensamente profumato con note di fragoline di bosco e speziature, è ruspante, non sarà elegantissimo ma ha equilibrio. In annate come nel 2009 il vino sa esprimere il suo vero nerbo. La struttura è ricca e intensa, i tannini sono ben arrotondati. Ha energia e un finale equilibrato. Una vera delizia. En Chiveau 2008 soffre l’andamento del millesimo. Lo dimostra con un carattere snello e un po’ magro, una virilità che evidenzia una certa rusticità. Le condizioni fredde della zona non aiutano certo a raggiungere la giusta maturazione fenolica. Il 2007 è per contro un vino un po’ ruvido una sincerità che emerge in ogni annata escluso il 2009.

Volnay 1er cru En Santenots

Situata nel comune di Meursault l’area di Les Santenots ha il diritto alla denominazione Volnay 1er cru in ragione della sua posizione situata al confine tra i due comuni, vigne che sono il naturale prolungamento di Les Caillerets e Chevret. Les Santenots sono una zona piuttosto estesa composta da parcelle di carattere geologico diverse. La parcella di proprietà misura 27 ari, i filari corrono con esposizione verso levante, su dolci pendenze con terre perfettamente drenanti. Un micro clima che da una maturazione degli acini abbastanza precoce. Le vinificazione di regola comprendono almeno del 50% di vendemmie intere.

L’annata 2011 si esprime con eleganza e struttura preservando la freschezza del frutto, l’aspetto floreale e le complessità minerali. L’entrata dà un vino di buona struttura con tannini vellutati, costruisce la propria forma attorno a una rigida colonna vertebrale. Ha lunghezza e una fine definizione aromatica in chiusura. Il 2010 si è rilevata un’annata da vigneron non molto omogenea ma chi ha saputo fare le scelte giuste “quel beaux vins”. In questo vino emergono concentrazione, tannini maturi e compatti, ed un finale speziato ed elegante. Il 2009 è il frutto di un millesimo eccellente, ha classe ed eleganza. La grana è molto fine e vellutata, con un finale che trova energia e grande equilibrio. Anche le annate 2007 e 2006 non sfuggono a questo carattere mostrando come logica vuole una struttura data dalle condizioni ambientali stagionali.

Domaine Buisson-Charles
3 Rue de la Velle
21190 Meursault
Telefono: +33 3 80 21 22 32
I bianchi: Bourgogne Aligoté "Sous le Chemin" - Bourgogne Chardonnay "Côte d'Or" - Meursault "Vieilles Vignes" - Meursault "Les Tessons" - Meursault 1er cru "Les Cras" - Meursault 1er cru "Les Charmes" - Meursault 1er cru "Les Bouches-Chères" - Meursault 1er cru "La Goutte d'Or" - Chassagne-Montrachet 1er cru "En Remilly" - Chassagne-Montrachet 1er "La Romanée" - Puligny-Montrachet 1er cru "Le Cailleret" - Chablis 1er cru "Les Lys" - Chablis Grand Cru Vaudésir - Corton Charlemagne Grand Cru.
I rossi: Bourgogne Pinot noir "Hautes Coutures" - Pommard "En Chiveau" - Volnay 1er cru En Santenots.
Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

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