Domaine Heitz-Lochardet a Chassagne-Montrachet

Siamo sempre attenti nello scoprire piccole e giovani aziende, con lo scopo di divulgarne il pensiero e trasmettervi le nostre impressioni. Questa volta è il turno di Armand Heitz visitato presso il Domaine Heitz-Lochardet a Chassagne-Montrachet.

Armand è un giovane vignaiolo di nobili origini da parte di madre, e svizzere da parte di padre (Canton Grigioni). Ha una grande fortuna, quello di essere discendente di una famiglia con un incredibile patrimonio viticolo. Infatti all’inizio del XX secolo l’azienda diretta da Georges Lochardet possedeva ben 20 ettari che si estendevano da Santenay fino al Clos de Vougeot. Nei decenni successivi questa ricchezza fu frantumata e le vigne furono date in affitto ad altri vignaioli locali. Si ritrovano alcune di queste vigne presso le aziende Ballot-Millot e Vincent Dancer, cugini alla lontana di Armand.

Alla fine degli anni ’80 i suoi genitori decidono di creare una propria azienda appoggiandosi per la produzione dei vini sulla maison Joseph Drouhin, in attesa che Armand dimostrasse interesse verso la professione viticola. “All’epoca avevo 10 anni, ci spiega, e le mie aspirazioni erano ben altre”. Crescendo trovò la giusta passione per intraprendere questa professione, frequentando gli studi in enologia a Changins (Svizzera Romanda) seguiti da esperienze presso i fratelli Dutruy a Founex (Canton Vaud) e Château Brane-Cantenac. Nel 2012, di ritorno in Borgogna, prosegue l’esperienza su due parcelle di Bourgogne pinot noir e chardonnay, dando così vita al Domaine Heitz-Lochardet. L’obiettivo è fin da subito chiaro, ed è quello di ricomporre anno dopo anno il patrimonio dei suoi predecessori.

Vini & Denominazioni

Nel 2013 propone cinque denominazioni: Chevalier-Montrachet (0.09 ettari), Chassagne-Montrachet 1er cru “La Maltroie”, Pommard 1er cru “Clos des Poutures”, Bourgogne Chardonnay e Bourgogne Pinot noir. Nel 2014 la superficie si estende con vigne su Meursault (Les Perrières, En la Barre, Les Gruyaches) e Pommard (Les Rugiens). Nel 2015 aumenta pure l’area a pinot noir con l’aggiunta delle denominazioni Pommard “Les Pezerolles” e Volnay “Les Taillepieds”.

Oggi i circa 7 ettari a disposizione sono di prim’ordine e altri territori si aggiungeranno ancora nei prossimi anni; già dal 2017 saranno prodotte tre nuove denominazioni: Chassagne-Montrachet 1er cru Tête du Clos, Les Petits Clos e Les Chenevottes. Le vigne sono lavorate secondo i criteri della coltura biodinamica. L’elevazione dei vini non supera il 25% di fusti nuovi, mentre la vinificazione dei rossi non prevede alcuna diraspatura, la convinzione è che questo metodo sia la regolare continuazione della biodinamica, il giusto modo di rispettare l’integrità delle uve.

Le degustazioni in anteprima dell’annata 2016 si sono svolte nelle cantine del Domaine Heitz-Lochardet nel novembre 2016.

Bourgogne Aligoté 2016

Le vigne destinate a questa denominazione si trovano nel comune di Meursault, vecchi ceppi di età variante tra i 70 e gli 80 anni.

Un buon aligoté. Maturo, minerale e floreale. Ha una sottile presenza, delicata e viva.

Meursault “En la Barre” 2016

En la Barre è un lieux-dit comunale conosciuto in particolare grazie alle versioni di Comte Lafon (Clos de la Barre) e Antoine Jobard. È situato nei pressi dell’abitato di Meursault nel settore nord, quello che guarda verso Volnay.

Un vino con una buona definizione aromatica, ricorda gli agrumi e i campi in fiore. La bocca è morbida, viva, ma al momento manca un po’ di lunghezza e complessità.

Meursault “Les Gruyaches” 2016

Les Gruyaches si trovano nel settore sud di Meursault, nelle vicinanze di Puligny, è sovrastato dal 1er cru Les Charmes-Dessous.

Al naso è sottile e di media intensità, si percepisce una fresca fragranza. Rispetto a En la Barre presenta maggiore consistenza e ampiezza ben sostenute da una piacevole tensione che ne rinfresca il finale.

Chassagne-Montrachet 1er cru “La Maltroie” 2016

La Maltroie tocca l’abitato di Chassagne nella sua parte bassa, la frazione è piuttosto ampia e si aggira sui 0.70 ettari.

