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Joseph Voillot: La verticale di Volnay En Champans

Alcuni amici, qualche anno fa, hanno avuto l’onore di partecipare alla verticale storica di Volnay En Champans tenutasi a Volnay alla presenza di Jean-Pierre Charlot e Joseph Voillot in persona descrivendocelo come un momento memorabile.

” Un incontro esaltante, non solo per i vini, ma anche e soprattutto per le persone. Avere a disposizione tutti per noi Jean-Pierre Charlot e Joseph Voillot e ascoltare i ricordi di una vita in quelle terre, non ha prezzo. Fu un emozionante percorso di quanto fatto da Joseph Voillot, prima, e da Jean-Pierre Charlot, poi, dagli anni ’30 ad oggi. Jean-Pierre ci ha pure raccontato i cambiamenti apportati da quando nella metà degl’anni ’90 è subentrato alla gerenza dell’azienda, modifiche che pero non hanno alterato la filosofia di base. Volnay Champans ha dimostrato di essere il cru “simbolo” del domaine nonchè quello con maggiori capacità di invecchiamento. E forse il più austero dei vini di Voillot, il più difficile da afferrare in gioventù e che ha bisogno di più tempo per svelare tutti gli aspetti del suo carattere. Una degustazione di una quarantina di annate dal 2010 in botte fino al 1947. Una di quelle esperienze che ti “segnano” e che ti porti dietro per tutta la vita da appassionato “. Il commento di Luca Santini e Giancarlo Marino.

Qualche esperienza con vecchie annate è toccata pure a noi durante le nostre visite in cantina, momenti in cui Jean-Pierre Charlot stappò bottiglie prodotte tra gli anni ’70 e ’60. Jean-Pierre è una persona molto generosa che, sin dal primo momento, ha avuto un occhio di riguardo nei nostri confronti. Un personaggio di forte personalità che emana simpatia anche se una facciata severa potrebbe, al primo momento, far pensare diversamente. Un suo commento nei nostri confronti ci riempie d’orgoglio. ” J’ai beaucoup de respects pour les gens qui comme vous sont passionnés par le vin et ses hommes….. bien loin des hommes qui ne songent qu’au business !!!!!! “.

È partendo da queste motivazioni che abbiamo voluto organizzare una verticale condividendo con amici un momento magico. Una degustazione fino ad ora mai proposta entro i confini elvetici e che rappresenta uno dei sogni degli appassionati del “pinot bourguignon”. Grazie al rapporto instaurato con Jean-Pierre non è stato difficile coinvolgerlo nell’organizzazione, a lui è stata affidata la scelta delle annate. Troppo scontato proporci solo le annate ritenute migliori, ha voluto in particolare sorprenderci con millesimi poco reputati e sotto stimati dalla critica specializzata. Vini capaci di trasmetterci la vera essenza di questa vigna abile a reagire nel migliore dei modi anche alle condizioni avverse.

Volnay En Champans e dintorni

Volnay En Champans & dintorni

Joseph Voillot ha fortemente contribuito allo sviluppo dei vini di Volnay, dando vita ad un’azienda che ha fatto la propria fortuna seguendo la strada del classicismo, disegnando vini di grandi complessità evolutive e capaci di esaltarsi in tutta la loro linearità. Oggi il domaine è costituito da una decina di ettari sparsi tra Meursault, Volnay e Pommard,  l’obiettivo principale è di far rivivere nei vini l’originalità di queste grandi terre. Una storia iniziata all’inizio del 19° secolo e proseguita fino al secondo dopoguerra senza grandi sussulti. Fino ad allora le uve coltivate erano vendute alle grandi “maisons” di Beaune per le vinificazioni e la commercializzazione. Con l’avvento del giovanissimo Joseph Voillot dal 1945 le strategie cambiarono completamente, da quel momento l’intero percorso produttivo fu eseguito in azienda. Voillot si ritira nel 1995 dando spazio al genero Jean-Pierre Charlot che ne ha garantito la continuità fino ai giorni nostri. Joseph Voillot è deceduto il 22 luglio 2014 lasciando un grande vuoto. Charlot ha da sempre lavorato nel mondo del vino ma solo in un secondo tempo si è applicato in vigna e in cantina diventando anche il mentore di molti giovani produttori bourguignon.

