Domaine Matrot a Meursault: annate 2016/2015

La degustazione delle annate 2016 e 2015 si sono svolte nelle cantine del Domaine Matrot nel novembre 2017.

L’annata 2016 è stata quanto di peggio potesse capitare ad un vignaiolo. La gelata primaverile che ha colpito il vigneto bourguignon ha portato a gravissime riduzioni sulle raccolte, perdite che hanno toccato fino al 85% del potenziale effettivo. Per fortuna il proseguo della stagione si è rivelato ottimale. Grazie alle bassissime rese, 23 hl. a ettaro da Matrot, il poco vino prodotto sta rivelando potenzialità di rilievo. “Le cantine al momento delle raccolte erano desolatamente vuote e l’umore veramente sotto i tacchi. In Borgogna le gelate sono veramente un caso sporadico, anche se dal 2012 a questa parte fu la grandine a ridurre di molto la produzione. “ ci racconta Thierry Matrot.

L’imbottigliamento dei vini degustati avverrà tra la fine dell’anno corrente e l’inizio del nuovo.

Maranges “Vieilles Vignes” 2016

Vigne di 70-80 anni danno un succo di pregevole fattura, al naso frutta rossa e sfumature floreali si susseguono rilasciando una bella freschezza. La componente fruttata e la qualità tannica personalizzano la fase gustativa. Come direbbero gli amici francesi un vino “gourmand” di grande piacevolezza.

Auxey-Duresses 2016

Al naso evidenzia note speziate, leggermente vegetali e di frutta nera. Al gusto il frutto è ben evidente, il tannino leggermente ruvido dona al vino un carattere rustico. Finale di bella presenza.

Volnay 1er cru “Les Santenots” 2016

Les Santenots è un territorio di tutt’altro spessore. Anche se le vigne destinate a questa cuvée non sono tra le più pregiate il vino rileva un carattere importante. Gli aromi sono nitidi: frutta nera, spezie ed erbe di montagna sono espressi in tutta la loro freschezza. Un tannino sottile e levigato è rimarcato in entrata di bocca e non incide sul finale. Lo sviluppo del vino è lineare e pieno di energia.

Blagny 1er cru “La Pièce sous le Bois” 2016

Riduttivo assaggiare La Pièce sous le Bois in anteprima visto quello che potrà offrire sull’arco dei prossimi 10-20 anni. Comunque, anche in fase embrionale lascia trasparire alcuni lati del proprio carattere. Un vino vibrante, decisamente fresco e minerale, dal lungo finale fruttato.

Anche l’annata 2015 ha confrontato i produttori con difficoltà meteorologiche, meno importanti rispetto all’annata 2016. Diversi settori della Côte d’Or sono stati toccati da grandinate estive che hanno ridotto la produzione, questo però non ha impedito ai vini di presentare un carattere solare e concentrato.

Bourgogne Chardonnay 2015

Un buon regionale, sul piano aromatico presenta note di agrumi, frutta bianca e minerali. Bocca equilibrata con una bella freschezza e sapidità in chiusura.

Saint Romain 2015

Ha leggeri ricordi lasciati dal tempo passato in legno, in effetti il 10-20% del vino sosta in legni nuovi. Perché in legno nuovo, considerato che tutti i 1er cru non seguono questa procedura ? “Semplice, ricorda Thierry. I terreni su cui coltiviamo queste vigne danno al vino un’acidità sferzante, in alcuni casi quasi eccessiva, per questo motivo si è scelto di ammorbidire questa sensazione cercando di apportare maggiore rotondità.”  Il frutto è maturo, l’acidità e la mineralità sono rilevanti. Sensazioni al momento non ancora perfettamente integrate.

Meursault 2015

Solo il fatto che miscela ben 11 diverse vigne sparse sull’intero territorio comunale, il vino necessita di diversi anni di affinamento per trovare il giusto equilibrio. Ha tutto quanto necessita un vino di importanti prospettive, basta saper aspettare. “È come una grande orchestra dove il direttore non è ancora riuscito ad unire ogni solista“, sorride Thierry.

Meursault 1er cru “Les Charmes” 2015

Les Charmes sono considerati come fedele stereotipo dei vini di Meursault. Un vino concentrato e ricco, dalla texture cremosa ma per nulla stancante. Vino che trova grande forza ed energia per concludere senza intoppi il proprio percorso. È vibrante, tutto in lunghezza e con una complessa persistenza, specie nella parte minerale. Wow … !

Meursault 1er cru “Blagny” 2015

Blagny di Matrot resta nei nostri cuori per l’originalità, il rispetto del terroir ed il rifiuto ad ogni compromesso. Anche sulle alture di Meursault le ultime settimane prima delle vendemmie hanno portato a vini solari e concentrati che, in alcuni casi, ha tolto vivacità ai vini. “Questo è un territorio che anche in annate di debole acidità, grazie alla forte impronta minerale, riesce a conferire brillantezza e grande vigore al vino”, suggerisce Therry. Quando lo porti al naso risalta immediatamente il carattere gessoso e sassoso. Al gusto è un’esplosione di sensazioni: note “citronné” rinfrescano il palato, è salino e dinamico, tutto alla ricerca della profondità. La struttura integra un frutto maturo e una lunghezza incredibile. Una bomba !

Su nostra richiesta viene stappato un 2016, un’annata, secondo Thierry più tipica della precedente. Rileva tutta la propria forza, la sferzante acidità è perfettamente integrata e determina la spina dorsale del vino. È affilato e di una persistenza inebriante e interminabile. Di grande rilievo la sensazione salina sulle labbra. Come direbbe un amico un vero “missile” !

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