Un vino di alto valore, raffinato ed equilibrato. Agrumi e frutta bianca sono stati spinti a perfetta maturazione, rinfrescati da una bella mineralità. È cremoso e generoso, il finale esalta la finezza e la delicatezza, i ritorni gustativi sono salini e di erbe aromatiche.

Meursault 1er cru “Les Perrières” 2016

Sicuramente la denominazione mediaticamente più conosciuta del comune, anche se Mersault non vuol dire solo Perrières. Per queste prime due annate il vino è ottenuto da una sola parcella ma a partire dall’edizione 2017 sarà integrata con una seconda. La superficie salirà quindi ai 0.70 ettari.

Al naso ha una pregevole definizione. Sfumature d’agrumi, frutta bianca matura, fresche note floreali e saline. L’attacco gustativo è ampio, il suo sviluppo incisivo e teso verso la profondità. La persistenza gustativa evidenzia la qualità del lavoro svolto, con precise note saline. Viste le modifiche che avverranno dalla prossima annata è un vino ancora alla ricerca di una propria identità, anche se sulla base attuale c’è da essere orgogliosi.

Pommard 1er cru “Clos des Poutures” 2016

Clos des Poutures è un monopolio dell’azienda, i suoi 0.66 ettari sono circondati da un muro perimetrale e situati all’interno del 1er cru Les Poutures (côté Volnay). Fino al 2013 il vino era prodotto da Jadot, prima, e Joseph Drouhin poi.

Rientrato nella gamma di Armand Heitz a partire dal 2014 dona un vino solido e austero dal carattere maschio. Poggia su un tannino deciso e su una chiusura di definizione fumé, floreale e vegetale. Un vino che rispecchia la provenienza.

Pommard 1er cru “Les Pézzerolles” 2016

Les Pézzerolles sono situate nel settore che guarda verso Beaune e che generano vini di carattere diverso rispetto alla mascolinità del settore Volnay. La superficie è di 0.60 ettari.

Il colore rispecchia la tipicità del pinot noir. I profumi sono intensi, fragranti e “sauvage”. Al gusto mostra un frutto croccante, la texture è elegante e vellutata; il finale è di inebriante freschezza e di carattere decisamente sassoso. Bellissimo.

Pommard 1er crus “Les Rugiens” 2016

Si tratta 0.43 ettari provenienti dalla parte alta della denominazione, quella meno reputata.

Il suo colore è scuro ed intenso. Si riconoscono profumi di frutta nera e tracce ferrose. La bocca è austera e vigorosa. Ricco di materia spinge con forza ed energia. Eccelle nella persistenza gustativa.

Volnay 1er cru “Les les Taillepieds” 2016

Non è tra i cru più in vista di Volnay ma si trova in una posizione privilegiata a braccetto con “Clos des Chènes”. I 0.37 ettari di vigna si trovano nella parte alta della collina, su pendenze abbastanza rilevanti, drenanti e perfettamente rivolti verso levante.

I profumi sono tipici del buon pinot noir, frutti di bosco, sfumature floreali e speziate. Generoso all’attacco, morbido ed equilibrato è sostenuto da una struttura tannica levigata e ben rinfrescata. Il finale è secco ed asciutto, dal carattere decisamente calcareo.

Conclusione: È affascinante la storia di questo giovane vignaiolo che sta cercando di ricomporre il mosaico di vigne dei suoi avi; storia che ci ricorda quella di Louis-Michel Liger-Belair all’inizio degli anni 2000. Al momento non tutto è sistemato alla perfezione ma anno dopo anno l’azienda sta riprendendo forma e oramai lanciata verso un roseo futuro. Anche da loro l’annata 2016, per la gelata primaverile, ha registrato grandi perdite produttive. Sono stati ottenuti in media soli 30 hl. x ettaro con una perdita del 50% rispetto alle possibilità attuali, tra cui la totalità di Chevalier-Montrachet.

Noi terremo i fari puntati su Armand Heitz per moritorarne i progressi.


Armand Heitz
Domaine Heitz-Lochardet
24 rue Charles Paquelin
21190 Chassagne-Montrachet


I vini di Armand Heitz

  • Regionali: Bourgogne Aligoté – Bourgogne Chardonnay – Bourgogne Pinot noir
  • Comunali: Meursault “En la Barre” – Meursault “Les Gruyaches”
  • 1er cru: Chassagne-Montrachet “La Maltroie” – Chassagne-Montrachet “Tête du Clos” (dal 2017), Chassagne-Montrachet “Les Petits Clos” (dal 2017) – Chassagne-Montrachet “Les Chenevottes” (dal 2017) – Meursault “Les Perrières” – Pommard “Clos des Poutures” (monopole) – Pommard “Les Pézzerolles”  – Pommard “Les Rugiens” 
  • Grand cru: Chevalier-Montrachet

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