Volnay En Champans 1947

Il “mitico” En Champans 1947 da noi fotografato nelle cantine di Volnay

Volnay En Champans è incontestabilmente il fiore all’occhiello del domaine, è posizionato nella parte inferiore del settore 1er cru di Volnay, ai piedi della collina a due passi dalla cappella di Croix de Chemin. È circondato da Carelle sous la Chapelle, Le Ronceret, En Caillerets e delimitato nella sua parte superiore dalla Route D973. Un territorio di primo piano che conferisce ai vini una sostenuta struttura, una particolare finezza aromatica e soprattutto una capacità d’invecchiamento fuori dal comune. Di ampie dimensioni per i canoni borgognoni, ha una forma quasi rettangolare, poggia su deboli pendenze nella parte bassa ma più accentuate in quella più elevata. Ha condizioni piuttosto omogenee perché la gran parte delle parcelle tagliano la collina in senso verticale. In questo cru l’azienda è proprietaria della parcella nr. 218, poco più di un ettaro nell’estremo nord della denominazione  delimitata da un muro in pietra. Qui le vigne godono di forti pendenze, suoli poco profondi, ciottolosi e di elevata insolazione. Furono acquisite negli anni ’30 poi parzialmente reimpiantate tra gli anni 70 e 80. Joseph Voillot  lo produsse per la prima volta nel ’46, vinificato nel classico metodo bourguignon con diraspatura totale, fermentazioni attivate da lieviti indigeni e malolattica spontanea; l’affinamento avviene in “pieces borgognone” da 228 litri.

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Volnay En Champans nella cartina di Volnay

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La parcella nr. 218 di proprietà dell’azienda Joseph Voillot occupa un ettaro degli 11 totali

LA DEGUSTAZIONE VERTICALE

Le bottiglie fino a poche settimane dalla degustazione sono sempre state custodite nelle cantine dell’azienda.

Volnay 1er cru En Champans 2013 – 2012 – 2010

La classicità dei vini è interpretata a meraviglia dalla leggerezza cromatica, una luminosità e una brillantezza che introducono un Pinot noir vecchio stampo ben diverso da quelli scuri e concentrati spesso prodotti ai nostri giorni.

  • En Champans 2013 ha riflessi violacei. Dapprima trattenuto nei profumi si lascia poi andare su note di piccoli frutti di bosco e floreali, si aggiunge una sfumatura minerale e un accenno all’elevazione in botte. La bocca rileva una freschezza inebriante, un tannino sottile e un finale di definizione fruttata. Si fa già apprezzare.
  • En Champans 2012 è a immagine del millesimo, più intenso nella tonalità rubino emana sensazioni di dolcezza sia nel frutto che dal lato speziato. Un vino generoso e morbido, smussato nel tannino ma che sembra non aver la profondità e la complessità delle annate degustare in seguito. Chiude su ritorni di liquirizia, frutta matura e speziati.
  • En Champans 2010 ha una forte personalità e cela grandi potenzialità ancora inespresse ma già ben leggibili durante l’assaggio. Ha forza, incisività e materia, ha un tannino nobile ed equilibrio tra le varie componenti. Un vino che ci esalterà nei prossimi decenni.

Volnay 1er cru En Champans 2006 – 2003 – 1999

  • En Champans 2006 si mostra in tutta la sua austerità. Si veste di un lucente colore rubino e caratterizzato da un naso impenetrabile e di difficile interpretazione. Anche in bocca risulta rigoroso e compatto dove l’astringenza è ancora ben presente condizionandone al momento lo sviluppo. La sua struttura lascia intendere importanti miglioramenti futuri.
  • En Champans 2003 smentisce i classici preconcetti sull’annata, mostrandosi agile e straordinariamente fresco. La struttura è, grazie con un tannino ben fuso, levigata e sottile. La chiusura è persistente e rilascia freschi aromi speziati, di liquirizia e graffite. Complimenti gran bel lavoro !
  • En Champans 1999, lentamente gli anni passano ed il vino acquisisce complessità e profondità. Il colore sfuma sul granato ma i profumi si mantengono freschi e molto piacevoli. Nel bicchiere si susseguono note di gelatina di fragole, fiori secchi, sfumature speziate e minerali. La bocca è sempre viva e tesa, una linearità che dà profondità e gran piacere. Il tannino è ancora ben presente ciò che ci fa supporre che sarà un segno distintivo dell’annata. Un millesimo poco considerato ma che genera un pinot vero.

Volnay 1er cru En Champans 1995 – 1991 – 1988

  • En Champans 1995 segna il passaggio di testimone tra Joseph Voillot e Jean-Pierre Charlot. Il suo colore è vivo e senza tracce di particolare evoluzione. Il suo bouquet è ampio e di precisa definizione aromatica. La componente fruttata è sempre ben presente e di fresca espressione, si completa con accenni minerali e speziati di grande eleganza. L’assaggio ci lascia grandi sensazioni, ha volume, tensione e profondità con un tannino che va affinandosi con il passare dei minuti. Una bottiglia strepitosa.
  • En Champans 1991 mostra un bel granato luminoso, il bouquet è complesso e spazia dall’affumicato, al terroso, al muschio, alle foglie secche, al tartufo, … preservando sfumature di frutta secca e sotto spirito. L’attacco gustativo è morbido, il tannino fuso nella struttura e rinfrescato da un’equilibrata acidità. Un vino completo e di lunga persistenza dove emergono ritorni speziati e ferrosi. Splendido.
  • En Champans 1988 con note di tabacco, frutta secca, terra bagnata si presenta sulla linea del precedente ma poi perde quota nella parte gustativa. Meno preciso ed incisivo, mostra alcuni limiti d’equilibrio, per alcuni è la sensazione acida a prevalere per altri è quella alcolica o astringente. Limiti che non ci hanno comunque impedito di apprezzarne il carattere. Paga dazio in particolare se confrontato con gli assaggi precedenti.

Volnay 1er cru En Champans 1981 – 1975 – 1969

Anche se entrambe le prime due bottiglie erano influenzate negativamente da problemi di tappo il loro carattere era leggibile in profondità.

  • En Champans 1981 nasconde vivacità e una struttura non trascurabile, un vino dalla presenza ben marcata. Un vero peccato aver beccato la bottiglia sbagliata.
  • En Champans 1975 afferma una forte personalità e rivaluta un’annata poco considerata. Ricco di materia, solido e fresco non perde quota nel suo percorso. Anche se problematico per molti di noi è una sorpresa.
  • En Champans 1969 esalta in maniera fragorosa l’eccezionalità di questa verticale. Il suo colore presenta una lucentezza e una vivacità inusuale per un vino di quest’età. Un sorso che lascia tutti a bocca aperta. Ha un’ampiezza aromatica sbalorditiva, sfumature balsamiche, moka, tabacco, liquirizia, muschio, terra, ferro, frutta nera, pepe, … avvolgono il nostro bicchiere. In bocca è sontuoso, armonico e con un’acidità sostenuta da una struttura che non fa difetto; il tannino è ancora vivo e patinato. Il finale sfodera una sinfonia di aromi lasciando un ricordo indelebile.

Conclusione: Una verticale che ha lasciato il segno e che ha saputo mettere in evidenza in modo originale il carattere delle diverse annate. È sbalorditivo come questo vino sappia modificarsi nel tempo. Pieno di esuberante gioventù nei primissimi anni di vita, austero e riflessivo in quelli successivi, complesso ed elegante dopo una quindicina d’anni ….

“Vive la Bourgogne”

Un “grand merci” da parte di NonSoloDiVino a Jean-Pierre Charlot per l’occasione concessaci.

Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

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